Il mistero della Tomba di Alessandro Magno

È uno dei più grandi condottieri della storia, la sua tomba uno dei misteri irrisolti dell’Archeologia.
Da secoli esploratori, storici e archeologi sono sulle tracce di uno dei misteri più affascinanti della storia antica: dove è sepolto Alessandro Magno? Il condottiero Macedone si spinse in vita dove nessuno era mai arrivato prima. Solo la morte, avvenuta in circostanze misteriose nel 323 a.C., pose fine alla sua conquista. L’enigma legato alla sua tomba, però, è avvincente quasi quanto le sue gesta in vita, ed è ancora oggi uno dei più celebri dilemmi dell’archeologia.
I dissidi tra i generali
Le fonti del tempo narrano che dopo la morte di Alessandro, che avvenne a Babilonia, si accese un importante dibattito tra i suoi generali su dove fosse più opportuno dare sepoltura alla salma. Secondo le ricostruzioni, alcuni volevano lasciare la sua tomba a Babilonia, altri invece riportare la salma nella sua terra di origine, nei pressi della città di Aigai (Ege). Tra le proposte vi fu anche l’Egitto, nell’ Oasi di Siwa, dove secondo alcune fonti proprio Alessandro voleva essere preposto. Alla fine, venne deciso di organizzare un imponente corteo funebre per riportare Alessandro alla sua terra di origine.

L’arrivo in Egitto
Tolomeo I Sotere, uno dei generali di Alessandro, secondo le ricostruzioni durante il rientro in patria della salma la trafugò portandola in Egitto, si dice come tentativo di legittimare il suo potere in quella parte dell’impero. Alessandro sarebbe rimasto sepolto a Menfi per lungo tempo, presso la necropoli di Saqqara, prima che venisse trasferito, tra il 290 e 280 a.C., nella città di Alessandria. Verso il 215 a.C. Tolomeo IV fece costruire un grande mausoleo chiamato Sema o Soma.
Per lungo tempo il luogo della tomba di Alessandro Magno fu noto e meta di pellegrinaggio, tanto che secondo alcune fonti i resti di Alessandro sarebbe stato visitato da altri grandi nome dell’età antica, come Giulio Cesare e Cleopatra. Sino al III sec. d.c, la tomba di Alessandro viene menzionata dalle fonti antiche, prima di scomparire nel niente.
La tomba scomparsa
Con il passare del tempo, infatti, le tracce del mausoleo di Alessandro il Grande sono scomparse, tra conflitti, invasioni, profanazioni e i terremoti che hanno nel corso del tempo messo in ginocchio la zona e la città di Alessandria.
Di tanto in tanto, nel corso dei secoli, sono emerse presunti ritrovamenti e teorie (di recente, per esempio, quella per cui sarebbe sepolto in Italia, nella basilica di San Marco a Venezia, dopo che nel IX secolo alcuni mercanti veneziani portarono la sua salma in Italia convinti di trafugare le spoglie di San Marco).
Nessuna, però, accertata. L’ipotesi più accreditata è che la tomba di Alessandro giaccia ancora lì, dalle parti di Alessandria. Nessuno, però, sa dove sia con certezza, ne come il mausoleo del condottiero venerato per secoli nell’antichità sia sparito nel nulla senza lasciare traccia. Per questo il mistero della tomba di Alessandro il Grande è ancora uno dei segreti più affascinanti dell’archeologia.
Beatrice Canzedda
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