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Ribelli, di Pino Cacucci, un saggio storico di spessore

Ribelli è un libro di Pino Cacucci, scrittore e sceneggiatore, pubblicato da Feltrinelli. Cacucci non scrive un semplice saggio storico, ma una raccolta di racconti che ridà voce a personaggi spesso dimenticati, “schiacciati” dalla storia ufficiale, ma che hanno vissuto con una coerenza e un coraggio fuori dal comune.

Prime impressioni

Cosa sarebbe stato il cammino dell’essere umano senza l’utopia, senza la spinta a sfidare l’ignoto, a inseguire un ideale, a sognare un mondo meno ingiusto e più solidale? Riaffermando il vero significato dell’utopia – che non è l’irrealizzabile, ma qualcosa che non si è ancora realizzato – l’autore spazia in diverse epoche e luoghi, dall’Europa all’America Latina, narrando le esistenze di uomini e donne che hanno sacrificato tutto, anche la loro stessa vita, all’ideale utopico.

Un pò Ribelli, loro, ma anche noi

Ribelli è un libro in cui chiunque potrebbe rispecchiarsi, dedicato a quelle persone che non accettano di vivere un’esistenza mediocre e provano in ogni modo a riscattarsi. 

Nei vari capitoli l’autore racconta la vita, o alcuni episodi della vita, di personaggi noti e meno noti. C’è il partigiano Silvio Corbari con Iris e Adriano, c’è Tania “Tamarita” Bunke, c’è Francisco “Quico” Sabatè, c’è Irma Bandiera, c’è Camilo Cienfuegos, ci sono Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, c’è Alexandre Marius Jacob, c’è Argo Secolari, c’è Pancho Villa, c’è Tupac Amaru. 

Alcuni poco conosciuti, altri noti a qualcuno, ma questo poco conta, ciò che dà significato al libro di Cacucci, sono le gesta di questi personaggi, ciascuno diverso dall’altro, come è giusto che sia, inseriti in una narrazione fluida e scorrevole propria dell’autore. 

Ribelli è un libro sicuramente ben scritto e particolarmente affascinante, che racconta dei ribelli e dei rivoluzionari vissuti tra 800 e 900,  persone iconiche che hanno lasciato il segno e che sembrano quasi uscire dalle pagine del libro di Cacucci, come pezzetti concreti di un universo scomparso, ma non per questo dimenticato.

Cacucci riporta in auge le storie di anarchici e rivoluzionari (anche quelli che si sono arresi fino all’autodistruzione), che potranno tornare utili, magari motivando l’uomo a scagionarsi dalla propria condizione di immobilità. Un libro perfettamente contesualizzato, all’interno del quale ciascuna storia può essere vissuta attraverso l’immaginazione, ma facendo riferimento ad una società vera, piena di difetti e colma di disastri, non solo economici, ma soprattutto morali e culturali, con enormi e profonde lacune. 

Tra i tanti passi del libro, uno in particolare sicuramente catturerà l’attenzione dei lettori. L’autore si sofferma sulla visione utopistica dei ribelli, di coloro che hanno il coraggio di liberarsi dalla condizione in cui si trovano. 

“I ribelli che ho sempre amato sono inguaribili utopisti, animati da un’utopia con la minuscola: non quella dei grandi ideali con cui cambiare il mondo e affermare la società perfetta, ma l’utopia del istintivo, insopprimibile, bisogno di ribellarsi.”

Inguaribili utopisti, guidati dal bisogno di ribellarsi, ebbene proprio quell’esigenza dovrebbe smuovere le coscienze di chi pensa di non farcela o di quanti sono convinti che alla fine non cambi mai niente. Non c’è niente di utopistico, è la cruda realtà che però fa male, spesso immobilizza e rende incapaci di agire, una sorta di inettitudine kafkiana, secondo la quale l’uomo é consapevole della propria condizione ma non fa nulla per divincolarsi. in Ribelli, l’uomo prova a fare il possibile, ma spesso sconfortato. 

Narrando le azioni e le ragioni che muovono i corpi ribelli, l’autore attraversa epoche e luoghi diversi, portando alla luce le esistenze di uomini e donne che hanno sacrificato tutto a un ideale.

Ribelli non è un libro adatto a chi si approccia per la prima volta alla scrittura di Cacucci, perché si tratta di una narrazione complicata, che impatta sulla realtà e la descrive, disegnandone le forme. Bisogna fare attenzione però, perchè con la parola 2complesso” non si indica qualcosa di difficile da capire, bensì un insieme o una concatenazione di elementi che potrebbero confondere il lettore, portarlo allo smarrimento. 

Diversi capitoli del libro infatti sono dei veri e propri attacchi ad un modo di pensare che, più degli ideali, si è macchiato del sangue di coloro i quali in nome della fedeltà hanno sacrificato la vita.

Ricordiamo che Ribelli rappresenta secondo la critica letteraria, uno dei testi più intensi e appassionati della narrativa civile italiana contemporanea. 

Ribelli, ci ricorda che l’opposizione a un’ingiustizia, anche quando sembra inutile, è ciò che ci rende profondamente umani.

Gerardina Di Massa

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Gerardina Di Massa

Gerardina Di Massa, sono nata ad Ischia e studio lettere e filosofia. Sono da sempre appassionata alla scrittura e anche alla lettura. Giornalista pubblicista, appassionata di politica e letteratura, “divoratrice di libri”, amo leggerne sempre di nuovi, senza stancarmi mai. Mi piace la scrittura in tutti gli ambiti, che si tratti di cultura o di arte, di argomenti letterari o di storia. Ogni cosa, ogni argomento può e deve insegnare qualcosa.
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