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Alla periferia di Maastricht sarebbe stato ritrovato lo scheletro di D’Artagnan 

In una chiesa di Wolder sono state portate alla luce ossa che potrebbero essere quelle di Charles de Batz de Castelmore: il vero conte d’Artagnan a cui è ispirato il personaggio di Dumas 

Che c’entra il ritrovamento del presunto scheletro di D’Artagnan, o meglio del vero conte francese che ispirò l’amatissimo personaggio di Dumas, con l’exploit del turismo letterario? Quello che sta succedendo a Wolder, un sobborgo nella periferia di Maastricht, può spiegarlo. 

A febbraio nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo è stato ritrovato quello che potrebbe essere lo scheletro di Charles de Batz de Castelmore: il vero conte d’Artagnan, sulla cui figura Alexander Dumas romanzò quella del protagonista de I Tre Moschettieri

Charles de Batz de Castelmore morì nel 1673, durante la Guerra d’Olanda, raggiunto da un proiettile alla gola. Nonostante i vari studi condotti nel tempo, non si è mai scoperto dove si trovassero la tomba e lo scheletro di D’Artagnan. Come riportano diversi giornali che in questi mesi si sono occupati del ritrovamento di Wolder, l’ipotesi più accreditata è sempre stata quella che il conte fosse sepolto nella chiesa più vicina al luogo dov’era morto, secondo un’usanza un tempo molto diffusa in periodi di guerra. Dove oggi sorge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che è più recente rispetto alla morte del conte d’Artagnan, un tempo sorgeva un’altra chiesa che potrebbe essere quella in questione. 

Altri elementi che supportano l’ipotesi che quello ritrovato a Maastricht sia effettivamente lo scheletro di D’Artagnan sono una moneta seicentesca e il frammento di un proiettile da moschetto – l’arma così amata dai Moschettieri, appunto – evidentemente sepolti all’epoca insieme al corpo e ritrovati anch’essi sotto al pavimento della chiesa di Wolder. 

Fonte: PICRYL

Naturalmente i resti dovranno essere sottoposti a esami di laboratorio per datarli e classificarli prima di poter dire con certezza che siano quelli del vero D’Artagnan. C’è anzi chi sostiene che l’identificazione certa difficilmente avverrà dal momento che per ottenerla occorrerebbe estrarre il DNA dallo scheletro, operazione già di per sé non semplice, e poi confrontarlo con quello dei discendenti maschi del conte. Oggi in Francia ci sono diverse persone dicono di essere gli eredi di D’Artagnan ma, considerato che nel Seicento le relazioni extraconiugali erano molto diffuse soprattutto nei ranghi più alti della popolazione, sarà difficile trovare i veri discendenti di sangue del conte. 

Senza contare che tra il comune e la chiesa sono già cominciate le querelle su chi e come dovrà condurre le indagini necessarie nei prossimi mesi, intestandosi di fatto la paternità – e gli inevitabili vantaggi in termini di reputazione che ne derivano – del ritrovamento dello scheletro di D’Artagnan. 

Di fatto, insomma, ci sono ancora più punti da chiarire che punti certi nella vicenda di Wolder. 

Quello che certo è che da inizio anno questo sobborgo, piuttosto anonimo, alla periferia di Maastricht è stato interessato da un inaspettato traffico di visitatori

Non è difficile immaginare che si tratti di lettori appassionati di Dumas, grandi e piccini cresciuti leggendo le avventure de I Tre Moschettieri e innamorati o forse – perché non – ispirati dalla storia del giovanotto della Guascogna che, nonostante le difficoltà e gli iniziali diverbi col potere, riesce a diventare moschettiere della guardia. 

Tra i fan di D’Artagnan gode già di un certo successo la Route d’Artagnan: un – lungo – percorso che porta sulle tracce del conte, attraverso sia luoghi dove si trovano tracce del passaggio di Charles de Batz de Castelmore e sia luoghi sfruttati da Dumas come ambientazione dei propri romanzi. Questa strada, che è uno dei tanti itinerari letterari che portano i lettori più appassionati sulle tracce dei loro personaggi e delle loro storie preferite e che negli ultimi anni hanno trovato sempre più successo sull’onda di un certo turismo esperienziale, già tocca Maastricht. 

Fonte: Wikimedia 

Wolder che si trova su una collina e che è, più in generale, fuori dalle rotte turistiche non ha goduto fin qui dei tanti vantaggi, anche e soprattutto economici e commerciali, dell’essere riconosciuta e frequentata come luogo “di D’Artagnan”. Il ritrovamento dello scheletro di D’Artagnan, per cui per altro il parroco della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo avrebbe tanto caldeggiato come riportano numerose fonti giornalistiche, potrebbe rappresentare un impulso positivo in tal senso. 

Già in parte lo è: ancora prima di sapere se si tratta veramente dello scheletro di Charles de Batz de Castelmore, come racconta The New York Times, c’è chi sta pensando si organizzare un tour di Maastricht sulle tracce di D’Artagnan che porti come tappa finale alla chiesa di Wolder, sulla sua tomba.  

Virginia Dara

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La Redazione

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