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Le Muse ci scampino dalle Mary Sue!

Bazzicando il web avrete sentito questo nome almeno una volta, soprattutto in contesti riguardanti il cinema e la letteratura, e sempre in maniera negativa.

Ma chi è questa Mary Sue? Una giovane attrice che recita male? Una influencer che spaccia libri brutti per libri belli?

Peggio. È uno stereotipo che continuano a propinarci ciclicamente e che sembra impossibile da cancellare una volta per tutte.

Chi ha inventato la Mary Sue?

Il nome è stato usato per la prima volta nel 1973 dall’autrice ed editor statunitense Paula Smith, che pubblicò sul secondo numero della propria rivista Menagerie una parodia a tema Star Trek intitolata A Trekkie’s Tale.

Il racconto, con la sua protagonista Mary Sue, giovanissima tenente della Flotta, prendeva in giro le fan-fiction sulla nota serie scifi che raccontavano di personaggi femminili irrealistici, con grandi abilità, bellezza esotica improbabile e nessun apparente difetto. Queste donne incredibili – letteralmente – avevano quasi sempre un flirt o una relazione amorosa con i personaggi canon della serie TV.

Verso la fine degli anni ’90 il nome si è discostato dalla saga di Star Trek e dalle fan-fiction per essere utilizzato anche in altri media, indipendentemente dal genere o dal mezzo di fruizione. Oggi sono definite Mary Sue quelle donne – e Marty o Gary Stu gli uomini – di finzione che incarnano appieno lo stereotipo del personaggio invincibile e perfetto, che fa tutto giusto grazie alle sue abilità innate senza alcuna motivazione valida. 

Esempio recentissimo è la Mulan portata al cinema dalla Disney nel live-action del 2020, assai diversa dal personaggio goffo e insicuro che avevamo tanto amato da bambini. Una Mulan perfetta, guerriera imbattibile senza paura, sicura di sé fin dall’inizio della storia. “Buuu, che noia!” direte voi.

Esatto.

Si poteva credere che gli eroi perfettissimi fossero fuori moda dalle chanson de geste medievali, invece eccoli qui che ritornano ogni tanto a indispettirci con la loro bellezza innaturale, coi loro poteri magici invincibili, con la loro fortuna sfacciata e l’amore idilliaco con la persona più bella e figa che esista al mondo. Basta!

Direi che siamo stufi di tutta questa perfezione. Vogliamo eroi ed eroine che siano veri, realistici, che ogni tanto sbaglino e falliscano. Ci piacciono i personaggi imperfetti, brutti o sfigati in amore, a cui non sempre va tutto bene perché questa è la vita vera e viene naturale empatizzare con chi fatica a sopravvivere.

Prendano nota gli scrittori e gli aspiranti tali: basta con le Mary Sue! Vogliamo le incertezze e le imperfezioni. Dopotutto siamo umani, non vulcaniani.

Claudia Moschetti

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Claudia Moschetti

Claudia Moschetti (Napoli, 1991) è laureata in Filologia Moderna. Ha insegnato italiano a ragazzi stranieri e scritto per un sito universitario. È attualmente recensora presso il blog letterario Il Lettore Medio e redattrice per il magazine La Testata. Dal 2015 al 2021 ha collaborato alla fiera del libro gratuita Ricomincio dai libri, di cui è stata anche organizzatrice.
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