Come ho smesso di fumare e altre leggende popolari

Sono almeno due anni che, ogni inizio settimana, mi dico “Da lunedì smetto di fumare” ricordandomi di quanto sia bello e profondo il dono della vita. Ma, alla fine, perché fumiamo?

Ci sono due tipi di persone: quelle che hanno provato, almeno una volta nella vita, una sigaretta e chi mente.

Penso che sia uno dei primi divieti imposti violati dagli adolescenti: fumare.

Quell’ebbrezza di aspirare quel dolce fumo nei propri polmoni, nascosti in qualche vicolo della città per non farsi vedere da parenti e conoscenti per poi tornare a casa e mascherare in tutti i modi quella puzza che aveva invaso i nostri vestiti.

Era un modo per emulare gli attori e le rockstar, riprese sempre con una sigaretta accesa e pensavamo: “Se lui fuma ed è figo, lo posso fare anche io”, e in un modo ci sentivamo i più fighi della classe cercando di far colpo anche sul/sulla nostro/a amato/a.

Ci sentivamo grandi e abbiamo cominciato a comprare pacchetti, a fumare per voglia, per tristezza e per delusione facendo in modo che il fumo ci rilassasse, ma questo ha portato a un qualcosa che giurammo di non diventare mai: fumatori.

Oltre alla dipendenza da nicotina, fumiamo quando siamo annoiati, quando beviamo una birra, al bar, quando i nostri occhietti si aprono al mondo a prima mattina, prima del pranzo, dopo pranzo una sigaretta non te la fai?

Sentiamo l’incessante necessità di attuare quel gesto di quelle due dita a mo’ di bacio vicino le labbra e di aspirare più forte che possiamo.

Ecco svelato l’arcano! È il gesto dell’aspirare, quella movenza di pochi secondi che siamo abituati a fare quando accendiamo quella stecchetta che ci da un momentaneo sollievo psico-fisico, ma danni non visibili i primi periodi.

È l’abitudine che ci distrugge.

Ho deciso di staccare radicalmente dal mondo del tabacco un martedì sera (nemmeno un lunedì) quando, salita una rampa di scale, mi accorsi di avere il fiatone e pensai: “È davvero così che voglio continuare a vivere avendo 25 anni?” e smisi categoricamente dal giorno dopo.

Mi sono sentito in colpa verso il mio corpo che attuava giornalmente un processo di depurazione e io lo inquinavo.

Non dico che sia stata facile: tremori, mal di testa, mal di stomaco, debolezza, iper-attività e altri sintomi correlati all’astinenza e avrei tanto voluto accendermi una sigaretta ma, ogni volta che questo pensiero mi brulicava per mente, portavo le due dita vicino le labbra facendo finta di aspirare tabacco e così, piano piano, ho cominciato a controllarmi e a non pensarci più.

Fumiamo, come detto prima, anche quando la noia ci pervade, quindi è uno sprone a riprendere in mano i nostri hobby e le nostre passioni dedicando a esse il maggior tempo possibile, facendo sì che il nostro corpo non possa più pensare a quel dannato e costoso bastoncino, causa nella maggior parte dei casi di malattie cardiovascolari e altri mali.

Fumiamo per non sentirci esclusi: ci avete mai fatto caso che viene voglia di fumare quando tutti accendono una sigaretta?

Fumiamo per avere compagnia: l’andare a trovare un amico sotto casa solo per fumarsi una sigaretta paragonabile a una scusante per vedersi. La sensazione più bella è stata risentire a pieno gli odori, non tossire, non avere mal di testa e sentirmi liberato da delle catene che mi ero imposto.

Non ho mai creduto nel metodo “Smetto piano piano altrimenti vado in sofferenza”. Il punto è che se vuoi smettere, smetti senza pensarci due volte.

Sai benissimo che te ne fumerai una al giorno quindi andrai in sofferenza per quell’unica sigaretta giornaliera.

Se hai voglia di fumare, bacia le tue dita e aspira, vedrai che ti sentirai meglio; capirai che era solo l’abitudine.

Quindi, la prossima volta, non comprate quel pacchetto, usate i vostri soldi per altro, attivate il cervello tenendolo occupato con qualcosa che possa riempire le vostre giornate.

Questi sono i consigli che posso darvi; se ci sono riuscito, potete riuscirci anche voi.

Se ho avuto la forza di volontà di chiudere per sempre col tabagismo, che mi induce pesantezza fisica solo al pensiero, potete farlo anche voi.

Smettendo di fumare, aiutiamo noi stessi a non stare male, non inquiniamo il pianeta con odiose cicche buttate abitudinariamente sul suolo stradale e, soprattutto, cerchiamo di dare un buon esempio di tutela della propria salute.

Il mio consiglio è quello di tenere la mente impegnata e le giornate passeranno senza accorgervene, e passerà soprattutto la voglia di nicotina. Purtroppo, non esiste un divorzio dal proprio corpo, quindi viviamo questa love story con noi stessi nel migliore dei modi fino all’ultimo giorno.

Mantenete la promessa che vi fate una volta a settimana, vi ringrazierete.

 

Antonio Vollono

 

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