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Tradire è un’arte… canora

Il tradimento, si sa, è vecchio come il mondo: basta pensare ad Adamo ed Eva che hanno tradito il loro Dio per una mela. Ripeto: una mela. 

E quando in ballo non c’è il frutto proibito ma un desiderio ben più carnale – e più buono di una mela – beh, il casino è assicurato.

Si potrebbe stilare una lista lunghissima di film e romanzi sul tradimento ma anche le canzoni, quelle lì che tanto amiamo cantare sotto la doccia o al karaoke quando siamo un po’ alticci, affrontano spesso questo tema. A modo loro 

Lucio Battisti – 29 Settembre 

Capolavoro.

È questo l’unico termine che si può usare quando si parla delle canzoni di Battisti ma questo brano, diciamolo, parte male: 

«Seduto in quel caffè
Io non pensavo a te»

Non è proprio l’inizio ideale.  Ma continua anche peggio:

«Vedevo solo lei
E non pensavo a te»

Insomma, Battisti continua poi a raccontare il resto del tradimento come se nulla fosse, una scappatella leggera e frivola che però lo fa risvegliare il mattino dopo ancora più innamorato della compagna alla quale telefona immediatamente

«Parlo, rido e tu, tu non sai perché
T’amo, t’amo e tu, tu non sai perché»

La canzone composta nel 1966 è un precursore della rivoluzione sessuale che avrà inizio nel ‘68, cantando l’adulterio come se nulla fosse rompendo gli schemi di quella canzone leggera italiana che non faceva altro che idealizzare l’amore e il romanticismo.

Eppure, questo brano non solo ebbe enorme successo ma consacrò Battisti alla fama che ancora oggi conserva.

Pooh – Tanta voglia di lei 

Io adoro i Pooh, davvero.

Ma questa canzone mi fa venire un nervoso che prenderei a schiaffi gli Orsetti!

Composta nel 1971 sulla scia di 29 Settembre ed Eppur mi son scordato di te  di Battisti, anche questa non racconta di un amore proprio fedelissimo.

Ma peggio del tradimento perpetrato nei confronti della compagna, c’è il modo vile in cui il protagonista sgattaiola via il mattino dopo, adducendo una serie di scuse assurde e chiudendo anche la porta in faccia a quella poverina che definisce “strana amica di una sera” 

«Strana amica di una sera,
Io ringrazierò
La tua pelle sconosciuta e sincera
Ma nella mente c’è tanta,
Tanta voglia di lei»

Non solo tradisce la compagna ma abbandona l’amante dicendo che non può lasciare che la donna della sua vita si svegli senza trovarselo accanto, che è preoccupato per lei e gli dispiace, ma deve andare.

Sì, al diavolo.

Ero solito pubblicizzare la mia lealtà e non credo che ci sia una sola persona che ho amato che alla fine non ho tradito. 

Albert camus

Maria Rosaria Corsino  

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Maria Rosaria Corsino

Maria Rosaria Corsino nasce a Napoli il 26 Dicembre 1995 sotto il segno del Capricorno. Laureata in Lettere Moderne, si accinge a diventare filologa. Forse. Redattrice per “La Testata”,capo della sezione di grafica. Amante della letteratura, della musica, dell’arte tutta e del caffè.

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