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Referendum Giustizia, dati in crescita rispetto al 2020. Il NO vince.

Il 22 e il 23 marzo si è votato per il referendum giustizia, per decidere se separare o meno le carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, oltre alla creazione di due Consigli Superiori della Magistratura e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare. Ma quali sono i dati dell’affluenza? Avrà vinto il SÌ o il NO?

Il 23 marzo alle ore 15 si sono concluse le votazioni per il Referendum Giustizia.

Con questo referendum, al quale non vi era il quorum, abbiamo dovuto votare per decidere se separare le carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, oltre alla creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti per giudici e PM e all’istituzione di una Alta Corte disciplinare che gestisce i procedimenti disciplinari dei magistrati, senza dimenticare il sorteggio dei membri del CSM.

Ma quale sarà stata l’affluenza alle urne per il Referendum Giustizia? Avrà vinto il o il NO?

Referendum Giustizia: l’affluenza alle urne in crescita

Con il Referendum Giustizia del 22 e 23 marzo, l’affluenza alle urne è in crescita rispetto al 2020, quando si andò a votare per il Referendum sul taglio dei componimenti di entrambi i rami del Parlamento.

Alberto Stefani, presidente del Veneto, ha infatti sottolineato:

Ben venga la partecipazione dei cittadini, degli elettori e dovremo, come ho più volte proposto da componente della Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati, proporre sempre strumenti di voto capaci di garantire la massima partecipazione dei cittadini.

Anche il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga si è dimostrato contento dell’affluenza, dichiarando quanto segue:

Il dato positivo è che tante persone sono andate a votare, questo è un dato assolutamente positivo. Indipendentemente da come andrà il referendum sicuramente non possiamo che guardare con grande attenzione a questa voglia di partecipazione da parte dei cittadini.

L’affluenza del 22 marzo

Il 22 marzo alle ore 23 si è registrato il 46,07% di affluenza alle urne, dato in crescita rispetto al 2020 che, nel primo giorno di voto al medesimo orario, aveva fatto partecipazione del 40% degli aventi diritto. Dato che risulta dal sito Eligendo del Viminale.

Invece, negli altri referendum costituzionali l’affluenza fu sempre inferiore: sulla riforma del Titolo V – al quale, però, si votò un solo giorno – del 2001 l’affluenza fu del 34.1%, mentre a quello sulla devolution del 2006, alle ore 23 del 25 giugno, la percentuale si fermò a 35.

Ad aver avuto la percentuale più alta tra le regioni è stata l’Emilia-Romagna con il 53,70%, seguita da Toscana (52,49%) e Lombardia (51,83%). Al Sud, la Basilicata ha registrato il 39,88% di affluenza alle ore 23, seguita dalla Sardegna (39,09%) e Puglia (39%). La Campania, invece, ferma al 37,77%.

L’affluenza del 23 marzo

Il 23 marzo, si è potuto andare a votare per il Referendum Giustizia dalle ore 7 alle ore 15. Il dato aggiornato da Eligendo, alle ore 15 c’è stato il 58,45% di affluenza alle urne, con la Toscana al 65,90% seguita dall’Emilia-Romagna ferma al 65,15% e l’Umbria al 65,08%. Al Sud, la Basilicata ha ottenuto il 53,22% di affluenza alle urne, seguita da Puglia (52,27%) e Sardegna (51,03%), mentre la Campania ferma al 50,38%.

Sì o No, cosa ha vinto?

Ma quindi, ha vinto il SÌ o il NO al Referendum Giustizia?

Ricordo che in caso di vittoria del sì, ci sarà la separazione delle carriere e anche la creazione e l’istituzione dei tre organi già menzionati poco più sopra, oltre a introdurre il sorteggio di membri del CSM.

In caso contrario, cioè nel caso in cui abbia vinto il no, rimane tutto invariato; quindi, i giudici e i pubblici ministeri continueranno ad avere percorsi comuni, rimanendo all’interno dello stesso ordine con la possibilità di passare da un ruolo all’altro nel corso della carriera (scelta che avviene con una bassissima percentuale).

Secondo i primi Instant Poll delle ore 15 sul Referendum della Giustizia, realizzati da YouTrend per SkyTG24,il No sarebbe in lieve vantaggio sul Sì: 51,5% dei voti sono andati per il No, mentre per il Sì vi è il 48,5% dei voti. Ma i favoriti per il No sono destinati ad aumentare. Infatti, appena finito lo spoglio del Referendum Giustizia il No ha ricevuto il 54,04% di voti, vincendo contro il Sì che ha ottenuto il 45,96% di voti.

Se in regioni quali Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia il Sì è stata la scelta principale, in centro-sud la preferenza non è la medesima. Difatti, nella Capitale i voti sono andati principalmente sul No con circa il 60%, stesso discorso per il capoluogo campano Napoli, che ha tutte le sezioni scrutinate, dove ha vinto il No con quasi il 76%, registrando il dato più alto in una grande città.

Irene Ippolito

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Iris Ippolito

Sono Irene “Iris” Ippolito, classe 2002 nata e cresciuta a Napoli. Tra un libro ed un altro, ho scoperto di voler lavorare nel mondo dello spettacolo e della scrittura. La mia passione per lo spettacolo è nata grazie anche al laboratorio teatrale ScugnizzArt, che mi ha accompagnato alla scoperta di me stessa per ben 3 anni. Lo sport è quel mondo che mi ha dato la spinta di mettermi in gioco nella scrittura, diventando il mio migliore amico.
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