Da edicola a teatro più piccolo del mondo. Dove? A San Severo

A San Severo, in provincia di Foggia, c’è stata un’iniziativa così bella da aver fatto il giro – seppur in ritardo – di tutta Italia. Si tratta del teatro più piccolo del mondo, realizzato grazie ad un’edicola abbandonata in occasione della Giornata mondiale del teatro. Andiamo a vedere da vicino questa curiosa iniziativa!
A San Severo, un comune in provincia di Foggia, vi era un’edicola abbandonata da almeno sei anni che, in occasione della Giornata mondiale del teatro, il 27 marzo e fino al 29 marzo, è stata adibita in un minuscolo teatro. Questa iniziativa del “Teatro edicola” è nata dalla compagnia teatrale Teatro Foyer 97 con il registra e direttore artistico Francesco Gravino.
Gravino, in un’intervista all’ANSA, ha spiegato:
“La nostra compagnia teatrale opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compiremo 30 anni di attività. L’idea è nata in occasione della Giornata mondiale del teatro per avvicinare sempre più lo spettatore all’universo teatrale, abbattendo le distanze. Tra gli attori e gli spettatori c’è meno di un metro di distanza”.
Il regista e direttore artistico del progetto ha poi proseguito, spiegando da chi hanno preso ispirazione per il QR Code sulla porta d’ingresso con l’avviso “Attenzione. Questo QR trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto”:
“Abbiamo preso spunto dal messaggio di Willem Dafoe (attuale direttore artistico del settore teatro della Biennale di Venezia, ndr) sull’importanza del teatro come collettore per i popoli e abbiamo deciso di declinarlo in questo modo per creare un rapporto diretto con il pubblico”
Il pubblico con questa iniziativa ha potuto vivere per la prima volta brevi esperienze teatrali a distanza ravvicinata, con performance ogni 15 minuti e solo sei posti disponibili per ogni replica. Sul palco si sono alternati undici attori che hanno messo in scena testi tratti da Goldoni a Cechov, passando per Ibsen, Maraini, Comencini, Euripide, Winterson, Benni, Valerik e Gaber.
In merito alla reazione del pubblico, Francesco Gravino ha commentato:
“La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. All’inizio curiosità, poi stupore… e infine coinvolgimento totale. Essere in sei, così vicini agli attori, crea una connessione rarissima. Non si è più spettatori, ma parte viva della scena. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. Approfitto per ringraziare anche il proprietario dell’edicola, Pino Frau, che ha messo a disposizione in maniera totalmente gratuita l’edicola, sposando anche lui il progetto”.
Irene Ippolito
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