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#Nofilter e questa volta per davvero!

L’ ASA – Advertising Standards Authority Advertising Standards Authority – è l’organismo che gestisce la regolamentazione della pubblicità nel Regno Unito, affinché essa non sia fuorviante e sia quanto più possibile veritiera, lontana da omissioni o incertezze.

Sono infatti state dell’ASA le scelte di ridurre la presenza di donne svestite negli spot pubblicitari e vietare gli stereotipi di genere, questo perché le immagini impattano fortemente sugli individui e di conseguenza sulle discriminazioni.

Uno degli ultimi provvedimenti riguarda il divieto d’impiego dei filtri sui social per prodotti cosmetici poiché forniscono un’immagine edulcorata, per non dire del tutto fittizia, della realtà.
È più o meno quello che si verifica anche in contesti diversi dalla cosmesi, ad esempio quando vengono propinati spot per l’epilazione in cui i gambaletti sono talmente lisci e privi di pelo da sembrare luccicanti o quando il sangue mestruale dei più rinomati assorbenti assume la delicata forma di goccioline rosa o blu.
Allo stesso modo sui volti delle influencer e delle modelle, alcuni cosmetici sembrano avere un effetto tanto levigante da farle apparire non solo come discese direttamente dall’Olimpo, ma anche inimitabili.
Assurdo che nessuna abbia almeno i pori dilatati, vero?

In effetti i filtri si sfruttano proprio per il controllo della saturazione dei colori, per creare contrasti di luci che vanno ad attenuare le imperfezioni e ciò implica una resa non veritiera del prodotto cosmetico in sé e anche della base di partenza sulla quale il prodotto deve agire.

La decisione di vietare i filtri parte da un allarme urlato distintamente attraverso i canali social dalla make-up artist e curvy model Sasha Louise Pallari che sul suo profilo Instagram ne denuncia l’abuso con l’hashtag #FILTERDROP, in cui specifica chiaramente che i contenuti filtrati non devono essere sfruttati a scopo di lucro.
Lei stessa sfoggia senza problemi il suo volto, comprese le “imperfezioni” che lo caratterizzano – se di imperfezioni si può parlare, ma siamo ahimè nella logica del filtro – ben lontano dagli standard a cui sembrano doversi conformare i lineamenti e non solo.


Soprattutto gli stessi filtri che promettono dei risultati che nessun prodotto – cosmetico o magico – può effettivamente donare, purtroppo costringono ad una dismorfia tale per cui senza l’ausilio del filtro si fa fatica a riconoscersi, a tollerarsi; costringendo ad una focalizzazione costante sulle proprie imperfezioni: dall’acne al naso a patata, dalla pelle mista alle occhiaie o alla carnagione spenta, dalle rughe agli zigomi poco pronunciati.


Si diventa consapevoli dell’obbligo dover rispondere ad un’idea di perfezione che è alla portata di tutti, anche di chi non è un grafico e non è esperto di programmi per fotoritocco: chi di noi non ha mai impiegato un filtro per vedersi con un aspetto diverso? Chi non ha mai avuto a portata di mano l’opportunità di somigliare ad una bambola con le extension alle ciglia e le labbra rimpolpate?
E ancora, chi di noi semplicemente sfogliando gli effetti di luce delle storie Instagram, non ha notato benefici estetici?

Una simile esasperazione dell’immagine conduce in primis ad evitare situazioni sociali, che divengono fonte di disagio perché metterebbe al corrente tutti, il consumatore compreso, di essere ben lontano dall’idea di sé che ha costruito e proposto attraverso il filtro.

Sono questi i motivi che hanno indotto Sasha alla denuncia e che l’ASA ha prontamente accolto affinché si squarci “il velo di Maya” che avvolge il volto in una realtà illusoria.

Alessandra De Paola
Vedi anche: Il mondo è bello perché è vario come le sfumature degli ombretti

Alessandra De Paola

Ciao! Mi chiamo Alessandra De Paola e sono nata il 25 gennaio 1996, sono dell'Acquario e vi risparmio la fatica di fare calcoli: ho 24 anni mentre vi scrivo. Studio Lettere Moderne e sono redattrice per la Testata Magazine, mi piace indagare vari aspetti della vita così da trovare le mie inclinazioni. Ne ho contate 62, nessuna legata a quella precedente.

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