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Lutto nel mondo della TV: si spegne Raffaella Carrà, la regina del Tuca Tuca

La regina della TV italiana si è spenta poche ore fa, in una calda giornata di luglio, solare come lei. Il mondo dello spettacolo si raccoglie in cordoglio per la perdita di Raffaella Carrà.

Ed è impossibile, come del resto per tutte le icone, immaginarne la sparizione reale, la morte che sopraggiunge come per un qualsiasi altro essere umano. L’icona sembra esserci sempre stata, esistendo al di fuori dello spazio e del tempo. Un essere eterno, avulso da tutti i meccanismi terreni e mortali, capace di vincere la temporaneità che tutti ci contraddistingue.

Immaginare la fine della Regina indiscussa della cultura e della TV del Bel paese è un piccolo atto di fantasia che nessun fruitore dello spettacolo potrebbe essere in grado di fare. Eppure anche la Raffa nazionale ha dovuto riappropriarsi dell’umanità, e noi con lei, per affrontare una malattia grave. Una malattia che l’ha portata a spegnersi, proprio una stella la cui luce giungerà ancora per anni ma si è raffreddata eoni fa. L’aspirazione all’eternità, in fondo, non è altro che questo: la speranza di essere ricordati ed amati anche quando non si sarà più fisicamente presenti.

L’icona è immortale per suddetto motivo: chi ha creato una fetta di cultura europea e globale può morire, ma non sarà mai dimenticato. Raffaella Carrà era il volto del boom, la sensualità dietro il Tuca Tuca, il caschetto biondo che si rovescia all’indietro in un’ironica risata durante Carràmba che sorpresa!

Un volto dietro lo schermo, ma anche una persona di famiglia, quello di Raffa: la donna che, in qualche modo, ci ha insegnato a non aver paura della nostra sensualità, della sessualità femminile, ostentata senza età. Un fenomeno culturale ma anche un’energia rivoluzionaria, una multiforme bellezza dai talenti infiniti, dalle lunghe gambe e il caldo umorismo, lotta allo stereotipo di ogni genere. Donna ma anche manifesto di liberazione, Raffaella Carrà ha creato un personaggio trasversale e svincolato, definizione di una cultura senza esserne schiava.

La signora dello spettacolo italiano è salutata da colleghi, amici e parenti. La ricordano per la sua bontà, il suo spirito e la sua brillante, unica carriera. 78 anni di un’icona che verrà ricordata per altri cento e più, simbolo di un’Italia in grado di fare show nel mondo. Una personalità che gli americani definirebbero “larger than life”.

Letteralmente, intendiamo, “più grande della vita”. E non ci sembra possibile usare espressione più ‘azzeccata’ per salutare Raffaella Carrà, la sua risata inconfondibile e il suo caschetto biondo, unico al mondo.

Sveva Di Palma

Disegno di Sonia Giampaolo

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Sveva Di Palma

Sveva. Un nome strano per una ragazza strana. 32 anni, ossessionata dalla scrittura, dal cibo e dal vino, credo fermamente che vincerò un Pulitzer. Scrivo troppo perché la scrittura mi salva dal mio eterno, improbabile sognare. È la cura. La mia, almeno.

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