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GiraItalia: Lazio

La regione Lazio non è solamente Roma. In essa sono nascoste moltissime altre meraviglie. Adesso ve ne svelerò alcune, ma non finisce di certo qui.

Storia e arte

C’è poco da nascondere, se si parla di arte e di storia non possiamo che passare per Roma, capitale del Lazio e dell’Italia intera, per qualcuno anche del mondo. 

Ogni vicolo di Roma racconta un pezzo di storia, che poi è stato tramandato e portato ovunque. 

Non starò qui a raccontarvi la magia di Roma, ma se è vero che tutte le strade portano a Roma, da Roma dobbiamo prendere nuove strade, partire per scoprire nuovi luoghi meravigliosi che, a differenza delle meraviglie della capitale, sono meno conosciute da chi è nato o vive fuori regione.

Natura

Se ci allontaniamo da Roma e andiamo verso la provincia di Latina ci imbatteremo in uno dei luoghi verdi più belli della regione: il Giardino di Ninfa, un’immersione totale in quello che potrebbe sembrare un dipinto, che cambia con il variare delle stagioni me che in ognuna di esse è in grado di toglierci il fiato. Oppure, se andiamo un po’ più oltre, arriveremo a Sermoneta, dove potremmo ammirare il suo castello fiabesco.

Un altro spettacolo laziale è il San Felice Circeo, il giusto compromesso che mette fine all’eterna lotta tra mare e montagna e lì unisce in uno spettacolo che, guardato da lontano, con un pizzico di immaginazione, ci permette di scorgere la sagoma di una donna stesa.

San Felice Circeo

Continuando il nostro viaggio nella natura fuori da Roma, possiamo ammirare anche la suggestiva Villa D’Este a Tivoli o fare un salto al famoso Lago di Castel Gandolfo.

Villa d’Este a Tivoli

Gastronomia

Ma passiamo adesso alle cose serie, perché dopo questa camminata è arrivato il momento di mangiare. Quali sono, allora, i cibi che gli abitanti del Lazio conservano nel cuore?

Non si può dire Roma senza dire carbonara, non c’è essere umano che può dire di essere stata veramente nella capitale senza aver assaggiato un bel piatto di pasta come questo.

La cucina di questa regione nasce da idee povere che si sono tramutate in piatti da ristorante. Il tipico esempio è il nostro amato supplì, cibo che nasce come avanzo, fatto proprio con il risotto al ragù avanzato il giorno prima ma che ormai è amato da bambini e adulti.

Passiamo poi alla pasta cacio e pepe, all’amatriciana, fino ad arrivare alla nostra porchetta, rigorosamente di Ariccia.

Ma non può esserci miglior finale di un buon dolce: qualcuno vuole un maritozzo?

Folclore

Folclore nel Lazio si traduce in sagre, sagre e ancora sagre, capaci di rappresentare con estrema precisione tutti gli spettacoli delle tradizioni popolari di questa regione del centro Italia. 

Se fate un salto nei comuni dei Castelli Romani, potrete riscoprire un calendario di meravigliosi gusti e sapori che si intrecciano. Partendo dai carciofi, fino ai funghi, passando per la sagra della bruschetta e facendo un salto in quella delle pesche. 

Da Lariano, a Marino, passando per Nemi, Frascati e Albano per sgorgare in qualcosa che assomiglia ad un gustoso panino riempito della vera e originale Porchetta di Ariccia. 

Ma i Castelli Romani non sono solamente cibo, sagra nel Lazio si traduce anche in Festa dell’uva e dei vini e poi anche dei fiori, come con la famosissima Infiorata di Genzano o con la Festa delle Camelie di Velletri.

Martina Casentini

Vedi anche: La carbonara bona

Martina Casentini

Mi chiamo Martina Casentini, sono nata e vivo a Velletri (Roma), studio giornalismo e dal 1995 percorro la mia strada con una penna in mano. Ho messo la testa a posto, ma non ricordo dove. Mi piacciono i gatti, la cioccolata, il mare, le storie che hanno un lieto fine e tutte quelle cose che mi fanno venir voglia di scrivere.

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