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Sport ed omosessualità: due binari che corrono parallelamente. O forse no?

L’omosessualità, così come qualsiasi orientamento e genere sessuale, è sempre stato un tabù nel mondo dello sport a causa di stereotipi ben radicati all’interno della società.

Un esempio di stereotipo ancora ben presente all’interno dello sport, è che l’atleta maschile deve essere una persona virile, con una mascolinità a livelli quasi estremi e con atteggiamenti aggressivi. 

Questa visione è stata ereditata dagli istinti primitivi che gli uomini assumevano durante l’epoca preistorica nei periodi di caccia, momenti in cui si tendeva ad assumere atteggiamenti aggressivi, di lotta e di rabbia, che si sono poi evoluti ed adattati nelle epoche successive.

Per quanto poi concerne l’omosessualità, è sempre stata percepita come un qualcosa che debilita quegli atteggiamenti considerati tipici di un atleta, facendolo considerare meno uomo rispetto agli altri a causa di una fragilità tipica del mondo femminile.

In conseguenza a questi stereotipi, gli sportivi sono maggiormente tentati a fare coming out a carriera finita piuttosto che all’inizio, per evitare eventuali aggressioni da parte di colleghi o tifosi: n’è un esempio l’ex nuotatore olimpico australiano Ian Thorpe, il quale ha fatto coming out come persona gay in un’intervista del 2014, due anni dopo la fine della sua carriera.

Al contrario, l’universo femminile non ha questa difficoltà nel fare coming out in ambito sportivo: questo perché l’omosessualità femminile è maggiormente accettata, in quanto il mondo dello sport richiede alle atlete caratteristiche fisiche e psicologiche considerate più maschili, come a renderle “meno donne”.

Tuttavia sembra che qualcosa stia cambiando: infatti, ad infrangere la tradizione del dover fare coming out a fine carriera è stato il calciatore australiano di Serie A Josh Cavallo

Il ventunenne dell’Adelaide United ha dichiarato di essere omosessuale in un video pubblicato sull’account Twitter della squadra, diventando così il primo calciatore a fare coming out ancora in attività. 

Il messaggio di Josh Cavallo è stato sorprendentemente accolto in modo positivo dall’ambiente calcistico, divenendo così un vero simbolo per i giovani calciatori che non hanno avuto ancora il coraggio di annunciare pubblicamente il proprio orientamento sessuale.

Irene Ippolito
Fonte copertina L Football

Vedi anche: Plogging, lo sport che fa bene anche all’ambiente

La Redazione

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