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Catcalling tra 1874 e 2021… certe abitudini sono dure a morire

Anche se ultimamente si sta sentendo parlare sempre più spesso di catcalling e delle cosiddette “molestie da strada”, in realtà il fenomeno ha delle radici molto antiche.

Proviamo a vederle attraverso un quadro del 1874 di Bethold Woltze.

L’opera in questione si intitola The Irritating Gentleman ed è un quadro dipinto dal pittore tedesco Berthold Woltze nel 1874. 

Una data che ci riporta molto indietro col tempo, ma il tema racchiuso in quest’opera è talmente attuale che – non senza provare un certo brivido – si può benissimo applicare ai giorni nostri. 

Nonostante il titolo richiami l’uomo di questo quadro, in realtà la protagonista assoluta dell’opera è la ragazza dallo sguardo spento, sconfitto, di chi ha perso ogni speranza. 

Sul suo volto, insomma, si legge in maniera più che piacevole il sentimento di disagio che prova a causa di una situazione – a dir poco – spiacevole. 

The Irritating Gentleman by Berthold Woltze, 1874

L’uomo, addirittura con l’occhialino per poter osservare meglio, si mostra oltremodo divertito dalla situazione, quasi come se fosse uno spasso indicibile importunare questa ragazza. Senza tacere, poi, la totale noncuranza di fronte alle lacrime più che visibili della vittima. 

L’uomo alle sue spalle, invece, un po’ come accade oggi in una società in cui l’omertà è dilagante, si mostra del tutto indifferente alla scena, come se il fatto non fosse il suo. 

Il fatto che la ragazza sia vestita di nero, poi, porta lo spettatore a porre l’attenzione sul suo viso sofferente, ma fa anche capire che sta vivendo già di suo una situazione di sofferenza (forse un lutto). E l’uomo? Chiaramente noncurante.

Lo sguardo distrutto e disperato di lei, rivolto a chi guarda l’opera, sembra quasi voler gridare aiuto, dato che sembra che nessuno sia disposto a soccorrerla e ad allontanare il suo molestatore. 

Tutti questi elementi, come si può ben comprendere, possono essere perfettamente traslati e adattati ai giorni nostri. Quante volte abbiamo assistito a fischi dalle auto di passaggio rivolte a delle ragazze intente a farsi gli affari propri? 

Quante volte è successo proprio a noi e tutto ciò di cui avremmo avuto bisogno era che qualcuno ci difendesse? Quante volte, invece, tutto ciò che abbiamo ottenuto era la totale indifferenza di chi aveva assistito alla scena a dir poco rivoltante? 

In quel quadro, quindi, potrebbe benissimo esserci la nostra amica vittima di catcalling, o quello stupido che credeva di essere tanto simpatico dopo aver urlato come un vandalo “’A fantastica!” dalla sua auto, o ancora quella persona che, pur avendo assistito alla scena, ha preferito voltarsi dall’altra parte fingendo di non aver visto nulla. 

Berthold Woltze, forse senza saperlo, è stato spaventosamente lungimirante con questa sua opera e la cosa non può che creare un certo brivido lungo la schiena: in più di un secolo non è cambiato assolutamente nulla, l’essere umano sembra non aver fatto nessun passo avanti ed oggi le donne sono costrette a subire gli stessi torti che subivano in passato. Siamo costrette a combattere le stesse battaglie di una volta!

Forse l’unica sostanziale differenza tra ieri e oggi è che noi donne siamo più libere di alzare la voce, di esprimere la nostra indignazione, di servirci dell’aiuto dei social per far sì che la nostra sofferenza venga condivisa e sostenuta da altre persone che, come noi, hanno vissuto lo stesso momento di disagio. 

La speranza è quella che, da questa piccola differenza rispetto al 1874, si possa arrivare a dei risultati concreti, ad un concreto e sostanziale miglioramento del genere umano. Forse siamo troppo ottimisti, forse no… la cosa certa è che sperare non basta: bisogna combattere, bisogna far sentire la propria voce, far valere i propri diritti ed ottenere la tutela che ognuno di noi merita. 

Anna Illiano
In copertina The Irritating Gentleman by Berthold Woltze, 1874

Vedi anche: Tutto l’amore che (non) ho: l’abuso psicologico cantato da Marracash

Anna Illiano

Anna Illiano (Napoli, 1998) è laureata in Lingue e Letterature euroamericane e si sta specializzando in editoria e giornalismo presso La Sapienza di Roma. Ha un blog personale “Il Giornale Libero” ed è articolista per il magazine La Testata. Dal 2021 collabora occasionalmente col giornale “il Post Scriptum”
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