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Guida di sopravvivenza: giochi divertenti per persone defi… pigre, persone pigre

Non so voi, ma quando vengono organizzate quelle seratone con giochi da tavola, in cui tutti gli amici si riuniscono per dare sfogo alle loro abilità intellettive e strategiche, mi subentra uno strano malessere, la cosiddetta in gergo “botta in fronte”.

Così finisco per sedermi alla tavolata con la scusa del “guardo solo, non mi va di giocare”, per celare il mio disagio e la consapevolezza di non riuscire a capire, nemmeno all’ennesimo tentativo di spiegazione da parte del master di turno, come diamine funzioni un gioco come Seasons.

Sì, perché se per Monopoly e Gioco dell’Oca la noia mi assale l’animo, alle cose più complesse che necessitano di un minimo di riflessione il mio cervello proprio dice no, si surriscalda e va in tilt.

E se come me alla fine vi ritrovate a guardare un film da soli sul divano perché siete irrimediabilmente diventati l’anello debole del gruppo, vi propongo tre giochi for lazies&dummies che potrete proporre ai vostri amici, in modo da salvare la serata e la vostra amicizia.

Sono alcuni dei più simpatici che conosca.
… non prendiamoci in giro, sono probabilmente gli unici a cui sappia realmente giocare.
E se ci sono arrivata io a capire quelle regole, fidatevi, può riuscirci chiunque.

Exploding Kittens
Cominciamo col botto, anzi, facendo esplodere gattini.
Le regole sono semplici, ogni giocatore a turno pesca e compie la sua mossa, descritta dettagliatamente sulle carte che possiede in mano e che decide di giocare in quel turno.
Ve lo scrivono pure cosa dovete fare, cos’altro volere di più?
Con a disposizione un mazzo di carte dotate di diversi significati ed azioni, ogni giocatore avrà a disposizione almeno un Disinnegatto, che potrà permettergli di salvarsi sicuramente almeno una volta qualora dovesse pescare il temutissimo Gattino Esplosivo.
L’unico imperativo del gioco è il seguente: non esplodere.

Nome in codice
Oltre a Monopoly, Nome in codice è un altro gioco che rischia di distruggere i rapporti umani.
Per la divisione in squadre, quindi, assicuratevi di scegliere persone che vi conoscano bene e che possano capirvi al volo.
Una volta posizionate le carte con nomi casuali sul tavolo ed identificati i leaders di ciascuna squadra, rossa e blu (magari i più perspicaci della comitiva, mi raccomando), questi ultimi dovranno far indovinare ai loro compagni una serie di parole che appartengono al proprio gruppo, fornendo come suggerimento una sola parola seguita da un numero che indica quanti nomi sono collegati ad essa, stando attenti a dare indizi che possano essere riconducibili alle parole che appartengono alla squadra avversaria.
Vince il gruppo che indovina prima tutte le parole.
Molto più semplice a farsi che a dirsi, giurin giurello.

Cards against Humanity
Probabilmente uno dei giochi da tavolo più divertenti e, all’occorrenza, politicamente scorretti che possano esserci.
Lo scopo è quello di creare storie talmente sconnesse che possano risultare, al tempo stesso, esilaranti.
Una volta pescata una carta dal mazzo sul banco (mazzo nero) e letta la frase, quest’ultima deve essere completata dalle  carte possedute da ogni giocatore e pescate prima di cominciare il gioco (mazzo bianco).
Ogni partecipante, a turno, diventa giudice e sceglie il vincitore della mano.
Il criterio per la vittoria? La risposta deve far ridere il giudice. Fine. 
Semplice e d’effetto, a tratti dissacrante, si sconsiglia l’utilizzo ai deboli di cuore non amanti delle scurrilità e del black humor
Se non ti riconosci in questa categoria, allora welcome to the dark side and enjoy!

Ilaria Aversa

Fonte copertina: pixabay

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Ilaria Aversa

Classe 1996, Ilaria Aversa nasce a Sorrento in un lunedì di giugno. Fortemente convinta che la pasta sia il suo unico credo, si è laureata in Storia dell'Arte, dimostrando di sapersi concentrare ed impegnare seriamente, ogni tanto. Ama prendersi poco sul serio, infatti la sua massima più ricorrente è "Almeno sono simpatica". O, almeno, lo spera.
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