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Il Green Deal europeo 

La risposta democratica che si sta concretizzando dall’altra parte del mondo – prima in Cile e poi negli Stati Uniti – fa ben sperare una nuova fase politica che coinvolge anche l’Europa, partendo dalla volontà del neopresidente Biden di riportare il Paese negli accordi internazionali sul cambiamento climatico siglato a Parigi nel 2015.

Nel febbraio del 2019 gli Stati Uniti, nonostante l’ostruzionismo dell’ormai ex presidente Donald Trump, sono stati il primo paese a discutere del pacchetto di riforme verdi, proposto della deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez. Il Green New Deal, come tutta la linea democratica, si ispira all’ormai centenario New Deal, ovvero il dispiegamento di riforme economiche e sociali ispirate alle teorie dell’economista John Maynard Keynes che il Presidente americano Franklin Roosevelt varò per superare la grande depressione del 1929, portando il paese fuori dalla crisi economica e sociale.

Per cui dagli Stati Uniti il Green New Deal è arrivato anche in Europa.

Uno degli obiettivi fondamentali della Commissione Europeo, guidata da Ursula von der Leyen, è promuovere e attuare il Green Deal.

“Rendere l’Europa climaticamente neutra e proteggere il nostro habitat naturale farà bene alle persone, al pianeta e all’economia. Nessuno sarà lasciato indietro”. (Consiglio Europeo)

Per cui avanza l’idea che nel 2008 aveva illuminato il New economics foundation (centro di studi britannico) che la crisi climatica contenga tutte le altre crisi, motivo per cui una lotta per la conquista degli obiettivi ambientali andrebbe di pari passo con quelli sociali.

Che cos’è il Green Deal europeo?

È un pacchetto di misure e investimenti per rendere più sostenibili e meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia e lo stile di vita dei cittadini europei.

L’obiettivo è quello di rendere il Vecchio continente climaticamente neutro entro il 2050, azzerando le emissioni nette di CO2. Il piano d’azione da una parte promuove l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare, dall’altra il ripristino della biodiversità.

Il percorso dell’obiettivo politico della Commissione prevede di passare sul piano giuridico attraversando l’economia – investire in tecnologie rispettose per l’ambiente; sostenere l’industria nell’innovazione; introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane; decarbonizzare il settore energetico; collaborare con partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali – supportato da una manovra finanziaria per aiutare coloro che volessero passare all’economia verde. Arriviamo al cuore della questione: si chiama “Piano di investimenti del Green Deal europeo” o EGDIP, ed è lo strumento attraverso cui Bruxelles intende mobilitare 1.000 miliardi di euro.

Il piano verde della Von del Leyen, affidato all’olandese Frans Timmermans (primo vicepresidente della Commissione), si basa su tre pilastri:

  1. Il cosiddetto Just transition mechanism, ovvero un meccanismo per una transizione equa per le regioni maggiormente dipendenti dei combustili fossili (Polonia);
  2. L’InvestEU, il programma erede del piano Juncker;
  3. L’intervento della Be, la banca europea per gli investimenti.

Attualmente il Parlamento europeo crede che non possa essere possibile mobilitare 1.000 miliardi di euro viste le prospettive economiche negative a fronte del Covid-19. Infatti il 14 Novembre, in una risoluzione non vincolante approvata con 471 voti favorevoli, 134 contrari e 83 astensioni, il Parlamento europeo ha chiesto di definire alcuni punti dello European Green Deal Investment Plan.

I deputati pongono l’accento sull’importanza di indicatori di sostenibilità armonizzati e su un metodo per misurare l’impatto. Inoltre chiedono l’eliminazione graduale degli investimenti pubblici e privati in attività economiche inquinanti e dannose, nei casi in cui siano disponibili alternative economiche. Infine, promuovono un maggiore equilibrio – dato da un’efficiente coordinazione della BEI – tra investimenti pubblici e privati, gli ultimi con il presupposto di non essere esclusi.

Il 16 Novembre, due giorni dopo la plenaria parlamentare, la Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti oltre 280 milioni di euro provenienti dal bilancio Ue per oltre 120 progetti del programma Life. I progetti contribuiranno a conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo. Frans Timmermans chiarisce: “Il Green Deal europeo è la nostra tabella di marcia verso un’Europa verde, inclusiva e resiliente. I progetti Life incarnano questi valori in quanto uniscono gli Stati membri intorno agli obiettivi comuni della protezione dell’ambiente, del ripristino della natura e del sostegno alla biodiversità”.

 

Marika Micoli

Disegno di Sonia Giampaolo

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La Redazione

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