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Quando la zona rossa ri-chiama i genitori rispondono!

Tra zone d’Italia multicolore e una pandemia che non sembra ancora scongiurata, nonostante i passi da gigante dal punto di vista della campagna vaccinale, capita che qualche genitore si senta sopraffatto all’idea di dover restare a casa ancora una volta.

O ancor di più possa sentirsi preda dell’avvilimento nel dover trovare un modo per ripristinare la normalità, per quanto possibile, nella quotidianità dei propri figli.

Gli arcobaleni con le scritte “andrà tutto bene” lasciano lentamente il posto ad una realtà intrinseca di preoccupazioni e riadattamenti continui e nonostante le preoccupazioni, i limitati ritagli di libertà e  le boccate d’aria strappate con i denti e con le unghie, i sacrifici per il contenimento del Covid-19 ci inducono a reinventare gli spazi di casa.
La geografia che abbiamo sotto gli occhi si trasforma nostro malgrado e nessuna stanza è più adibita allo scopo unico per cui era programmata: le camere da letto diventano uffici, la sala da pranzo e la cucina divengono campi di combattimento per DaD e dolci hand-made che sembrano l’unico diversivo.
Ci sono però degli accorgimenti che si possono adottare, ancora una volta.


Ad esempio, dato l’inizio delle prime giornate soleggiate ci si può dedicare alla costruzione di piccoli manufatti per decorare gli ambienti esterni: attaccando il bastoncino di un ghiacciolo sul retro di un piatto e ai bordi di questo aggiungendo della carta velina gialla si può ottenere un gran bel girasole artificiale.
Poca spesa e massima resa!
Gli abiti dismessi possono diventare dei costumi da super-eroi e per gli accessori cartoncini, tempere e spillatrice saranno una manna dal cielo.

Ma oltre gli aspetti puramente materiali, si può anche provare ad esorcizzare lo stato d’animo ansiogeno dei bambini, che purtroppo in balìa di situazioni “spaventose” e più grandi di loro, non sempre riescono a comunicare i propri disagi.
La soluzione in questo caso è abbassare il livello di stress nel bambino attraverso un po’ di sana competizione e tante risate: cosa c’è di meglio del rilascio di un po’ di endorfine?
Per risvegliare gli ormoni del benessere allora basterà cimentarsi in qualche piccola gara come il tiro alla fune, sollecitando la resistenza del bambino e non lasciandolo vincere immediatamente, ma solo dopo qualche tentativo di resistenza.
O ancora basterà ricreare qualche evento divertente che ha fatto nascere una forte risata nei tuoi bambini, come fingersi un mostro pronto all’inseguimento ma un po’ maldestro e impacciato, pronto ad inciampare nei cuscini e a fare tanto solletico. Lo scambio dei ruoli in questo caso è essenziale per acquisire sicurezza in sé.

Inoltre, è fondamentale ottenere dei piccoli ritagli di tempo per parlare, poiché gli eventi sociali sono stati ridotti all’osso e non tutti i bambini hanno l’età adeguata per poter mantenere i propri contatti in modo virtuale, l’aiuto del genitore per comprendere che esistono anche l’amicizia, la condivisione ed il rapporto con l’altro.
Un aiuto può provenire da libri e film di animazione, che saranno un ottimo strumento per fare conversazione a corredo dell’argomento “amicizia” così che i bambini comprendano e ricordino che esiste anche ”l’altro” al di fuori del proprio nucleo familiare.

Ma quando è il caso di agire o rivolgersi ad uno specialista? Si possono cogliere segni del disagio nel bambino attraverso il suo corpo che è un veicolo attendibile attraverso il quale i bambini possono esprimere le loro difficoltà: iperattività, disturbo dei suoi ritmi biologici o del sonno o alterazioni nel controllo degli sfinteri, ma anche deficit dell’attenzione, alterazione del linguaggio o momenti di mutismo.

È preziosissimo l’aiuto di un genitore che riconosce tempestivamente questi sintomi, poiché momenti simili non sono spesso soltanto transitori, ma costituiscono un momento di crescita psicologica non indifferente.

Alessandra De Paola
Illustrazione di Sonia Giampaolo

Vedi anche: DaDizioni – Ripetizioni ai tempi della didattica a distanza: Gabriele D’Annunzio

Alessandra De Paola

Ciao! Mi chiamo Alessandra De Paola e sono nata il 25 gennaio 1996, sono dell'Acquario e vi risparmio la fatica di fare calcoli: ho 24 anni mentre vi scrivo. Studio Lettere Moderne e sono redattrice per la Testata Magazine, mi piace indagare vari aspetti della vita così da trovare le mie inclinazioni. Ne ho contate 62, nessuna legata a quella precedente.

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