Primo PianoSociale

Corrida in Colombia, il divieto è ufficiale. Perché è successo e cosa bisogna aspettarci

Dal 2027, nel Paese sudamericano non si assisterà più ai bagni di sangue visti finora ai danni di poveri animali, ignari del motivo per cui erano divenuti un obiettivo da abbattere.

La corrida viene vietata grazie all’impegno di migliaia di attivisti, i quali faranno di tutto pur di far seguire tale esempio.

Era il Paese dell’America Latina che faceva registrare la più lunga tradizione di tauromachia, ma ora questi combattimenti avranno presto fine. A vietare la corrida in Colombia è stato il governo di sinistra, salito al potere nel 2022 e che il 28 maggio 2024 ha votato per un progetto di legge atto a vietare il prosieguo di tale scempio. 

Tra i Paesi che ancora permettono ai toreri di poter uccidere dinanzi al pubblico dei tori innocenti ci sono la Spagna, il Portogallo, la Francia, il Messico, il Perù, l’Equador e il Venezuela. Chi si trova al governo potrebbe prendere spunto da ciò che è avvenuto in Colombia, anche perché le pressioni da parte degli animalisti e lo sdegno di gran parte delle popolazioni si fanno sempre più pressanti. 

Si tratta di una tradizione alquanto controversa, la quale pone diversi attivisti per i diritti degli animali dalla parte di chi soffre e non ha una voce per poter protestare. Al momento, Argentina, Canada, Cile, Cuba, Danimarca, Regno Unito, Paesi Bassi e Norvegia hanno vietato la corrida, ma anche l’Italia ha avuto la sua lunga tradizione in merito. Infatti, la tauromachia sorse durante i tempi più antichi e veniva svolta sia in Grecia che a Roma. Nella forma attuale, però, l’abbiamo vista nascere durante l’undicesimo secolo, in Spagna, per poi diffondersi prima in Portogallo e, poi, nella Francia del Sud e nell’America Latina. 

In Italia è stata vietata il 12 giugno del 1913, grazie alla legge Luzzatti n. 611. Tale normativa andava a perseguire chiunque svolgesse degli “atti crudeli sugli animali” e anche verso chi compiva dei “giuochi capaci di provocare strazio agli animali” (pubblicitaitalia.com).

Inoltre, venivano perseguitati anche tutti coloro che organizzavano tali eventi. Nel 2004, poi, è stata varata anche una legge sul “maltrattamento degli animali”, specie in merito all’impiego di essi in combattimenti clandestini o durante delle competizioni non autorizzate. 

Quello svolto in Italia è stato un grande passo di civilizzazione, il quale è stato poi seguito anche da altri Paesi. Recentemente, poi, la decisione del governo colombiano in merito a questo divieto è stata accolta con grande apprezzamento da gran parte degli utenti in rete. Sono stati diversi i motivi per cui in Colombia sia stata vietata la corrida, ma quello più incisivo deriva dalla forte pressione arrivata da parte delle associazioni animaliste. 

Secondo il presidente colombiano, ovvero Gustavo Petro, “chiunque goda della morte degli animali, potrebbe finire per godere di quella degli esseri umani” (colombiaone.com).

Questa decisione deriva da un movimento molto più ampio atto a vietare le corride in tutta l’America Latina. Campagne pubbliche e maggior consapevolezza in merito ai diritti sugli animali hanno svolto un ruolo chiave per poter arrivare a questo impressionante e meraviglioso risultato.

L’unione fa la forza e, ancora una volta, è riuscita a mettere da parte una tradizione obsoleta e maligna. L’intenzione è quella di costringere anche altri Paesi a vietare questa sanguinosa attività, partendo proprio dal Messico, dal Perù e dall’Equador e dal Venezuela. L’esempio della Colombia, dell’Argentina, del Cile, del Nicaragua, di Cuba, di Panama e dell’Uruguay è solo il principio di un ampio movimento internazionale, pronto anche a gesti estremi ed eclatanti pur di far valere le proprie ragioni in difesa dei diritti di questi poveri animali.

Michelangelo Loriga

Leggi anche: Vi voglio bene, amici animali! Come fare shopping Cruelty Free

Michelangelo Loriga

Michelangelo Loriga, appassionato di Storia, politica, letteratura, arte e cinema. Laureato in Scienze storiche del territorio e per la cooperazione internazionale a Roma Tre. Interessato allo sport in tutte le sue forme e in ogni tipo di contesto.
Back to top button