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Crescere, che fatica. Ti sblocchiamo tre ricordi

Ma vi ricordate quando eravamo piccoli noi? E quanto ci divertivamo con niente?

I tempi sono cambiati. Basta guardarsi intorno per capirlo. Un po’ per colpa nostra, un po’ anche no, i bambini di oggi, sembrano essere interessati solo a giochi sofisticati e tecnologici, e così perdono quella parte motoria e creativa che caratterizzava i giochi modesti che facevamo noi da piccoli.

Rispolveriamone insieme tre e scommettiamo che li abbiamo fatti tutti? 

  • I Sepolcri

Tra le tradizioni italiane della settimana Santa di Pasqua, c’è quella di preparare dei piattini con i germogli di grano da portare in Chiesa per allestire i Sepolcri del Giovedì Santo. Ma come fare? La tradizione vuole che questi germogli debbano essere chiari, di un colore giallino, quasi simile a quello del grano, dal quale si trae la farina e quindi l’ostia che simboleggia il corpo di Cristo. I bambini si divertiranno a veder crescere una piantina che dovranno curare da soli, annaffiandola e facendo attenzione a poche semplici regole.

Per la crescita dei germogli, bisogna recuperare del terreno e aggiungere i semi di grano. Niente fertilizzanti ma un batuffolo di cotone bagnato con dell’acqua per poi strizzarlo per far fuoriuscire l’acqua in eccesso. Coprite poi la terra, cercando di inserire i semi di grano tra le fibre di cotone. Bisogna rispettare la distanza di circa un centimetro tra un seme e l’altro per favorire la crescita dei germogli. Dopo aver piantato mettete il piatto in un luogo buio e non ventilato. 

Ricordate che la tradizione vuole che i germogli vengano coltivati e fatti crescere al buio, per simboleggiare il passaggio dalle tenebre alla luce della Resurrezione di Cristo.

  • I semi di mela

Il simbolo del film Pieces of a Woman col quale si decide di raccontare la maternità, ovvero la mela. Subito dopo la tragedia che la colpisce, vediamo Martha fra le corsie di un supermercato intenta ad esaminare delle mele, alla ricerca di quella più bella per poi annusarla, e sono numerose le scene in cui la vediamo mangiarne – addirittura di marce – per poi conservarne i semi. Protagonista di un viaggio simbolico collegato all’accettazione del lutto, inizia a piantarne moltissimi, tutti quelli accumulati nei mesi precedenti, e in dischetti di cotone. Lo fa con una premura quasi materna, ma infruttuosa: i semi non germogliano, almeno, non subito.

Sebbene si tratti di un processo che richiede anni e i frutti che ottieni non sono sempre dello stesso tipo della mela “madre”, questa, credo, rimane un’esperienza emozionante: vedere lo sviluppo delle piantine fino a diventare dei veri alberi con il passare degli anni.

Occorre togliere dei semi dal torsolo di alcune mele e asciugarli su un tovagliolo di carta, recuperata una bottiglia a spruzzo per nebulizzali con dell’acqua fredda vanno risciacquati, dopodiché disposti su della carta da cucina, fino a lasciarli essiccare per tre o quattro settimane. Vanno capovolti ogni due giorni in modo che si asciughino equamente su entrambi i lati. Dopo un paio di giorni di essiccazione va aggiunto del terriccio a base di torba, per poi versare alcune cucchiaiate sulla carta da cucina, spruzzando qualche goccia d’acqua. Con le mani mescolare il terriccio per bene.

Ricordate di mettere il composto in un sacchetto nel frigorifero per circa tre mesi. Trascorsi i tre mesi, dovreste vedere i semi che iniziano a germogliare, e così via.

  • Diamo da mangiare alle farfalle?

Possiamo aiutarci con dei colori che ricordano quelli dei fiori, specie il giallo, il bianco e il rosso, apprezzati da molte specie nostrane. Al via costruiamo una mangiatoia per farfalle e ne avremo un via vai di splendide e colorate a farci compagnia in giardino o sul nostro terrazzo.

Facciamo un piccolo foro sul fondo di un bicchiere di plastica e inseriamo al suo interno un batuffolo di cotone. Aggiungiamo altri due buchini al bordo del bicchiere e vi introduciamo un cordino. Ritagliamo piccoli petali colorati di plastica (buste della spesa o involucri) che vanno incollati al cotone e formare un fiore. Sciogliamo 1 cucchiaio di zucchero in 9 ml di acqua e versiamo la soluzione nel bicchiere.

Fermiamo l’oggetto a un elemento di sostegno affinché vi resti sospeso e aspettiamo che le farfalle vengano a farci compagnia.

Francesca Scotto di Carlo 

Vedi anche: Uomo e natura insieme? Con il panismo è possibile

Francesca Scotto di Carlo

Ventinove anni, napoletana. Di sé dice di essere un «cumulonembi», testarda, indistruttibile, assertiva. Scrittrice, umanista, attivista, è una di quelle persone con la voglia di cambiare il mondo, un passo alla volta.
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