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Paese che vai, tradizioni di Natale che trovi

Natale, si sa, fa rima con tradizione: l’abete decorato, il presepe, il classico cenone che inizia la sera del 24 dicembre e finisce quella del 6 gennaio.
Ma, poiché il mondo è bello perché è vario, ogni paese ha le sue particolari tradizioni. E alcune sono davvero stravaganti.

1) Il festival Takanakyu in Perù

Quasi più melenso del giorno di San Valentino, il Natale è diventato il festival dei buoni sentimenti dove tutti sono più buoni, si scambiano abbracci, regali e via dicendo.
Non in Perù, dove preferiscono fare a botte.
No, non sto scherzando: ogni anno a Natale tutta la provincia di Chumbivilcas si riunisce per dare vita ad una sorta di Fight Club per permettere a chiunque di regolare i conti in sospeso.
Per iniziare in pace e serenità l’anno nuovo, dicono loro. Ma anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

2) Pattinando per Caracas

Mettete un attimo da parte la lista di persone da invitare al vostro Takanakyu personale e leggete cosa accade in Venezuela alla vigilia di Natale.
La mattina, prima di iniziare a preparare il pasto natalizio a base di tamales – una tortilla fatta con farina di granturco, farcita con carne e poi cotta al vapore – da bravi credenti si recano in chiesa… sui pattini a rotelle.
Il motivo? Non è chiaro neanche a loro.

3) Cena giapponese a base di pollo fritto

Questa tradizione ha un’origine onirica.
Mentre, infatti, a Scipione Emiliano appariva in sogno il nonno Scipione l’Africano per predirgli il futuro, Takeshi Okawara, dirigente del primo KFC a Nagoya, ha raccontato di aver sognato una famiglia giapponese che mangiava un cesto di pollo fritto la sera di Natale.
Ed è stato così convincente che da allora il menù natalizio giapponese prevede pollo fritto e torta alla fragola.

4) Krampus non perdona

In Austria è tradizione, nelle settimane precedenti al Natale, seminare il panico tra i bambini.
Sì, proprio così: per la città, infatti, vagano diversi giovani travestiti da Krampus, un demone al servizio di San Nicola che cattura i bambini che si sono comportati male e li porta via con sé.
L’ origine di questa figura sarebbe addirittura precristiana e legata alle festività per il solstizio invernale.

5) La capra arrosto

A Gavle, in Svezia, ogni anno dal 1966 si costruisce nella Piazza del Castello una capra alta 13 metri.
Ora, non è tanto la capra in sé il fatto bizzarro, ma il fatto che i cittadini cerchino di darle puntualmente fuoco.
Per ora ci sono riusciti 29 volte e l’ultima capra bruciata, nel 2016, è durata appena un giorno.

Maria Rosaria Corsino

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
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