Natura & ScienzePrimo Piano

Philofobia: l’amore qualche volta ha paura

Avete mai pensato che il vostro partner sia fuggito da voi solo per paura di innamorarsi? Vi guardava in un modo speciale, diverso, uno sguardo che non fingeva, eppure se ne è andato, pieno di dubbi, ma non è riuscito a rimanere.

Vi è mai capitato di avere accanto qualcuno che oscillava tra la voglia di aprirsi completamente a voi ed il terrore di farlo veramente?

Lo so, a tutti è tornata in mente una persona in particolare, forse questa soffriva di Philofobia: la paura di amare.

Tutti, quando pensiamo all’amore, difficilmente pensiamo ad un’immagine completamente negativa o spiacevole. Certo, nessuno può sostenere fermamente di avere il cuore integro e inviolato, ma raramente l’amore appare come un sentimento di cui aver paura. Contrariamente a quanto si pensa, invece, sono numerose le persone ad aver timore dell’amore. Si chiama Philofobia, termine che in psicologia indica la paura di innamorarsi.

La paura è una delle emozioni base, è un sentimento umano fondamentale, utile e necessario per proteggerci dalle minacce, dai dolori incombenti, dai rischi che percepiamo come pericolosi. Tutte le paure hanno come risposta un’unica azione: la fuga, l’evitamento dello stimolo che le genera.

Ma come fa l’amore a diventare pericoloso agli occhi di un individuo? Come tutte le altre paure: dopo averle toccate in prima persona.

Generalmente, la Philofobia deriva da emozioni dolorose provate in passato, alla quale segue l’evitamento del sentimento e della persona verso la quale tale emozione potrebbe rigenerarsi, proprio a causa del timore che tale dolore possa ripetersi.

Un philofobico evita di creare un legame emotivo troppo forte e cerca di rimanere fortemente ancorato alla razionalità: questi comportamenti permettono a chi soffre della paura d’amare di non far traboccare il vaso dell’innamoramento, di non lasciarsi andare mai completamente, di non perdere il controllo delle proprie emozioni, di non aprirsi all’altro e di essere pronto alla fuga qualora iniziasse a sentire da parte del partner l’arrivo incombente di un nuovo dolore.

Qualcuno una volta ha detto che la paura di amare è già di per sé un po’ amore. È vero: un philofobico fugge proprio da una persona della quale potrebbe innamorarsi. Pensateci, in fondo, nessuno fuggirebbe mai da qualcosa che non teme. Nessuno soffre per qualcuno che non ama. Certo, non tutti coloro che ci lasciano, lo fanno per questa ragione, però può accadere.

Una persona che soffre di Philofobia è consapevole dell’intensità di un sentimento e del dolore che da esso potrebbe scaturire: solo chi ha amato davvero ha paura d’amare ancora, ma solo chi ha amato davvero può trovare la forza di amare di nuovo.

Il philofobico risponde alla propria paura, convincendo prima di tutto sé stesso che in quel momento non può innamorarsi o provare un sentimento profondo. La paura di innamorarsi si manifesta come tutte le altre paure: ansia, nervosismo al pensiero di un forte coinvolgimento nella relazione, isolamento, distacco verso un partner che ormai è troppo vicino.

La persona che soffre di Philofobia capisce che corre il rischio di innamorarsi e si allontana, percepisce di essere troppo vicino all’altro e ristabilisce l’equilibrio allontanandosi. Si nasconde nella razionalità, nei propri impegni, scappa, diventa freddo nei confronti della persona della quale si stava innamorando.

La paura di innamorarsi porta generalmente all’allontanamento della persona che potrebbe far innamorare, ma così il philofobico perde l’amore, nella sua incapacità di ammettere a sé stesso di provare un sentimento e di lasciarsi andare ad esso.

Come ci dice la psicologia, però, gli esseri umani sono gli unici esseri viventi capaci di affrontare la paura, di non fuggire di fronte ad essa: è da qui che nasce il coraggio. Perché essere coraggiosi non significa non aver paura, bensì averne ma saperla affrontare. L’amore, quello vero, in fondo deriva dalla paura che viene sconfitta.

La paura di amare è una paura che, come tutte le altre, va affrontata, anche con l’aiuto di un terapeuta, perché solo superandola si può tornare a vivere a pieno un sentimento, smettendo di fuggire da coloro di cui potremmo innamorarci.

Perché è vero: l’amore può far male, ma esistono anche persone che ci ameranno come meritiamo di essere amati, e solo smettendo di fuggire potremmo riuscire a trovarle.

“Insomma accetta di uscire solo con gli uomini che non le piacciono, vero?”

“Sì.”

“Perché?”

“Perché gli altri ho paura di perderli.”

(Guillaume Musso, Perché l’amore qualche volta ha paura)

Martina Casentini

Leggi anche: Demisessualità: una vita a metà tra emozione e desiderio

Martina Casentini

Mi chiamo Martina Casentini, sono nata e vivo a Velletri (Roma), studio giornalismo e dal 1995 percorro la mia strada con una penna in mano. Ho messo la testa a posto, ma non ricordo dove. Mi piacciono i gatti, la cioccolata, il mare, le storie che hanno un lieto fine e tutte quelle cose che mi fanno venir voglia di scrivere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button