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Non dire mestruazioni!

L’enorme tabù dai tempi antichi fini ad oggi.

Sebbene siamo nel 21esimo secolo, le mestruazioni risultano ancora un tabù. 

“Ma hai le tue cose?”, oppure, “Sei in quei giorni lì vero?”

Almeno una volta nella vita, avete ricevuto queste domande. Tutte accomunate dallo stesso obiettivo: non dire mai ciclo mestruale.

I tempi sono cambiati (per fortuna), ma le mestruazioni restano, per molti, un fenomeno oscuro. Bene, pensate solo per un attimo quanto doveva essere traumatico per una donna mestruata vivere nei tempi passati.

Non solo il dolore e spesso l’ignoranza della causa, ma anche sottostare a credenze assurde riguardo “quei giorni lì”. Insomma, le poverine erano sottoposte ad ogni tipo di stress per qualcosa di assolutamente naturale.

Scopriamo quindi la storia del ciclo mestruale (e i suoi tabù), dall’antichità ad oggi.

Dall’Antico Egitto ci arrivano i primi assorbenti. Erano formati da papiro ammorbidito o da Lino che, appallottolato, veniva inserito nella vagina.
Ovviamente dovevano essere lavati con cura per non insorgere in malattie.

In Grecia si credeva che il ciclo mestruale fosse semplicemente cibo non digerito e quindi espulso in altro modo. Idea davvero bizzarra. 
Inoltre il sangue era ritenuto tossico e poteva infettare anche le persone intorno.

Ma è proprio durante l’Impero Romano che la donna con mestruazioni è considerata impura. Lo stesso Plinio il Vecchio descrisse il paesaggio naturale inaridito e morto al solo passaggio di essa. 

Sembra scontato dirlo, eppure nel Medioevo la situazione peggiorò. 
Le mestruazioni causavano ogni male possibile. Impoverimento dei raccolti, trasformazione del vino in aceto, perfino far venire la rabbia ai cani era causato dal ciclo mestruale. 

Insomma, una vera a propria catastrofe per un po’ di sangue. 

Era vietato avere rapporti sessuali durante quei giorni perché si credeva potessero insorgere malattie per l’uomo. 

In epoca vittoriana alle donne mestruate era proibito andare ai giardini pubblici per evitare di far morire alberi e piante. 

Con l’arrivo dell’ 800 ci furono i primi assorbenti, quelli che conosciamo oggi. Le donne dovevano avere le mestruazioni tra i 14 e i 18 anni, se fossero arrivate prima si sarebbe dovuto mantenere segreto, perché era credenza comune che il ciclo mestruale portasse anche il desiderio sessuale.

Se credete che nel ‘900 le cose siano cambiate, vi sbagliate.

Negli anni ‘50 veniva scritto ancora sulle riviste che le mestruazioni servivano per gettare fuori dal corpo le tossine. Ancora nel 1963 si riteneva che le differenze intellettuali tra uomo e donna fossero accentuate proprio durante il periodo del ciclo mestruale. 

Oggi fortunatamente ci si avvia verso la razionalità e la modernità.

Sebbene gli assorbenti siano ancora considerati beni di lusso e ci sia molto imbarazzo quando si parla di mestruazioni, pare ci si stia evolvendo riguardo la questione.

Con la speranza che diventi sempre meno un tabù e venga considerato finalmente un processo naturale!

Martina Maiorano
Fonte copertina Universo Donna

Leggi anche: Addio assorbenti, non vi uso più! Guida alle mestruazioni “green”

Martina Maiorano

Ciao! Sono Martina Maiorano, classe 1996. Fin da piccola ho avuto due grandi passioni: i libri e il beauty. Frequento Lettere Moderne all’Universitá Federico II e da poco sono entrata nel team de La Testata, pronta ad accettare nuove sfide!
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