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Amsterdam vieta la pubblicità di carburanti, voli, carne e pesce

Capolista, Amsterdam ha introdotto il divieto di pubblicità di carne, pesci e altri prodotti ad alto impatto ambientale negli spazi pubblici della città. La misura mira a promuovere stili di consumo più sostenibili. 

Capitale dei Paesi Bassi e da sempre una delle città europee più riconoscibili per il suo carattere aperto, spesso fuori dagli schemi e innovativo, Amsterdam anticipa nuovamente il dibattito europeo su temi ambientali. Dal 1° maggio 2026 è attiva la misura che prevede il divieto di pubblicità di carne, pesce, voli e combustibili fossili negli spazi pubblici della città: la decisione rientra nel piano climatico dell’amministrazione comunale, da sempre attenta alla riduzione delle emissioni attraverso anche modelli di consumo più sostenibili. 

Da due settimane, quindi sui cartelloni, sugli schermi digitali, alle fermate dei mezzi pubblici e sugli spazi pubblicitari controllati dal Comune non vengono promosse campagne legate ad alimenti di origine animale, combustibili e viaggi aerei. La notizia, che nell’arco di poche ore ha fatto il giro del mondo, è una misura con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto ambientale delle abitudini di consumo

“Sappiamo che la maggior parte delle emissioni di carbonio nel sistema alimentare proviene dalla produzione di carne, quindi è logico che Amsterdam limiti la pubblicità della carne nell’ambito della sua strategia per promuovere un cambiamento del sistema alimentare. Questa politica supporta l’obiettivo già perseguito da Amsterdam di garantire che entro il 2050 la dieta dei suoi cittadini sia composta per il 50% da alimenti di origine vegetale. Un simile cambiamento non solo fa bene al clima, ma anche alla salute delle persone e, naturalmente, agli animali”

ha dichiarato Joey Cramer, direttore di ProVeg Paesi Bassi. 

Amsterdam, ma ancor prima Haarlem

È la terza città olandese a fare questa scelta, ma Amsterdam è la prima capitale al mondo! Un passo storico nella lotta al cambiamento climatico e una vera e propria rivoluzione sulla pubblicità, da sempre ritenuta complice delle influenze negative sulle scelte dei cittadini. Ad oggi le città olandesi, dove vige il divieto di questo tipo di pubblicità, sono diverse: Haarlem (la prima in assoluto), Utrecht, Delft, L’Aia, ma la lista è ancora aperta e in fase di aggiornamento. 

Già nel 2020 Amsterdam propose di vietare la pubblicità su prodotti e servizi legati ai combustibili fossili, ma la legge venne varata solo nel 2024; quest’anno lo stesso è avvenuto in Italia, prima a Firenze a partire dal 4 febbraio e poi a Genova a partire dal 21 aprile (ma non vi sono ancora leggi a riguardo). 

Un acceso dibattito per una decisione rivoluzionaria

Se da un lato i sostenitori di questa misura l’hanno considerata una scelta coerente con l’urgenza della crisi climatica, dall’altra i critici hanno denunciato un’ingerenza eccessiva nelle dinamiche del mercato e nelle libertà dei consumatori, sostenendo che sia compito del singolo e non delle istituzioni, decidere cosa acquistare e consumare. 

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È bene ribadire che ciò avviene solo ed esclusivamente in spazi pubblici: le autorità olandesi si sentono responsabili delle scelte dei propri cittadini e si dichiarano parte integrante della transizione ecologica. Il confine tra sensibilizzazione ambientale e limitazione delle libertà economiche è un tasto dolente, ma protagonista di un dolore necessario soprattutto se, la popolazione attuale non riesce a gestire in maniera oculata le proprie risorse, attuando una vera e propria pressione demografica sui consumi.

Antonietta Della Femina

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Antonietta Della Femina

Classe ’95; laureata in scienze giuridiche, è giornalista pubblicista. Ha imparato prima a leggere e scrivere e poi a parlare. Alcuni i riconoscimenti e le pubblicazioni, anche internazionali. Ripete a sé e al mondo: “meglio un uccello libero, che un re prigioniero”. L’arte è la sua fuga dal mondo.
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