Primo PianoSociale

Ogni candido riccio un capriccio: basta demonizzare i capelli bianchi!

Ventotto anni e già molti capelli bianchi. Contemplo nello specchio il mio destino. Ormai lo so, come mio padre e i miei nonni prima di me, sarò brizzolata entro i trent’anni.

Al mio riflesso nello specchio sorrido, perché mi piacciono quei fili argentei che brillano in foto, ma che rabbia quando le altre donne mi guardano e dicono: «Devi iniziare a tingerli».

Io non devo fare proprio niente.

Da quand’è che ingrigire è diventata una vergogna? Forse da quando invecchiare non è più socialmente accettabile. Se prima raggiungere l’anzianità era un traguardo auspicabile, adesso l’invecchiamento è una faccenda scomoda, qualcosa da coprire per non subire la gogna mediatica.

Basta leggere i commenti che si trovano online, quando una diva pubblica una foto con qualche ruga in evidenza, una macchia della pelle o la ricrescita in bella vista, oppure quando un sex symbol come Keanu Reeves osa fidanzarsi con una bella quarantaseienne dalla chioma nivea. Indignazione e grida alla trascuratezza.

Ma abbracciare la propria natura, accettare il tempo che passa, non dev’essere sinonimo di sciatteria. Non vuol dire darla vinta al tempo, se si smette di rincorrere una gioventù che si allontana. “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia!”, ha scritto Il Magnifico. E diciamolo, la lotta contro il tempo è una causa persa in partenza. E allora, perché non godersi il viaggio e accogliere con gioia i segni del cambiamento?

Le donne coi capelli bianchi le ho sempre trovate bellissime e sensuali. Non possiamo dare solo agli uomini canuti il permesso di essere attraenti. Per ogni Michael Douglas c’è una Helen Mirren, per ogni Richard Gere una Meryl Streep.

È questo il mio mantra quando scopro un nuovo capello bianco. Lo accolgo affascinata, ne ammiro il modo in cui si muove scomposto tra i miei ricci sinuosi. Prova a mimetizzarsi, ma non ci riesce. Per le brune è più difficile dissimulare, ma poi perché dovrei sentirmi obbligata a nascondere qualcosa che mi piace? Non vedo l’ora di andare in giro con i miei capelli argentei, atteggiarmi a creatura elfica col rossetto da pin-up.

Imparare a prendermene cura sarà la vera sfida, perché, checché ne dicano le malelingue, i capelli bianchi necessitano di molte attenzioni, di shampoo particolari che non li ingialliscano, di sostante nutritive che ne evitino la secchezza. È questa la verità: esibire i capelli bianchi non vuol dire trascurarsi, ma amarsi tanto, senza vergogna. Vuol dire guardarsi ogni mattina allo specchio e piacersi, non curandosi di ciò che pensano gli altri. Sarà questa la saggezza che viene con l’età?

Claudia Moschetti

Leggi anche: Sindrome di Maria Antonietta: una condizione da perderci i capelli

Claudia Moschetti

Claudia Moschetti (Napoli, 1991) è laureata in Filologia Moderna e scrive per un sito universitario. È, inoltre, recensora presso il blog letterario Il Lettore Medio e redattrice per il magazine La Testata. Dal 2015 collabora alla fiera del libro gratuita Ricomincio dai libri, di cui è anche organizzatrice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button