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50 sfumature di nude e nessuna pelle si senta esclusa!

Se c’è un colore che può star bene a tutti, questo è certamente il nude.

Allo stesso tempo però non esiste un colore che sia più soggettivo di questo, si fa presto a suggerire un “color carne”, ma cosa accade se nessuna delle nuances in commercio corrisponde alla nostra tonalità di pelle?

Purtroppo all’alba del XXI secolo ci ritroviamo ancora con i mercati totalmente concentrati sulla commercializzazione e sulla pubblicizzazione di shades chiare: rosa cipria, sabbia, beige; sono questi i colori che si trovano nei negozi sotto la voce “nude”.
Come se le uniche persone ad avere necessità di aderenza cromatica alla propria pelle fossero solo quelle caucasiche.
E allora in un mondo così globalizzato, in cui tutti sembrano essere “cittadini del mondo”, come mai è tanto difficile trovare un color carne che sia lontano dai canoni occidentali?
Oppure se lo si trova è reso inaccessibile a causa di sovrapprezzi notevoli?

Non si tratta solo di un accorgimento estetico.
Si attua ancora una vera e propria discriminazione sulla base del colore della pelle. Sembra assurdo, eh?
E invece non stiamo parlando soltanto del color carne applicato alle calzature per regalare un effetto ottico allungante per le gambe, che comunque sarebbe già da solo un motivo sufficiente.

Potremmo includere nel discorso anche le punte per la danza classica che dovrebbero essere un tutt’uno con la ballerina o ancora l’intimo “nude” che consente agli abiti di adattarsi alla perfezione al proprio incarnato, senza creare disagi.
O almeno così dovrebbe essere, questo dovrebbe essere il concept di base.

Invece no, anche trovare un cerotto che sia quanto più possibile aderente al colorito della propria pelle, se sei africana, olivastra o latina, sembra un’impresa.
Al massimo puoi accontentarti di un paio di mutande marroni, fine.

Fortunatamente, da quando è stata sollevata la questione della correlazione nude-razzismo, ci sono stati brand particolarmente attenti a ciò che è stato proposto sotto il loro nome e si sono fatti portavoce dell’integrazione anche dei colori più scuri e diversificati in vari sottotoni, affinché il nude sia accessibile a tutti i tipi di pelle.

Tra questi troviamo la linea di intimo lanciata da Rihanna, Fenty, che non solo prevede varie sfumature, ma ha taglie accessibili anche a persone curvy.

Clio Zammatteo, con il brand ClioMakeUp, ha promosso una vasta gamma di colori attraverso i correttori Oh my love che hanno riscosso un successo internazionale non solo per la modulabilità del prodotto, ma soprattutto per la possibilità di adattarlo a fasce di popolazione ben più ampie rispetto a quelle a cui siamo abituati.

Il privilegio di essere bianchi si sta lentamente sgretolando anche grazie a chi cerca di farsi strada in un mondo di ingiustizie cromatiche, denunciandole tutte, a maggior ragione se la lotta parte dalla biancheria che si indossa e che non è confortevole quanto dovrebbe.

E chi considera argomenti del genere delle piccolezze, evidentemente vive ancora nella sua bolla color carne/rosa cipria e non si è ancora calato nelle difficoltà di chi cerca la normalità in un negozio e nella vita.

Alessandra De Paola

Vedi anche: #Nofilter e questa volta per davvero!

Alessandra De Paola

Ciao! Mi chiamo Alessandra De Paola e sono nata il 25 gennaio 1996, sono dell'Acquario e vi risparmio la fatica di fare calcoli: ho 24 anni mentre vi scrivo. Studio Lettere Moderne e sono redattrice per la Testata Magazine, mi piace indagare vari aspetti della vita così da trovare le mie inclinazioni. Ne ho contate 62, nessuna legata a quella precedente.

4 commenti

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