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Sognavo una storia d’amore come quella di Anna e Marco

Non basterebbe una lista per riuscire a elencare le storie d’amore narrate nelle canzoni italiane che più hanno fatto la storia. 

Che si tratti di una dichiarazione d’amore, di un momento magico o di un invito a pizza e Peroni ignorante, alcuni artisti sembrano essere nati per far piangere i più deboli di cuore.

Tre quarti delle canzoni più popolari sull’amore si riferiscono all’amore romantico, mentre le rimanenti hanno tutte temi erotici, sexy, magari anche volgari. Alcune piangono cuori spezzati e anime in resa, altre citano amori non corrisposti o legami di possesso. 

Ma l’amore “capita”, e forse è l’unica cosa che possiamo sapere.

Poeti e cantanti sono sensibili alla psicologia dei sentimenti e delle emozioni. E le canzoni d’amore ne sono una dimostrazione. Perché nelle strofe di un brano c’è sempre un gancio per iniziare un discorso, ridere, riflettere o magari magiare pizza e Peroni ignorante. 

Quante volte poi i nomi propri di persona sono protagonisti di canzoni che amiamo? Se ci pensiamo, a volte, ci facciamo condizionare così tanto da una canzone che chiamiamo i nostri figli proprio con quei nomi (c’è chi lo fa e chi mente) e la musica italiana è piena di citazioni in questo senso, sia nei titoli, sia direttamente dentro nel testo.

Poi c’è una bellissima frase di Calvino, che recita “a volte uno si sente incompleto ed è soltanto giovane”, una frase forte e allo stesso tempo piena di verità. Quando siamo giovani siamo talmente attaccati alla vita che ci sembra di non viverla abbastanza, ci sembra di non riuscire a realizzare i nostri sogni, sempre così lontani da raggiungere, e allora a me capita di rifugiarmi nella musica. 

E succede che in quella canzone vorrei esserci io.

Anna e Marco

ll racconto della storia di due ragazzi molto diversi ma accomunati dallo stesso senso di insoddisfazione per la vita. Anna sente di voler dare di più a se stessa, non è soddisfatta della propria esistenza ed ogni giorno che passa sente di perdere qualcosa. Lei una “stella di periferia” che ama ballare, lui, Marco, “lupo”. Un ragazzo che vive le sue giornate passando le ore in un bar, assieme al suo branco, ma con lo spirito ribelle. 

Entrambi i ragazzi hanno tanta voglia di scappare via da un mondo che non gli appartiene e, soprattutto, dalla loro quotidianità.
I due si incontrano per la prima volta in discoteca, di cui Anna è una fedelissima, mentre Marco ci è capitato per caso non sapendo cosa fare ed anche le loro discordanti capacità nel ballo dimostrano così poche premesse.

In poco tempo i due intensificano gli sguardi e le parole finendo per “scambiarsi la pelle”. Un incontro casuale, in una sera qualunque sembra aver cambiato i propri destini: “Anna avrebbe voluto morire, Marco voleva andarsene lontano, qualcuno li ha visti tornare tenendosi per mano”. 

Anna e Marco è e resterà la canzone più amata dagli amanti, la più esperta dei disillusi. Una storia con un inizio, un posto dove perdersi e tornare sotto uno strano chiaro di luna. 

En e Xanax

Un attacco di panico, una situazione ansiogena, sconvolgente, a simboleggiare il colpo di fulmine: due sguardi che si incontrano e che costruiscono un ponte per l’incontro tra due mondi, due vite, che non sono proprio facili. 

Era da poco morto Lucio Dalla e in Piazza Maggiore in filodiffusione, al tramonto, trasmettevano le sue canzoni. Samuele Bersani passeggiava sulle note di Cara quando incontra lo sguardo di Desiree. 

I due, dal primo loro incontro e a loro insaputa, erano già En e Xanax, due persone abituate a convivere con le proprie paure, ansie e insicurezze denudandosi del pregiudizio degli psicofarmaci presi per placare i mostri.  

In un mondo che chiede di nascondere le paure, perché delle paure ci si “dovrebbe” vergognare, En e Xanax le mischiano per una rivoluzione possibile. Non è un invito all’utilizzo degli psicofarmaci ma la storia di due persone che imparano a trasformare il loro disagio in terreno fertile dove poter coltivare e sono l’uno l’ansia gemella dell’altro.  

Silvia lo sai

Luca sta male, di fronte all’indifferenza del mondo che ignora i suoi problemi e i suoi pensieri. Ma Luca è nel tunnel della droga.

Un narratore esterno parla, a distanza di anni, con Silvia, una sua ex compagna di scuola e all’epoca fidanzata di Luca.

Luca è in realtà il protagonista del racconto, è adulto ma è ancora un tossicodipendente vittima dell’eroina, la droga più diffusa negli anni Ottanta e che collezionava ogni giorno tantissime morti di overdose.

Silvia sembra non ricordare più Luca, mentre il nostro narratore continua a chiederle: “Silvia lo sai, lo sai che Luca si buca ancora?”. Lui è l’unico ad aver visto recentemente Luca, tremante e con lo sguardo spento, senza senso di esistere. E in quel momento gli ha chiesto: “e adesso come facciamo? Non dovevamo andare lontano?”.

Piero e Cinzia 

La storia di Piero e Cinzia è ambientata al concerto evento di Bob Marley, nel giugno 1980 a Milano, a cui lo stesso Venditti prese parte, ma come spettatore. Entrambi ammiratori di Bob Marley, con la spensieratezza tipica di chi è alle prime armi con l’amore, decidono di salire a San Siro per il concerto.

La storia racconta che, Antonello Venditti, nel viaggio di ritorno, abbia dato un passaggio a Piero, un ragazzo salito da Roma assieme alla fidanzata Cinzia, che in mezzo a tutta la confusione del concerto si dileguò tra la gente per scappare via da Piero e dalle proprie responsabilità, lasciandolo da solo e a piedi. 

Piero e Cinzia erano poco più che adolescenti, e si sono ritrovati catapultati in un colpo solo nel mondo degli adulti. Nella realtà, all’epoca, i due erano fidanzati e non sposati, ma Venditti ha voluto far capire come per loro in poco tempo fossero arrivate responsabilità a cui non erano pronti. Loro volevano solo vedere Bob Marley. 

Anni dopo, grazie alla canzone, Cinzia è ritornata da Piero ma oggi di quei ragazzi non vi è alcuna notizia. 

Io e Anna

In collaborazione con la penna di Davide Petrella (TROPICO), Cesare Cremonini canta i nuovi Anna e Marco, perché ci chiediamo spesso che cosa succede ai protagonisti delle canzoni che amiamo quando la musica finisce. Che fine fanno i protagonisti delle loro storie? Avranno avuto dei figli? Una casa in centro? Avranno avuto la crisi del settimo anno e ripreso le vite di dieci anni prima?

“Io e Anna” parla dei figli di Lucio. Marco è ancora la parte debole e ancora la più immatura, ma sognatrice. Ad Anna invece improvvisamente manca qualcosa, è stanca e non sembra più voler viver quella favola eterna di discoteca e Americhe. Nessuno dei due è riuscito a ricucire i fili della loro relazione, uno dei due ha allentato la presa ed è bastato poco affinché il tempo allontanasse. Ma lei è andata avanti, lui indietro arranca e quell’amore che sembrava per sempre si scontra con la freddezza e l’instabilità dei rapporti di oggi, mantenuti su da sms e note audio. 

Ma Anna e Marco siamo io e te, oggi, in qualche bar che è uno schifo, in qualche periferia della nostra misera città, quando balliamo l’America e tutte le nostre incertezze, goffe e madornali, sembrano niente. 

Serena Palmese
Illustrazione di Sonia Giampaolo 

Vedi anche: The Synopsis, l’inno all’amore di una bolla atemporale

Serena Palmese

Mi piacciono le persone, ma proprio tutte. Anche quelle cattive, anche quelle che non condividono le patatine. Cammino, cammino tanto, e osservo, osservo molto di più. Il mio nome è Serena, ho 24 anni e ho studiato all’Accademia di belle Arti di Napoli. Beati voi che sapete sempre chi siete. Beati voi che sapete sempre chi siete.

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