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Piccoli Giornalisti Crescono – Terza Parte

Questi contenuti sono originali e sono stati scritti dagli alunni e dalle alunne della professoressa Benedetta De Nicola (caporedattrice e art director de La Testata);

in un piccolo progetto di educazione civica trasversale ha proposto delle tematiche, studiate in geostoria, che poi si sono tramutate nella stesura di un articolo, collaborando insieme come piccoli giornalisti.

Lo svolgimento si è basato su:

  • ricerca iniziale;
  • ricerca delle fonti;
  • studio;
  • divisione dei compiti in varie mini redazioni per ogni contenuto;
  • stesura;
  • controllo ortografico;
  • esposizione in aula;
  • pubblicazione dell’articolo come riconoscimento per il bel lavoro svolto.

Le Migrazioni, ieri e oggi

Nel corso della storia, le migrazioni hanno definito il mondo in cui viviamo. Le migrazioni dalla Grecia arcaica ad oggi rivelano un percorso in cui le persone hanno cercato nuove terre, opportunità e una vita migliore.

Da epoche antiche, dove miti e leggende come “l’Odissea” narravano di viaggi epici, fino ai giorni attuali, dove l’Europa è al centro di flussi migratori complessi.

Le radici delle migrazioni greche risalgono alle colonizzazioni del Mediterraneo orientale nel VII secolo a.C., quando città-stato come Mileto inviavano coloni in cerca di terre fertili e risorse: Durante l’epoca classica, le Guerre Persiane costringevano gli abitanti a cercare rifugio altrove.

Le statistiche

Oggi, invece, l’Italia si trova nel mezzo delle migrazioni contemporanee, con flussi provenienti dal Medio Oriente, dall’Africa ecc.

Le migrazioni oggi sono ancora un fenomeno comune, nel mondo migrano 281 milioni di persone cioè il 3,6% della popolazione mondiale su 15 milioni. Il fenomeno dell’immigrazione continua a definire il nostro pianeta, milioni di persone viaggiano via mare cercando un’opportunità, una nuova casa e una sicurezza. Le statistiche offrono uno sguardo sulle dinamiche e riflettono le sfide di un mondo in movimento. Le ragioni che spingono le persone a migrare sono molte: dai conflitti armati a problemi economici e ambientali. (fonte: https://asvis.it/notizie/2-10952/un-mondo-in-movimento-dati-trend-e-questioni-a perte-sul-fenomeno-migratorio-)

“Cos’è successo?!” La storia di Ousmane Sylla

In Italia, ma anche nel resto del mondo, milioni di persone emigrano per cercare una vita migliore, pur combattendo, non riescono ad andare avanti. Ecco che parliamo della storia di Ousmane Sylla, un uomo di 22 anni che per il grande dolore e la nostalgia di casa si è impiccato nel cpr in cui era stato inserito, cioè centri di identificazione ed espulsione, sono strutture dove vengono trattenuti i migranti sottoposti a un ordine di espulsione, in attesa di essere identificati e rimpatriati,ci troviamo a Ponte Galeria, a Roma. Quest’uomo a 22 anni è arrivato nello strutturale dopo un incendio nel Cpr di Trapani. Dopo questo incendio, la sua vita è cambiata.

la scritta in arabo di Ousmane Sylla sul muro della sua cella. fonte: ilriformista.it

Le mura di quella stanza l’hanno rinchiuso in un forte dolore e a causa di ciò si è tolto la vita lasciando la sua cara madre, i suoi fratelli piccoli che voleva riabbracciare in Africa, nella notte fra sabato 3 e domenica 4 febbraio, poco dopo le 4.40, i suoi compagni lo hanno trovato impiccato ad una grata. Hanno immediatamente allertato i soccorsi ma per lui non c’è stato niente da fare.

I ragazzi che erano nella sua stessa situazione sostenevano che Ousmane aveva crisi di rabbia e piangeva, ma nessuno ha salvato la sua vita. è avvenuta una protesta dopo la sua morte , I migranti hanno lanciato pietre verso gli operatori, due sarebbero stati trasportati in ospedale.

Per contrastare la rivolta, placata soltanto dopo le 22.30, le forze dell’ordine hanno lanciato lacrimogeni. Sono 14 i migranti arrestati dopo quanto accaduto nella struttura domenica.

Ousmane Sylla ha lasciato la Guinea, il settimo paese al mondo per morte di malaria, tre posti letto e 8,3 medici su 100 abitanti e con solo il 32% di adulti alfabetizzati. A dispetto di ciò, la vera questione è economica e infatti, il 31,6% della popolazione, vive sotto la soglia della povertà. (fonte: www.fanpage.it www.italiacaritas.it)

Il Film “Io capitano”, specchio della storia di Ousmane Sylla

“Io capitano” parla proprio delle migrazioni economiche, in questo caso di due senegalesi adolescenti, Seydou e Moussa, lasciano il loro paese per raggiungere l’Italia e sfuggire alla miseria. Transitano attraverso il mare muniti di falso passaporto e, benché la truffa venga scoperta da un poliziotto, evitano la prigione in cambio di denaro. Giunti in Niger, affrontano il deserto sino all’ingresso in Libia, dove vengono arrestati e condotti in centri di detenzione.

Dopo la separazione dei due, Seydou viene sottoposto a tortura ma riesce ad uscire quando un altro detenuto lo spinge ad offrirsi al pari di lui come muratore.

Avendo lavorato bene, entrambi vengono messi in libertà e gli viene pagato il viaggio per Tripoli. Nella capitale libica Seydou ritrova Moussa, con cui riprende il cammino verso l’Europa. Quando si rivolgono a un faccendiere, Ahmed, che organizza le traversate nel mar Mediterraneo, non avendo abbastanza denaro, si vedono offrire un’unica possibilità: Seydou dovrà guidare la barca. Istruito da Ahmed su come governare il mezzo, Seydou riesce a condurre tutti i passeggeri sani e salvi in Sicilia.

Io capitano nasce da un’idea del regista Matteo Garrone, che ha scritto la sceneggiatura con Massimo Gaudioso, Massimo Ceccherini e Andrea Tagliaferri, basandosi sulle storie di emigrazione dal continente africano di Kouassi Pli Adama Mamadou, Arnaud Zohin, Amara Fofana, Brhane Tareke e Siaka Doumbia.

Il film è stato prodotto da Archimede, Rai Cinema, Tarantula, Pathé e Logical Content Ventures, in coproduzione con RTBF, VOOBE TV, Proximus e Shelter Prod, con il sostegno del Ministero della Cultura, del Centro per il Cinema e gli Audiovisivi della Federazione Vallonia-Bruxelles, di tax shelter.be, ING e lo scudo fiscale del governo federale belga, e la partecipazione di Canal+, Ciné+ e Wallimage (Vallonia). Il progetto aveva un budget di circa 11 milioni di euro. (fonte: www.distribuition.it)

La migrazione quindi è un tema molto delicato. Ogni giorno, centinaia di migranti arrivano in Italia da Paesi lontani, ammassati su delle barche senza acqua né cibo.

Tra loro ci sono uomini, donne incinte e bambini. Molti di loro muoiono in mare. I pochi che riescono a sopravvivere si ritrovano da un giorno all’altro in un Paese sconosciuto, dove parlano una lingua molto diversa e non vengono accettati quasi sempre.

Alcuni di questi migranti vengono rimandati nei loro Paesi d’origine. Quelli che restano devono fare i conti con il razzismo di alcuni italiani che li vedono come una minaccia per lo Stato. Spesso queste persone hanno difficoltà a trovare lavoro, soprattutto in una situazione di crisi.

Purtroppo non tutti sono disposti a mettersi nei loro panni povera gente, con l’unica speranza di un futuro migliore, soprattutto perché molti hanno lasciato la loro città natale per guerre o carestie.

Pensiamo che se tutti contribuissero a garantire ai migranti l’aiuto di cui hanno bisogno, la loro vita potrebbe migliorare molto.

UN GRAZIE SPECIALE ALLA PROF.SSA CARMELA BUONDONNO

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Piccoli Giornalisti Crescono – Seconda Parte

Federica D’Andretta
Deborah Intravaia
Entony Abate
Rossella Elefante
Carmine Ferraioli
Francesco Nocera

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