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Leonardo Di Caprio tende una mano alle Isole Galápagos

L’arcipelago vulcanico delle Isole Galápagos costituisce uno degli esempi più preziosi di natura incontaminata e variegata, poiché animali e vegetazione sono favoriti da climi differenti e habitat specifici.

Infatti ospita specie endemiche – cioè esclusive di queste località – come l’airone lavico, altrimenti chiamato appunto airone delle Galápagos o la  tartaruga gigante “galápago” da cui l’arcipelago prende il nome, o addirittura l’unico pinguino che vive all’equatore!

Se si scorrono le immagini, ognuna di queste isole sembra una meta da sogno per una vacanza tropicale nel cuore dell’oceano Pacifico; ma in realtà ciò che sta attirando sempre più l’attenzione non è solo il mare cristallino, quanto l’enorme pericolo che corrono queste località.

Già da anni si combatte per la salvaguardia di ambienti così a rischio e recente preoccupazione aveva destato anche la scomparsa nel 2012 di George il solitario, l’ultimo esemplare di Chelonoidis phantasticus che si pensava essere ormai specie estinta.
Nel 2019 qualcosa ha riacceso un barlume di speranza: il ritrovamento, presso il vulcano La Cumbre, proprio di una tartaruga gigante che si credeva estinta da circa un secolo.

George il solitario

Nonostante questa possa apparire una notizia meravigliosa, fino a regalarci l’immagine della vita che germoglia ancora, la realtà dei fatti è che c’è ancora molto, moltissimo da faticare affinché tutti gli ambienti siano messi in salvo.


L’ Arco di Darwin – che trae il proprio nome proprio dal biologo inglese Charles Darwin , giunto sull’isola per studiare e approfondire la teoria dell’evoluzione – è stato invece protagonista di un crollo che ne ha stravolto la forma.
Poggiato su un altopiano sommerso, per cause di erosione naturale, per il battito perpetuo delle onde e qualche movimento sismico, attualmente ne restano un cumulo di enormi detriti disgregati e due colonne che spuntano dal mare come due lapidi.

Dal 17 maggio, data del crollo, non solo si ha solo un danno estetico o storico, piuttosto si è compromessa l’esistenza di organismi sia animali sia vegetali che vivevano nelle vicinanze.

Proprio questo evento ha ulteriormente richiamato lo sguardo sulla situazione delle Galápagos e ad accendere i riflettori direttamente sull’arcipelago ha contribuito Leonardo Di Caprio, donando 43 milioni di dollari.
Non ha bisogno di presentazione, ma va certamente ricordato il suo costante impegno nella sensibilizzazione di fronte ai temi ambientali, le continue donazioni per salvare con il WWF le tigri ed il loro habitat, le riprese di un documentario per informare sul riscaldamento globale in collaborazione col National Geographic.
Insomma, non un impegno nato ieri, bensì una vita dedicata alla tutela dell’unico nostro pianeta, come dimostra il fatto che ha rischiato di essere espulso dall’Indonesia quando ha denunciato il forte impatto che le piantagioni di olio di cocco avevano sulle foreste.

Leo di Caprio nel 2016 in Indonesia per la salvaguardia delle foreste pluviali, unico habitat dell’elefante di Sumatra che potrebbe sparire entro 20 anni

E per le Isole Galápagos il suo impegno si rivolgerà direttamente alla protezione della natura selvaggia, che è ormai in declino in tutto il mondo, ma anche alla prevenzione dell’estinzione dell’iguana rosa, a rafforzare le misure di protezione delle risorse marine affinché non si tralasci l’aspetto turistico in sicurezza che è principale fonte di sostentamento per le isole.

Insomma, per moltiplicare le aree protette e la biodiversità, occorre che a Leonardo Di Caprio si affianchi anche l’impegno di altri che abbiano la costanza e la lucidità di intervenire attivamente perché si tratta della salvezza di un bene comune a tutti.

Alessandra De Paola

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Alessandra De Paola

Ciao! Mi chiamo Alessandra De Paola e sono nata il 25 gennaio 1996, sono dell'Acquario e vi risparmio la fatica di fare calcoli: ho 24 anni mentre vi scrivo. Studio Lettere Moderne e sono redattrice per la Testata Magazine, mi piace indagare vari aspetti della vita così da trovare le mie inclinazioni. Ne ho contate 62, nessuna legata a quella precedente.

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