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Il Cristo Velato si può toccare: visita speciale per non vedenti alla Cappella Sansevero

Oggi, Martedi 17 marzo 2026 la Cappella Sansevero apre eccezionalmente le sue porte a non vedenti e ipovedenti con un’iniziativa speciale dal titolo “La meraviglia a portata di mano”.

Per un giorno, uno dei luoghi più affascinanti di Napoli diventa spazio di inclusione e accessibilità. I partecipanti avranno infatti la possibilità di poter toccare il celebre Cristo Velato. Evento mai successo fino ad ora, fino ad oggi.

Sentire con le mani

Chi oggi entrerà nella Cappella Sansevero vivrà un’esperienza diversa dal solito. Dopo una breve introduzione, la distanza tra visitatore e opera si annulla: la recinzione verrà rimossa e, indossando guanti di lattice, si potrà esplorare la scultura con le mani.

Il velo, il volto, i dettagli del corpo: tutto ciò che normalmente siamo soliti osservare da lontano oggi diventa concreto, reale. Il marmo smette di essere qualcosa da contemplare e diventa qualcosa da sentire. Non solo il Cristo Velato. Anche altre opere come la Pudicizia e il Disinganno fanno parte di questo percorso.

Disinganno, Cappella Sansevero

Il Cristo Velato, oltre lo sguardo

Realizzato nel 1753, Il Cristo Velato è da sempre considerato uno dei simboli artistici di Napoli. Colpisce per quel sudario sottilissimo che sembra quasi vero, appoggiato sul corpo senza peso.

Per anni è stata associata la parola mistero e alchimia all’opera, ma la verità e che tutto è scolpito nello stesso blocco di marmo.

Toccandolo, ogni dettaglio diventa evidente. Sentire le ferite, il volto, la tensione del corpo: un’esperienza che racconterà una storia che non ha bisogno di esser davvero vista per essere compresa.

Un piccolo gesto, un grande significato.

La visita è gratuita, su prenotazione, e si svolge dalle 9:00 alle 19:00. Ogni partecipante può essere accompagnato, anche con il proprio cane guida, e al termine riceverà una guida in braille realizzata insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Oggi l’arte fa un passo avanti. Diventa meno distante, meno esclusiva, più giusta. Perché permettere di toccare un’opera come il Cristo Velato non è solo un’eccezione: è un modo per ricordare che la bellezza, quando è davvero tale, deve essere vissuta da tutti.

Oggi l’arte italiana arriva a tutti, non esclude nessuno, smette di essere qualcosa solo da ammirare ma diventa davvero qualcosa che appartiene a noi.

Arianna D’Angelo

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Arianna D’Angelo

Arianna, classe ‘98. Mi piacciono le arti visive e musicali. Per me scrivere è esternare il mio mondo interno raccontando ciò che mi appassiona. L’Arianna del mito greco liberò Minosse con il suo filo e io con la mia scrittura libero il mio mondo e ve lo racconto.
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