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A volte il cervello vede ciò che non c’è: il mistero della pareidolia

Una figura tra le nuvole o un’auto con un “volto umano”? Tranquill* non stai impazzendo! La pareidolia rivela quanto sottile sia per l’essere umano la linea tra realtà e interpretazione. 

Per chi ha avuto la fortuna come me di vivere e crescere in aperta campagna, distendersi a terra e osservare le nuvole era pane quotidiano: il vento le faceva volare via, comparivano volti sorridenti, si trasformavano e prendevano le sembianze di un drago, poi di un elefante e poi di una sfinge. Ho sempre avuto paura di perdere da adulta questa “capacità” di vedere anche quando non ci fosse nulla da vedere (spoiler: ancora rincorro le nuvole a forma di delfino e nuoto con loro nell’immenso mare del cielo!) 

In realtà nulla di fantascientifico, né di magico: è la pareidolia, un fenomeno che racconta l’essere umano e la sua capacità di rapida acquisizione di schemi di sopravvivenza. Il cervello umano è progettato per riconoscere modelli, in particolare i volti: questa capacità, studiata in neuroscienze e psicologia emotiva, è fondamentale per scampare a eventuali pericoli, e reagire in tempi brevi. 

Ma come direbbe il mio psicologo “La mente mente” ed ecco che il nostro caro e dolce cervello efficiente ci porta a cadere in un “errore” di interpretazione, trasformando oggetti casuali in qualcosa di “familiare”. 

I casi di pareidolia più eclatanti

Indubbiamente, uno dei casi più famosi di pareidolia applicata è il cosiddetto “volto su Marte”: nel 1976 la sonda Viking 1 della NASA, fotografa una regione di Marte chiamata Cydonia; a prima vista una formazione rocciosa sembra incredibilmente simile a un volto umano con occhi, naso e bocca. Con il progresso tecnologico sono state fatte nuovamente foto alla stessa area con risoluzioni molto più alte; è risultato nessun volto, ma solo una collina rocciosa irregolare. 

Il toast con il volto di Cristo si posiziona indubbiamente al secondo posto negli esempi celebri di questo fenomeno: nel 2004 in Florida una donna dichiarò di aver conservato per circa 10 anni un toast su cui si intravedeva il volto di Gesù Cristo. Venduto per circa 28.000 $, questo toast non ha nulla di soprannaturale: il classico funzionamento della pareidolia.

Diciamocela tutta, questo fenomeno ci ricorda che il vedere non è mai un atto puramente passivo: è il risultato di un dialogo continuo tra l’interpretazione della realtà e ciò che osserviamo; in un mondo sempre più ricco di immagini, forse è bello ogni tanto perdere lo sguardo critico e guardare il mondo con – ancora – meraviglia.

Per approfondire:

Antonietta Della Femina

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Antonietta Della Femina

Classe ’95; laureata in scienze giuridiche, è giornalista pubblicista. Ha imparato prima a leggere e scrivere e poi a parlare. Alcuni i riconoscimenti e le pubblicazioni, anche internazionali. Ripete a sé e al mondo: “meglio un uccello libero, che un re prigioniero”. L’arte è la sua fuga dal mondo.
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