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Come è bello far l’amore nelle piazze da Trieste in giù

Lucio Dalla, nel lontano 1972, incise la sua canzone più celebre, grazie alla quale, tutti ricorderemo quei versi carichi di riferimenti semantici visivi:

“Gli innamorati in Piazza Grande
Dei loro guai, dei loro amori tutto so, sbagliati e no. 
[…] 
Rubo l’amore in piazza Grande”. 

Quanti di voi si sono innamorati o hanno perso l’amore proprio in una piazza italiana?

Ogni piazza ha un suo trascorso storico e culturale, oltre ad essere, per antonomasia, il rifugio del popolo. 

  • Trieste – Piazza Unità d’Italia 

La piazza aperta sul mare più grande d’Europa. Nel corso della storia è stata spesso il luogo in cui sono svolti eventi che hanno determinato i destini degli abitanti della città e non solo. Per citarne alcuni del secolo scorso – sulla banchina di questa piazza è approdata il 2 luglio 1914, la maona addobbata a lutto che trasportava le salme dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia segnando la fine di un mondo.

Sempre da questa piazza, il 18 settembre 1938, si sono diffuse le terribili parole del Duce che annunciava la promulgazione delle Leggi Razziali su un palco fatto erigere per l’occasione. Piazza dell’Unità è stato anche il ritrovo dei letterati, marinai, mercanti; per i triestini è “il salotto buono della città”. 

  • Venezia – Piazza San Marco 

Piazza San Marco è una delle piazze più affascinanti del mondo, tanto che Napoleone Bonaparte la definì “il salone più bello d’Europa”. Fu costruita nel IX secolo e pavimentata nel 1177. Gli edifici più importanti della piazza sono la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Museo Correr, il Campanile e la Torre dell’Orologio. Spesso la piazza si riempie di vita e passeggiare fra le sue famose caffetterie, con musica dal vivo, è assolutamente consigliato.

I turisti romantici, che non badano a spese, potranno prendere qualcosa da bere nei tavolini del Caffè Florian, uno dei bar più antichi d’Italia, fondato nel 1720 e che offre musica dal vivo da più di 100 anni. 

  • Mantova – Piazza Sordello 

Piazza Sordello è dedicata al poeta e trovatore lombardo Sordello da Goito e occupa la zona dove sorgeva l’antica città, il cuore di Mantova. Nonostante Piazza Sordello presenti delle caratteristiche settecentesche, rimane piuttosto forte l’impronta medievale: fulcro del potere dei Gonzaga

  • Bologna – Piazza Maggiore

La celebre piazza, cantata da Dalla, fu realizzata nel basso medioevo; risale al 1200 ed è circondata da edifici di invidiabile bellezza. Qui, nell’antichità, la popolazione si radunava per conoscere le decisioni del governo: leggi proclamate, condanne a morte, editti. Nell’età moderna cambia volto e diventa sede privilegiata del mercato di frutta e verdura. L’area che adesso conosciamo come Piazza Maggiore si sviluppò nel XIII secolo, quando i bolognesi sentirono l’esigenza di avere un sito da poter adibire a mercato. I molti edifici popolari che sorgevano nella zona furono acquistati dal Comune e poi abbattuti.

Solo nel Quattrocento la piazza assunse la forma attuale, mentre nel XVI secolo l’intera area fu rifunzionalizzata per volontà papale tramite il Cardinale Legato Carlo Borromeo: vennero costruite le adiacenti Piazza Nettuno con la splendida fontana del Giambologna ed il Palazzo dell’Archiginnasio

  • Firenze – Piazza della Signoria 

La piazza più centrale di Firenze, nonché cuore del potere civile e della vita sociale, l’unica nel mondo a vantare una successione di straordinarie sculture, realizzate con lo scopo di influenzare positivamente le guide politiche del paese. Tra le opere, spiccano le statue di fronte a Palazzo Vecchio, come il David di Michelangelo e il Nettuno e il Marzocco di Donatello. Una città, in realtà, che trasuda di cultura. 

  • Pisa – Piazza dei miracoli 

Piazza dei Miracoli di Pisa è stata inserita tra i Siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO ed è il fulcro della vita religiosa della città. Piazza Duomo, a Pisa, fu ribattezzata da Gabriele d’Annunzio Piazza dei Miracoli per l’incredibile quantità di capolavori che ospita, inseriti in una perfetta armonia tra di loro, con un pavimento d’erba. Troviamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ricchezza della Repubblica marinara; Pergamo di Giovanni Pisano, dove sono scolpiti gli episodi della Vita di Cristo, capolavoro della scultura gotica; il Battistero di San Giovanni; la Torre pendente, un unicum al mondo. 

  • Roma – Piazza di Spagna

Essa è annoverata fra le piazze più celebri al mondo. Deve il suo nome al palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata dello Stato iberico presso la Santa Sede. Al centro della piazza vi è la nota fontana della Barcaccia, risalente al primo periodo barocco, realizzata da Pietro Bernini e da suo figlio, il più celebre Gian Lorenzo. All’angolo destro della scalinata vi era la casa del poeta inglese John Keats, che vi visse e morì nel 1821, oggi trasformata in un museo dedicato alla sua memoria e a quella dell’amico Percy Bysshe Shelley, colma di libri e memorabilia del Romanticismo inglese. La piazza è citata in una famosa poesia di Cesare Pavese, denominata “Passerò da piazza di Spagna”, il cui testo è stato riportato integralmente su una targa vicino alla sala da tè Babington’s. 

  • Napoli – Piazza del Plebiscito 

Piazza del Plebiscito è una delle più belle e caratteristiche piazze di Napoli, il cui nome si deve al plebiscito che, nell’ottobre del 1860, aveva stabilito l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna. Come vuole la tradizione, una volta arrivati in piazza del Plebiscito, turisti, ma anche gli stessi napoletani si cimentano in un particolare gioco: attraversare bendati la piazza. La sfida consiste nel far camminare una persona bendata da Palazzo Reale verso le due statue dei cavalli poste al centro della piazza. Una missione, a quanto pare, impossibile, vista la naturale pendenza della piazza.

  • Lecce – Piazza del Duomo 

La piazza era un cortile, aperto solo di giorno: una cittadella autonoma del potere religioso e laico. Oggi è uno dei pochi esempi di piazza chiusa, dominata dalla famosa Cattedrale, trionfo del barocco leccese, e dal Campanile. Completano la suggestiva composizione i palazzi del Vescovado e del Seminario.

Marianna Allocca
Fonte immagine Giulio GMDB via Flickr

Vedi anche: Dalla strada alla piazza (titolata), parabola famosa del re Mida Sfera Ebbasta                                                            

Marianna Allocca

Mi chiamo Marianna Allocca e sono laureata in Filologia moderna. Nutro una grande passione per il cinema e le serie Tv. Mi piace la letteratura, l’arte, ma soprattutto amo Napoli con i suoi mille volti. Come direbbe Lars Von Trier, mi auguro di deludervi, perché credo che la delusione sia molto importante; se la si prova, vuol dire che si avevano delle aspettative.
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