Gabriella Morreale: la scienziata che ha cambiato la vita dei neonati

Nei primi giorni di vita, a migliaia di neonati viene fatto un test molto importante: la cosiddetta “prova del tallone”, un’analisi fondamentale per identificare in largo anticipo alcune patologie congenite.
Dietro questa pratica, diventata ormai essenziale per la prevenzione di malattie come il ritardo mentale, ha rappresentato una svolta importante a questi problemi, il contributo della scienziata Gabriella Morreale.
Nata a Milano nel 1930 da una famiglia di biologi, Morreale è stata una ricercatrice scientifica italo-spagnola che ha dedicato tutta la sua vita allo studio degli ormoni tiroidei e del ruolo dello iodio nello sviluppo umano.
Dopo la sua formazione nelle università prima in Spagna e poi in Olanda, ha progettato la sua carriera a favore dell’ambito scientifico collaborando con importanti realtà come il CIB e il CSIC.
Ha inoltre avuto l’opportunità di contribuire anche nell’ambito della formazione e dell’insegnamento a numerosi aspiranti scienziati nel campo dell’endocrinologia.
In tutto l’arco della sua carriera lavorativa, l’apporto più importante riguarda lo studio dell’ipotiroidismo congenito, una patologia che, se non rilevata rapidamente, può provocare gravi danni per lo sviluppo cerebrale del feto.
Il suo contributo, infatti, ha segnato profondamente l’ambito sanitario.
Negli anni in cui Morreale si è dedicata completamente alle sue ricerche, la prevenzione dei neonati non era ancora diffusa al pubblico e molti strumenti disponibili oggi non erano ancora esistenti, ragion per cui purtroppo molte malattie venivano rilevate troppo tardi, quando i danni erano ormai definitivi e irrecuperabili.
Ma è proprio grazie alle sue scoperte che è stata confermata l’importanza degli ormoni tiroidei nelle prime fasi di vita delle neonati e con questa scoperta è stata possibile, a partire dagli anni Settanta, l’introduzione dello screening neonatale.
Questo test, oggi obbligatorio e gratuito, viene generalmente effettuato per legge tra le prime 48 e le 72 ore di vita del neonato presso il centro di nascita, prima che il bambino lasci l’ospedale, permettendo così di controllare i livelli ormonali nei neonati e intervenire immediatamente in caso di malattie rare e genetiche.
Senza questa diagnosi precoce, l’ipotiroidismo congenito può compromettere lo sviluppo cognitivo e fisico della nuova vita. Oggi, invece, grazie a un semplice test effettuato nei primi giorni di vita, è possibile evitare condizioni fatali così da non ostacolare la crescita sana, cambiando in positivo il futuro e la salute di un bambino.
L’importanza del lavoro di Morreale è anche l’impatto che ne ha seguito, un impatto che va oltre la ricerca scientifica e che ha contribuito allo sviluppo della medicina preventiva e all’espansione di pratiche indispensabili per la salute pubblica.
Nonostante siano passati più di 50 anni dalle scoperte di questa brillante scienziata, lo screening neonatale costituisce ai giorni nostri uno degli dispositivi più validi per la salvaguardia della salute dei più piccoli.
Anche se rappresenta forse un nome meno noto nel panorama scientifico rispetto ad altre figure, Gabriella Morreale è importante per la sua straordinaria eredità: un contributo che ancora oggi protegge la salute di migliaia di bambini.
Giulia Marton
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