La triste storia delle partiture musicali

Oggi vi racconto la triste storia delle partiture musicali che sono state corrose dal tempo ma, soprattutto, dall’incuria dell’uomo.

Le partiture musicali, in passato, non erano considerate un bene culturale. Questo ha gravemente danneggiato il nostro patrimonio musicale, perché non essendo la musica un bene non c’era ragione di proteggerla. Perciò, molti manoscritti ed edizioni musicali a stampa hanno subito danni talvolta irreversibili perché considerati poco più che carta vecchia.

Solo a partire dal 1999 le cose sono iniziate a cambiare, arrivando fino al decreto legislativo 42/2004 dove si stabilisce – nell’articolo 10 (comma 3) – che sono da sottoporre a tutela di tutti gli spartiti.

La strada da fare è ancora molta, perché come ha osservato Lisa Gualdani: il nuovo codice non inserisce l’aggettivo “musicale” ma considera gli spartiti musicali come “species” del “genus” dei “beni librari”, così riconducendo i primi tra le cose d’interesse bibliografico.

Vi ho raccontato questa storia con la speranza di avervi anche minimamente sensibilizzati, è importante avere leggi che finalmente riconoscono il valore del nostro patrimonio musicale, della nostra storia, del nostro passato.