Boom for Real: l’adolescenza di Jean- Michel Basquiat per Artecinema

Quando si sente parlare di Jean-Michel Basquiat, le opinioni e le analisi sono sempre divergenti, contorte e spesso contraddittorie.

Il documentario in onda sulla piattaforma che sostituisce il Teatro Augusteo di Napoli come schermo della rassegna annuale Artecinema, intitolato Boom for Real: the late teenage years of Jean-Michel Basquiat, prova a mostrarci – ma non necessariamente a spiegarci – il perché.

Molti critici sostengono che l’arte istintiva, gelosa e arrabbiata di Basquiat sia una recriminazione puramente concettuale, che al suo interno esistano i germogli di rivendicazioni antiche, razziali, sessuali. Non ci si riferisce mai a Basquiat come ad un artista meramente concettuale, però, perché la sua arte possiede una dimensione estetica non ignorabile.

Possiede un fuoco, Jean-Michel, che lui stesso fa risalire a talenti antichi nel tempo e nello spazio, grandi artisti del passato, che come avi ed antenati lo hanno osservato e guidato, numi protettori dal nome di Leonardo, Raffaello, Michelangelo.

Sì, parliamo proprio di questi nomuncoli, nulla di particolarmente ambizioso.

La regista Sara Driver ha cercato negli anfratti, nei repertori, desiderando intensamente un contatto diretto con delle parti di Basquiat ignote, giovanissime, mai viste prima. Cercare nella giovinezza dei grandi artisti può essere una rivelazione o una profonda chiusura, una ferita dovuta alla delusione.

In entrambi i casi, è dalla crescita e la formazione che si impara e si comprende, ci stupisce e ci si interroga.

Il debutto ufficiale di Boom for Real è avvenuto nel 2017 al Toronto festival e – come sempre, da 25 anni – lo Studio Trisorio e tutto l’apparato di Artecinema ha la prontezza di raccogliere le perle nascoste, spesso così di nicchia da restare ferme nel loro angolo di mondo, frutti maturi ma remoti.

È così che l’arte circola ancora e respira, viaggiando nel mondo e tra gli spettatori, facendosi largo tra culture e personaggi, tra chi vuole mettere in comunicazione la creatività del passato e la reattività del presente per poter generare nuovi pensieri, riflessioni, connessioni apparentemente impossibili.

Dunque, grazie a Sara Driver e alla sua regia fortemente di ricerca, di raccolta, quasi di inchiesta, dalle nostre case e dagli schermi dei nostri PC, tablet e telefoni possiamo trovarci proiettati nella New York scandalosa e multiforme degli anni ’80, una città in tumulto ma soprattutto in fermento. Una metropoli d’arte e di filosofia, in cui ogni giorno nasceva una nuova icona, un nuovo movimento, una ideologia rivoluzionaria o un artista visionario.

Sara Driver ci mostra la Lower East Side, un Basquiat diciottenne, che aveva in sé tutta la potenza espressiva di un artista non ancora formato, in piena crisi, in fase di modellazione. Non solo pittura, o installazioni, o graffiti, ma anche musica, poesia, taccuini di parole e versi mai giunti, mai ricongiunti con il genio e la sregolatezza, ma anche la sensibilità, la perdizione, la delicatezza.

L’affetto verso il suo soggetto vede la regia diventare attentissima, inquisitoria, perché raccontare e mostrare è imperativo, importantissimo.

E lasciarsi trasportare è quasi automatico, non una scelta ma un riflesso incondizionato.

Artecinema si terrà, causa Covid, dal 16 al 22 ottobre in streaming, come già anticpato.

I suoi tesori e la ricerca di nuovi stimoli artistici ed intellettuali vi aspettano.

Buona visione!

 

Sveva Di Palma

 

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