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Deforestazione: facciamo chiarezza sulle cause e conseguenze

Ogni anno interi ettari di foreste vengono abbattuti dalla mano dell’uomo.

Per arginare il fenomeno della deforestazione e le sue devastanti conseguenze vengono, al giorno d’oggi, attuati progetti di riforestazione che sono molto utili, ma non abbastanza. 

Nella corsa per accaparrarsi le risorse del pianeta, sono gli alberi a subire le conseguenze peggiori. 

Il caso a noi più noto è quello della deforestazione della foresta Amazzonica, la più grande foresta pluviale al mondo. Ogni anno questo patrimonio naturale viene privato della possibilità di produrre ossigeno, fondamentale per la sopravvivenza della specie umana. 

Basti pensare che in soli quarant’anni la foresta Amazzonica si è ridotta del 20%.

Larghe distese di foreste hanno lasciato spazio alla coltivazione della soia di cui il 95% serve a nutrire le mandrie e il pollame dell’Europa e dell’Asia. 

Il Borneo, ovvero la quarta isola più grande del mondo, fino a vent’anni fa era ricoperta interamente di foreste; oggi rischia di scomparire nell’arco di dieci anni a causa dei ritmi sempre più crescenti della deforestazione. Era una delle più grandi riserve di biodiversità, fino a quando non si è deciso di produrre olio di palma.

L’olio di palma è l’olio più consumato al mondo per usi alimentari, cosmetici, detergenti e carburanti.  

Un altro esempio di deforestazione è quella causata dal bisogno sempre crescente di pasta di cellulosa, prodotta dall’eucaliptoIn cinquant’anni, infatti, la richiesta di carta si è quintuplicata.  

Chi sono i colpevoli di questo sfruttamento sconsiderato delle foreste? 

Sicuramente i paesi in via di sviluppo che reclamano il loro diritto di disporre degli alberi, ma soprattutto i paesi più sviluppati i quali richiedono legname di qualità e sempre più pascoli per soddisfare il fabbisogno crescente della popolazione per la sovralimentazione. 

Potremmo riassumere il problema indicando tre cause principali che hanno portato, e portano tutt’oggi, alla deforestazione: 
  1. L’economia di sussistenza dei vaesi in via di sviluppo.  
  1. Intere foreste che vengono abbattute per lasciare spazio a terreni coltivabili e pascoli per gli animali.  
  1. La produzione di legname: il legno è, difatti, il combustibile più usato al mondo. Pensate che un terzo della popolazione mondiale lo usa per il riscaldamento domestico. La richiesta di legno pregiato avviene soprattutto da parte dell’Occidente. 
Ma quali sono le conseguenze della deforestazione? 
  1. Anzitutto l’abbattimento degli alberi ha severe ripercussioni sull’intero ecosistema: gli animali che abitano le foreste rischiano l’estinzione e la biodiversità viene di giorno in giorno sempre più sacrificata.  
  1. Abbiamo poi il rischio idrogeologico: frane, alluvioni, smottamenti rappresentano la diretta conseguenza della scarsità di alberi e dell’aumentare delle temperature.  
  1. La cattiva qualità dell’aria che respiriamo è la conseguenza che possiamo notare quotidianamente più facilmente e che ha ripercussioni a breve termine. 
  1. L’effetto serra: l’ossigeno prodotto dagli oceani è sempre meno e se viene a mancare anche quello prodotto dalle foreste sarà molto difficile scongiurare il climate change. 

Anche se viviamo lontani chilometri da queste foreste è un nostro dovere e diritto salvaguardare la nostra salute e quella delle specie in via d’estinzione.

È per questo che è importante sostenere le campagne di riforestazione che ogni giorno combattono per garantire a tutti gli esseri viventi un futuro di cui oggi stiamo sottovalutando i rischi. 

Leggi anche: Ecocentrico: il climate change attraverso gli occhi di due Millennials

Catia Bufano

Laureata in Lettere Moderne, studia attualmente Filologia Moderna presso l’università di Napoli Federico II. Redattrice per La Testata e capo della sezione Fotografia. Ama scrivere, compratrice compulsiva di scarpe, non vive senza caffè. Il suo spirito guida è Carrie Bradshaw, ma forse si era già capito.

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