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Con il sogno della trap contro il mostro dell’anoressia, storia di OncetheKllr

«Guarda il sangue, queste cicatrici, zero sorrisi se non vinci…»  recita così una strofa della canzone Mood cantata da Lorenzo.

Lui è OncetheKllr, rappresentate di quella generazione che tra versi e trap cerca la propria dimensione individuale nella scatola della musica.

Scatole che spesso si fa fatica ad aprire.

Prima del suo pseudonimo c’è soprattutto Lorenzo, i suoi brani che diventano il solo suono al tuo urlare, l’unico anfratto nel disagio di un muro verso cui tentare la corsa verso la libertà.

Questa è la vera storia di Lorenzo Seminatore, ha vent’anni, viene da Torino e l’ultima volta che è stato visto era nel suo letto pesando cinquanta chili per il suo metro e novanta, sconfitto dal quel mostro dell’anoressia. Una malattia, che come racconta anche mamma Francesca ti spegne da dentro e ti spegne lo sguardo.

«Soli come lupi in mezzo alle iene» urla ancora Lorenzo nella sua musica, un disagio drammatico che fuoriesce come lapilli in una lava di dolore. Un lungo iter iniziato soltanto in primo liceo, un viaggio tortuoso fatto di istituzioni silenti e strutture pubbliche poco attrezzate a fronteggiare l’inesorabile avanzata di un mostro del genere, una malattia quella della leucemia che ti falcia anche giovanissimo, che non conosce adeguati corrispettivi di cura in termini di psicoterapici. Che costringe ad una fuga fino in Valle D’Aosta dove il giovane Lorenzo cerca di curarsi in un presidio privato, l’illusione dei chili messi fino allo scorso 3 febbraio. Quando arriva l’ultimo tramonto al concatenarsi di giorni bui nel calvario di un’esistenza spezzata. 

Una malattia, l’anoressia, che ci racconta l’esperienza di linguaggi spesso incomprensibili e indecifrabili, di esigenze incomprensibili, di burocrazie cliniche spesso stringenti come pianeti non allineabili. Oncethekllr, è un trapper, lo dico con fierezza andando contro l’onda d’urto benpensante di chi stigmatizza un genere musicale additandolo nella sua conveniente banalità o più probabilmente nella sua sincera incomprensibilità. La trap, forse per molti, nelle sue barre quelle che usualmente definiremmo versi, riesce con più forza propulsiva a raccontare la verità di una generazione. Una verità che passa attraverso la cornice di suoni, accattivanti e riconoscibili tra i mammiferi di una nuova generazione, la zeta. Ma che riesce nel suo intento più profondo attraverso il proliferarsi di parole, che raccontano il disagio, che costituiscono sporgenze alle quali aggrapparsi.

Lorenzo, va via troppo presto, lasciando troppi pochi anni e troppi pochi chili, ma rimangono i suoi video, il suo sogno che passa attraverso la sua musica e pepite rare di un testamento che passa attraverso le sue canzoni.

«La vita spesso delude, sento il fiato al collo, l’acqua alla gola, i piedi fermi con le scarpe nella palude… eri tu in mezzo a questo fango e mi hai teso sempre la tua mano» questa era Fango, l’ultimo videoclip di Once pubblicato su Youtube lo scorso dicembre.

Il legame fra questa malattia e la nuova generazione trova una subdola concatenazione con il volto oscuro dei social. Quello di Instagram ad esempio, offrendo la potenza espositiva dello sharing a un mondo fatto di immagini. Agorà visiva che spesso infatua i più giovani e suscettibili dell’elisir della popolarità volta al perfezionismo fisico.

In Italia circa tre milioni di persone soffrono di disturbi alimentari, 70 milioni in tutto il mondo, e ovviamente tra le fasce più colpite quelle dei giovanissimi. Nella delicatezza di quegli anni in cui si fa fatica ad accettare la rarità della diversità, in cui ci si nasconde somigliando, somigliando al branco, a chi ci colpisce o al fascino di falsi leader sui social. Specialisti ne parlano come una malattia che spesso diventa pandemia, che nell’epoca della società per immagini diventa ancor più virale, colpendo fatalmente il 15 % di chi si ammala e diventando la seconda causa di morte tra i più giovani, dopo gli incidenti stradali.

Si va alla scellerata ricerca di un corpo filiforme, che sfocia i disturbi patologici come vigoressia o ortoressia, legati all’esercizio, al cibo, alla psicopatia nell’assunzione di calorie.  Esistono trand topic come #meanspo #thinspo #thighgap #thinispiration #ana che diventano gallerie degli orrori alla ricerca di una chimera che porta all’autodistruzione.

Il caso di Lorenzo Seminatore è passato troppo silenziosamente tra i media nazionali, quasi attuando i confini di un preoccupante allarme, quello urlato da Oncethekllr attraverso la sua storia e la sua musica, ma anche di Valentina, Patrizia, Greta, Giulia, Alba e di tanti altri. 

Ascoltiamo chi urla, chi lo fa attraverso un roboante rumore emotivo o attraverso la musica, roboante preghiera di un testamento eterno.

Claudio Palumbo

Vedi anche: Sweet Country, la rivendicazione aborigena a colpi di western

Claudio Palumbo

Mi chiamo Claudio, classe “non” di ferro 1989. Se dovessi descrivere il grosso contenitore attitudinale della mia vita sarebbe quello con il post it “feticista della cultura pop e contemporanea”. A cucire con filo i tanti tessuti di uno stesso vestito è la scrittura, redazionista per diversi web magazine, ufficio stampa e versi folli e sciolti.

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