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LA CADUTA DELLE FANCIULLE

Un tempo le donne non potevano leggere i libri da romanzetto rosa, altrimenti potevano cadere sulle nuvole e non riprendersi più, o meglio finivano per idealizzare l’amore. 

Se ci pensiamo le fanciulle di buona famiglia, dovevano essere rette e immacolate, insomma, non potevano mica sapere cosa sarebbe accaduto una volta sposate in camera da letto. 

Quanti libri hanno distrutto le donne che cercavano fino alla follia un amore struggente e passionale come descritto nei romanzi? Pensiamo per esempio, all’eroina flaubertiana, Madame Bovary, che a causa delle sue letture intense e romantiche, perde di vista il suo matrimonio con l’iconico Charles, iniziando a fantasticare su una realtà parallela e più soddisfacente. 

Ma le letture romantiche l’hanno aiutata? Non penso proprio, visto la fine che farà. Quest’eroina non solo era una spendacciona ma perseguiva anche ideali illusori, seguiva i Fantôme, per poi rimanere illusa. 

Madame Bovary è un primo esempio, ma esistono anche altre donne, magari poco conosciute, come la Teresa Uzeda Duffredi, il personaggio femminile presente nel romanzo di Federico De Roberto L’illusione (1891) il primo romanzo che apre la trilogia dedicata alla famiglia Uzeda. 

Voglio parlarvi di lei e di come le letture l’hanno portata a vivere un’esistenza fatta d’illusioni.

Il romanzo che si tratta di un monologo di 400 pagine, dove tutto passa attraverso la protagonista Teresa, questa fanciulla che sin da bambina si guarda allo specchio durante la sua toilette con lo scopo di piacere. 

La parola chiave del  romanzo è il verbo piacere. 

Il ruolo della donna è proprio questo, prepararsi interamente nella sua toilette con lo scopo di piacere agli uomini, per cercare di trovare un buon partito. 

Teresa passa delle ore, vanitosa com’è, davanti allo specchio ed è proprio quest’oggetto a mostrarci la sua bellezza quanto il suo decadimento fisico e morale. 

Lei a causa delle letture romantiche si fa dei castelli in aria, pensava di trovare un amore che le facesse battere il cuore e soprattutto pensava di averlo trovato in suo marito, cosa non possibile, poiché il marito è stato costretto a sposarsela per via delle minacce esterne come il nonno di Teresa. 

Perché ecco cosa ci dobbiamo ricordare, un tempo ci si sposava non per sentimento ma per una questione di prestigio, e soprattutto il coniuge veniva scelto dai famigliari, per fortuna oggi non è più cosi. 

Qual è il fine di questa storia di Teresa? Lei, come Madame Bovary, segue ideali inesistenti, pensa di trovare in ogni amante, perché sì lei si circonderà dei suoi amanti, la passione struggente come quella che aveva letto nei libri. 

Lei non riesce ad amare nessuno di questi uomini, potrebbe sembrare il contrario ma è cosi, perché Teresa pensa solo a seguire un illusione, un amore che non era possibile trovare, lei è per eccellenza come tutte le altre donne lettrici, un Icaro caduto

Quindi gran parte delle donne sono romantiche, sentimentali ecco,  e tutto questo grazie alle intense letture dei romanzetti rosa, che le portano a cercare un uomo che fosse simile all’uomo descritto nei libri, ma la colpa di tutto questo non possiamo darla solo alle intense letture. 

La causa è dell’educazione che ci è stata data da bambine, un primo esempio è appunto la Disney e delle favole che ci raccontavano da piccole, sapete tutte quelle favole come La bella addormentata, che ci hanno portato a vederci non come donne autonome, indipendenti ma sorrette, ecco proprio questo termine è adatto per spiegare la situazione, sorrette dall’uomo. 

Il principe che arriva su un cavallo bianco per salvarci o ancora i cavalieri erranti, perché giustamente la donna non si sa salvare da sola. 

Ecco perché Teresa dell’Illusione rimane da sola, invecchiata e infelice, perché non ha saputo concentrarsi su se stessa e a ribellarsi ai dogmi della società patriarcale, non ha saputo camminare da sola, dunque il misfatto di questa poveretta non è suo, ma di quell’epoca. 

In quest’epoca si è visto come le cose sono cambiate, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Dunque è cosi le intense letture romantiche ci hanno portato a vedere l’amore in una prospettiva diversa e a vederci noi come donne non autonome? 

Emilia Pietropaolo

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La Redazione

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