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Approccio non prescrittivo: la vera rivoluzione alimentare  

Nell’era del fitness, tutti sono orientati a mangiare sano e allenarsi regolarmente.

Sono tantissimi i video che circolano sui social, in particolare TikTok, nei quali vediamo influencer svegliarsi prestissimo e correre in palestra, per poi preparare colazioni fit con alimenti low-carb ad alto contenuto proteico.

Talvolta, subiamo terrorismo psicologico su alcuni cibi “vietati”, perché portano ad ingrassare, mentre si premiano altri “concessi” per mantenere il peso forma ed essere sempre perfetti.

In questa società malata, a pagarne le conseguenze sono spesso le categorie più fragili. Ragazzini che, attratti dai social e dai grandi oratori, si ritrovano, nel giro di poco tempo, a soffrire di disturbi alimentari.

C’è, però, un nuovo modo di pensare, quasi una rivoluzione, che sta prendendo piede negli ultimi tempi. Si tratta dell’approccio non prescrittivo in ambito alimentare.

Molti dietisti stanno utilizzando questo tipo di metodo in quanto, non si basa sulla dieta e sul peso, ma solo sul rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

Insomma, niente alimenti “concessi” o “vietati” e zero terrorismo psicologico.

L’approccio non prescrittivo si basa sull’Intuitive Eating e Mindful Eating, che cercano di migliorare il benessere della persona e la relazione con la propria alimentazione, allontanandosi dalla cultura della perfezione derivante dalla dieta ideale.

Il principio di base è proprio quello per cui il corpo dà dei segnali naturali di fame o sazietà, con le diete troppo restrittive questi tendono a svanire. In sostanza, invece di contare le calorie, ci si chiede se in quel momento si abbia effettivamente fame, oppure si cerca solo conforto.

Ovviamente, non significa mangiare senza limiti, ma costruire una relazione sana con il cibo, quindi un’educazione alimentare. Se l’alimento diventa proibito, si tende maggiormente a volerlo mangiare. Con l’approccio non prescrittivo, invece, tende a svanire il senso di colpa ed entra in gioco l’autogestione.

Questo tipo di alimentazione consapevole aiuta a portare l’attenzione sul mangiare come un’esperienza. Masticare più lentamente, accorgersi della sazietà e vivere la relazione con il cibo in maniera serena.

Certamente, approccio non prescrittivo non significa ignorare i problemi di salute, infatti, in particolari condizioni mediche, questo non può essere effettuato e bisogna considerare le indicazioni nazionali come guida.

Insomma, questo sistema rivoluziona completamente il mondo dell’alimentazione, aiutandoci a riscoprire la relazione con il cibo e con noi stessi, e soprattutto con gli istinti primordiali che, nel corso del tempo, abbiamo perso.

Conoscevi questo approccio?

Martina Maiorano

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Martina Maiorano

Ciao! Sono Martina Maiorano, classe 1996. Fin da piccola ho avuto due grandi passioni: i libri e il beauty. Frequento Lettere Moderne all’Universitá Federico II e da poco sono entrata nel team de La Testata, pronta ad accettare nuove sfide!
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