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Le agghiaccianti storie dietro le fiabe Disney

Dietro le grandi fiabe che hanno fatto sognare generazioni di bambini si nascondono racconti traboccanti di dettagli macabri. 

Le storie originali di Giambattista Basile, Charles Perrault, Hans Christian Andersen, dei fratelli Grimm e di altri narratori del passato sono molto crude, se non addirittura raccapriccianti.

Walt Disney, con i suoi rosei riadattamenti cinematografici, ha ripulito la tradizione fiabesca dagli elementi inquietanti, edulcorandola e rendendola fruibile per un pubblico under 18

Cosa si cela dietro la patina disneyana?
Scopriamolo. 

Biancaneve

La versione dei fratelli Grimm è un calderone di cannibalismo, pedofilia, necrofilia e feroce vendetta.

  • La perfida matrigna chiede al cacciatore di portarle il cuore, il fegato e i polmoni di Biancaneve per cibarsene e acquisire in tal modo la sua bellezza. 
  • Biancaneve ha solamente 7 anni, ma ciò non impedisce la relazione con il principe.
  • Il principe inizialmente non è interessato a risvegliare la bella ragazza bianca come la neve, bensì a trasportare nella sua dimora la teca contenente il corpo come un cimelio d’arte. 
  • Alla fine la matrigna è costretta a indossare un paio di scarpe di ferro rovente e a ballare fino a che non muore stremata.

Cenerentola 

Quella di “Cindarella” è una delle fiabe più antiche e diffuse nel mondo. Il suo personaggio presenta similitudini con la Rhodopis di Strabone (I sec a.C.) e l’espediente della scarpetta si ispira alla pratica cinese del loto d’oro.

Di nuovo, i fratelli Grimm danno provo del loro gusto del macabro

  • Il padre di Cenerentola è vivo ed è complice dei maltrattamenti nei suoi confronti.
  • Le sorellastre, Anastasia e Genoveffa, si mutilano parti dei piedi pur di riuscire a calzare la fantomatica scarpetta di cristallo, ma due uccelli avvertono il principe dell’inganno.
  • Come se non bastasse, per sventare qualsiasi tentativo di sabotaggio, gli uccelli accecano le sorellastre nel giorno delle nozze, costringendolo ad una vita da mendicanti.  

La Sirenetta

Nella Storia di Andersen, Ariel ottiene le gambe a durissime condizioni: 

  • La strega del mare le taglia la lingua e si appropria della sua voce; 
  • Ogni passo è per lei doloroso come camminare su delle lame; 
  • Qualora il principe non ricambiasse il suo sentimento, la sirenetta si tramuterebbe in schiuma del mare, morendo. 

Indovinate un po’?

Il principe si sposa con un’altra donna. Tuttavia, la strega del mare concede ad Ariel uno “sconto di pena”: grazie alla sua bontà d’animo, può trasformarsi in “figlia dell’aria” e, se compirà 300 anni di buone azioni, otterrà un “ingresso omaggio” in paradiso. 

La bella addormentata nel bosco

da Movie Travel

La datazione delle origini di questa fiaba è incerta. Secondo alcuni sarebbe ascrivibile al XVII secolo, secondo altri risalirebbe al XV secolo con il Roman De Perceforest. Certo è che la prima apparizione affermata si ebbe nel Pentamerone di Basile con il titolo “Sole, Luna e Talia”. La prima parte della storia segue la trama che tutti conosciamo; la seconda, invece, è agli antipodi del romanticismo. 

Un re di un regno vicino vede la ragazza dormiente (Talia) e, folgorato da cotanta bellezza, abusa di lei che poi scopre di essere incinta. Dalla violenza carnale nascono due gemelli (Sole e Luna).

A risvegliare la bella addormentata sono proprio i figli che, nell’azione di  cercare il latte, tirano fuori la scheggia maledetta dal suo dito. Nel frattanto, la moglie del re scopre il tradimento e ordina che i due gemelli vengano uccisi, cucinati e serviti in pasto al marito.

 Il piano va in fumo, per cui la donna tradita indirizza la sua ira verso Talia. La getta nelle fiamme, ma il re interviene e la salva, spingendo nel fuoco la sua ormai ex moglie. E fu così che vissero tutti felici e contenti.  

La bella e la bestia 

Più cupi sono i toni nella fiaba di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve. La Bestia vorrebbe uccidere il padre di Bella, ma costei si offre in sacrificio al suo posto. La Bestia però si innamora di lei e non riesce a torcerle un capello; anzi, dopo tre mesi di reclusione nei quali le chiede la mano ogni giorno, concede alla sua prigioniera di andare a fare visita al padre per una settimana.

Bella viene trattenuta a casa più del dovuto dalle sue malvagie sorelle e così quando fa ritorno presso il castello della Bestia è già troppo tardi, perché il principe Adam è morto di dolore. 

Raperonzolo

Esistono diverse varianti, tutte accumunate dal percorso di sofferenza che Rapunzel deve attraversare prima di arrivare al lieto fine. La ragazza dai lunghissimi capelli biondi viene ceduta alla strega dai genitori come merce di scambio per… un’insalata! I suoi genitori, infatti, non riescono a smettere di rubare la verdura dall’orto della strega e quindi stringono un patto con quest’ultima cedendole la figlia. 

Come sappiamo, Rapunzel viene segregata in una torre e privata di qualsiasi contatto col mondo esterno, finché non arriva un principe che, arrampicandosi sulla sua chioma, le va a fare “compagnia”. 

Quando la strega lo scopre si infuria e decide di punire Rapunzel impedendole di coronare il suo sogno d’amore, dunque la acceca e la abbandona in un deserto. Qui Raperonzolo dà alla luce i gemelli nati dall’unione con il principe, il quale nel frattempo girovaga per il mondo alla ricerca dell’amata scomparsa. Una volta ritrovata, dopo anni e anni, cura la sua cecità per mezzo di una lacrima magica e finalmente i due possono vivere felici e contenti. 

In un’altra versione i ruoli dei due amanti sono invertiti, cioè è il principe ad essere accecato e Rapunzel a ritrovarlo e a salvarlo con la lacrima fatata. 

Ci dispiace aver distrutto i vostri felici ricordi d’infanzia, ma adesso siete abbastanza grandi per conoscere il lato creepy delle vostre fiabe preferite. Pensate che ce ne sono molte altre ancora, ma vi risparmiamo traumi che potrebbero spedirvi dritti in terapia.

Fate bei sogni questa notte! 

Giusy D’Elia
Illustrazione di Sonia Giampaolo

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Giusy D'Elia

Disordinata, ansiosa, testarda, logorroica… ma ho anche dei difetti. I pregi scoprili leggendo i miei articoli! Sono Giusy D’Elia, classe 1997. Studio Filologia moderna perché credo nel valore della cultura umanistica. Ho un mondo dentro che ha paura di uscire, ma La Testata mi sta aiutando a farlo esplodere! Sono la responsabile di Tiktok.
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