Come parlano i colori in Cina: tra tradizione e simbologia

di Teresa Labriola

Da sempre la cultura cinese è associata alla magia e alle fantastiche leggende svoltesi in luoghi lontani e misteriosi: personaggi di questi miti sono spesso abili guerrieri, dolci principesse, saggi anziani che hanno tutte le risposte o ancora creature magiche con sorprendenti abilità. Anche se sfortunatamente nulla di tutto questo è reale, c’è sempre un pizzico di simbolismo magico che si cela nella vita di tutti i giorni, come ad esempio nei colori. Infatti, sono quattro i colori con particolari significati, associati ai punti cardinali, alle stagioni e alle caratteristiche umane:

  1. Il primo è il verde, cioè la sfumatura dell’est e della primavera in quanto ricorda gli alberi rigogliosi, la natura in fiore e la rinascita dopo un lungo e gelido inverno. Rappresenta la bontà d’animo, la tranquillità, la giovinezza e la speranza, ed è proprio per questo che si augurano gli “anni verdi” o la “primavera verde”, cioè un augurio di un bel periodo che a breve arriverà. In passato però non era così, il verde era il colore della povertà e nella sua accezione negativa alludeva al tradimento, infatti ci si riferisce ad una persona dicendo che “porta il cappello verde” quando è stata tradita perché il cappello dovrebbe servire a nascondere “le corna”;
  2. Il secondo colore è il rosso, la sfumatura del sud e della calda ed avvolgente estate che porta spensieratezza ed allegria. Il rosso viene percepito come buon auspicio, è associato alla gioia delle feste ed è infatti usato per le decorazioni di tutte le celebrazioni della cultura cinese: dalle feste nazionali come il Capodanno lunare alle feste private come i matrimoni, dove la sposa si veste di rosso e gli invitati regalano “buste rosse” contenenti come dono del denaro. Si augurano i “lieti eventi rossi” o un “destino rosso” a chi si vuole garantire un futuro propizio, si classifica qualcuno come colui dal “cuore rosso” se ci si vuole complimentare per la sua lealtà, oppure si insulta qualcuno dicendogli di avere gli “occhi rossi” o la “malattia degli occhi rossi” quando è pieno d’invidia;
  3. Ed eccoci arrivati al bianco, l’ovest, l’autunno. Un colore che nella percezione occidentale è sinonimo di purezza e bontà, nell’altra parte del mondo indica il colore che assume la pelle quando la vita abbandona il corpo, e quindi simboleggia la morte: è usato durante i funerali, quando il “lieto evento bianco” è giunto, frase che si usa solitamente quando succede in tarda età per cause naturali;
  4. Infine c’è il nero, simbolo dell’inverno duro e freddo, che punta verso il nord. Anticamente questo colore era associato alla saggezza, all’austerità morale, alla rispettabilità, era simbolo di riservatezza e poneva su chi lo indossava un velo di mistero. Oggi le sue accezioni positive non valgono più e ha solo significati negativi: è sinonimo di malvagità e cattiveria, di clandestino e sporco, qualcosa di proibito. Per questo motivo le bande criminali vengono chiamate “società nere” che parlano la “lingua nera”, ed ecco perché venivano chiamati “bambini neri” i neonati non denunziati all’anagrafe durante il periodo della politica del figlio unico.

È straordinario come nella cognizione di noi occidentali i colori assumano un significato e un’interpretazione differente, mentre per i cinesi fanno parte di una fitta simbologia che va ad influenzare profondamente le loro vite.

 

 

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