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Òikos ai tempi del coronavirus

Continuando questa rubrica sui laboratori di Òikos*, oggi vi parlerò di come questa quarantena sia diventata la protagonista di un’opera teatrale.

Come vi ho spiegato precedentemente, con il centro Òikos sono partiti dei laboratori da lontano, uno di questi è quello di “scrittura e lettura creativa”.

Quando la mia coordinatrice – Rosanna Dottorini – me l’ha affidato, mi sono subito messa a pensare a quale tipologia di scrittura potesse avvicinare tutti. 

Nell’ultimo periodo, al Centro, era partito un laboratorio di teatro che aveva entusiasmato tutti e, perciò, mi sono detta che la strada della lettura e scrittura teatrale potesse essere quella da perseguire.

Perciò, fin primissime lezioni di scrittura, ho iniziato ad impostare il dialogo sul discorso teatrale; partendo dalle tipologie di teatro ho spiegato loro come scrivere una scenografia. 

Partendo dal presupposto che non bisogna allontanarsi dalla realtà, anzi, bastava prendere le cose quanto più vicine a noi, anche il semplice atto quotidiano del fare il caffè, ce lo insegnano Luca e Concettina, in fondo, oppure gli spaghetti mangiati da Totò.

Così è nata Òikos ai tempi del coronavirus per raccontare e rallegrare insieme questa quarantena.

Atto I, scena 3

Personaggi: Giusy, Serena e Luciana

Tre amiche che prendono un caffè in videochiamata.

Luciana: Com’è bello vedervi anche se da lontano!

Serena: (con tono sfiancato) Infatti, non ce la faccio più, vorrei tornare al centro…

Giusy: Eh, a furia di stare a casa metteremo la pancia! 

Luciana: (sagace) …e non entreremo più nel pulmino!

Giusy: Altro che pulmino, ce ne vorranno tre… di pulmini!

Serena: (con tono di superiorità) Parlate per voi perché io faccio sport!

Luciana: (con ironia) Eeeeh, fai sport, certo! Il mio sport preferito è girare la testa sul cuscino!

Come si può vedere, le ragazze sono state attente anche a scrivere la scena, l’atto, i protagonisti, un piccolo cappello introduttivo e poi le battute, specificando anche i toni e prestando attenzione alla punteggiatura. Questo perché all’inizio, per tutti e tre i gruppi, ci sono state molte lezioni di teoria, abbiamo analizzato insieme diverse commedie, letto delle scenografie, visto degli spezzoni di commedie ma anche film e sketch.

Proprio perché prima di scrivere bisogna imparare a leggere e prima di recitare bisogna imparare le intonazioni, la gestualità, le pause.

Infatti alcune scene hanno preso ispirazioni dai grandi prodotti della cinematografia italiana.

Atto II, scena 3

Personaggi: Marcello, Serena e Mimmo

I tre amici decidono di scrivere una lettera minatoria alla direttrice del centro.

Serena: Ragazzi, ragazzi, vogliamo fare uno scherzo?

Marcello: (incuriosito) che scherzo?

Serena: alla dottoressa Dottori!

Mimmo: Mandiamogli una lettera di Minaccia!

Marcello: Iniziamo così…  Carissima dottoressa, direttrice, psicologa Dottorini!

Serena: (sagace) punto, punto e virgola e abbondiamo! Abbondandis, abbondandum!

Mimmo: e poi? come continuiamo?

Serena: scriviamo… (mentre si tocca le labbra con il dito per pensare) se non apri subito il centro, mandiamo i carabinieri a casa sua!

Marcello: (arrabbiato)  brava brava, io ora li chiamo ora!

Mimmo: ma che li chiami? è uno scherzo, che dici?

Marcello:no no,  se non apre il centro io lo cambio!

Serena: Ma dove vai? 

Marcello: (urlando) me ne vado!

Serena: Ma dove vaiiii?

Marcello: (arrabbiato) me ne vado, basta!

Mimmo: ma tutti i centri sono chiusi, dove vai?

Serena: Torniamo alla lettera! 

Marcello: scriviamo che deve pagarci perché noi stiamo lavorando anche da casa e non vediamo una lira! 

Mimmo: ma quando mai che tu lavori, che non fai niente dalla mattina alla sera!

Marcello: (muovendo le mani con tono seccato) Ok ok, basta con questa lettera, finiamola, mandiamole un bel bacio!

Serena: Che vi serve affinché vi consoliate del piacere che voi avreta!

Con l’aiuto dei genitori che ci hanno fatto da spettatori, aiutanti e registri i ragazzi, prendendo spunto dalla propria quotidianità, si sono divertiti nel stilare battute, includendo anche chi non riesce a scandire bene le parole, introducendo soprattutto la gestualità. 

Atto III, scena 1

Personaggi: Giusy, Lia e Rita

Tre amiche decidono di fare una festa in videochiamata, con bibite, patatine e biscottini.

Giusy: Weee, ragazze! Tutto bene?

Rita: Sì, sì (toccandosi i capelli in modo vanitoso)

Lia: Come sei bella con questo look, Rita! 

Giusy: Vero, siamo uno spettacolo! Comunque voglio raccontarvi una cosa. 

Lia: Che è successo?

Giusy: Oggi avevo pensato di preparare una bella cenetta con mio marito

Rita: (battendo le mani) Waaa, bello!! 

Giusy: Eeeh, era una bello, se non si fosse aggregata mia suocera!

Rita: (accompagnandosi col braccio) Aeeee!

Lia: Va be’, dai, state in compagnia!

Giusy: Eeeeh, che bella compagnia (in modo ironico) magari fino a domani si rompe una coscia!

Lia: (Mentre Rita Ride) Ja, non dire così, cosa prepari da mangiare?

Giusy: A mangia’, a facc mangià i bonn a suocera mì! Le preparo gli involtini al prosciutto!

Lia: Ma non era allergica al prosciutto?

Giusy: Ops, l’avevo dimenticato, vero Rita? (Facendo l’occhiolino)

Rita: (accompagnando la mano davanti alla bocca e sogghignando) Sì, sì, certo…

Mettendosi in gioco in prima persona e mettendo a nudo le proprie caratteristiche, peculiarità; sono stati capaci di portare se stessi in scena, mettendosi in gioco e raccontando questa quarantena con il sorriso.

Atto II, scena 2

Personaggi: Marcello, Mimmo e Serena.

La scena si svolge su un divano di casa loro. Un semplice divano di colore rosso con dei cuscini di colore diverso.  Mentre stanno vedendo un film e prendendo una tazza di caffè.

Mimmo: (rivolgendosi a Marcello) come mai la tua vita sta facendo uno scatafascio? 

Marcello: E quando mai, a mme, è andato tutto bene? 

Serena: Hai ragione, ti ricordi quella volta che mentre stavi lavando facesti cadere l’acqua col sapone a terra!

Mimmo: E invece ti ricordi quella volta che al centro hai messo il sale al posto dello zucchero!

Marcello: Ma quando mai, io? Non mi ricordo proprio!

Serena: Ehhh… invece dovresti ricordare troppo bene!

Mimmo: A cosa pensi tu, alla tua fidanzata?

Marcello: E se non la penso io, chi la pensa, a mamm?

Serena: Ma voi vi appiccicate sempre, e poi chi ne paga le conseguenze?

Mimmo: Noi le paghiamo, le conseguenze! 

Marcello: Eh, ma cosa ci posso fare io, l’amore non è bello se non è litigarello!

Insomma, un laboratorio in cui la penna è il miglior mezzo per sfuggire, anche se solo metaforicamente, dalle mura di casa.

Federica Auricchio

Vedi anche: “Resta in Òikos”: per continuare ad abitare la nostra casa

Federica Auricchio

Sono Federica Auricchio e mi definisco Napoletana dalla nascita, perché nel mio sangue ribollono la musica, la poesia, la bellezza, il comunismo e la felicità. Filologa da un paio di anni combatto le discriminazioni sociali con il sorriso e la penna, amo seminare in campi incolti perché è bello, poi, veder germogliare fiori rari.

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