Manuale dell’aspirante onironauta: conoscersi attraverso i sogni (lucidi)

Quando sogniamo abbiamo l’opportunità di esplorare parti del nostro inconscio con le quali, da svegli, non potremmo mai entrare in contatto, o almeno non appieno.

Da addormentati ci viene data la possibilità di sfruttare quel dono dell’immaginazione che spesso da svegli accantoniamo, trovandoci così a scoprire, nel sonno, mondi fantastici che vanno oltre la sfera del plausibilmente razionale. I sogni, per il loro essere incontrollati e senza filtri tra il soggetto e la sua stessa mente, sono talvolta talmente significativi da segnare chi li fa nel profondo, permettendogli di avere memoria degli stessi anche a distanza di anni.
E che dire, poi, dei sogni ricorrenti? E di quelli premonitori?
Indipendentemente dalla suscettibilità del singolo, la psiche gioca un ruolo primario non solo nell’indurre determinate immagini a comparirci in sogno, ma anche nelle sensazioni che accompagnano le nostre visioni notturne, le quali ci permettono di dare – lucidamente al risveglio – la giusta interpretazione al contenuto onirico.

Durante i sogni siamo perlopiù in balìa degli eventi che si susseguono, che viviamo da spettatori passivi.
Chi non ha mai desiderato di prendere in mano le redini della situazione e cambiare l’esito della scena che sta vivendo, al fine di evitare le emozioni sgradevoli che caratterizzano gli incubi, ad esempio? Oppure, a chi, incuriosito dalla realtà in cui si è ritrovato – non proprio accidentalmente – sognando, non è mai saltato in mente di approfondire qualche aspetto di quell’universo tanto straordinario quanto sfuggente?

Ebbene sì, il vostro non è un sogno – è il caso di dirlo – tanto irrealizzabile, perché esperienze del genere sono più facilmente raggiungibili di quanto pensiate: benvenuti nel mondo dell’onironautica.

Il termine “onironautica” fu coniato dallo psichiatra e scrittore olandese Frederik van Eeden in un suo articolo del 1913 intitolato A study of Dreams (Uno studio dei sogni), per indicare il cosiddetto sogno lucido. Il sognatore lucido o onironauta sperimenta un’esperienza ai confini di un regno del mistero, che consiste nel prendere coscienza durante il sonno del fatto che si stia sognando in quel momento. Dopo essersi reso conto di dormire, e che nulla di ciò che sta vedendo sia reale, il soggetto acquisisce conseguentemente la capacità di controllare i contenuti onirici e modificare l’esito del sogno a proprio piacimento, manipolandolo senza limiti.
Tutto ciò risulta possibile grazie alla coscienza del dormiente che, sapendo di essere al sicuro, rifugiato nelle immagini proposte dalla propria mente, si lascia andare sfidando qualsiasi legge fisica della realtà in cui vive creando un mondo tutto suo, dove non esistono regole che non siano imposte da lui stesso. Lì può volare, fluttuare, acquisire qualsiasi potere ma anche, e soprattutto, entrare in contatto con il suo Io interiore come in veglia non potrebbe fare mai.
Durante il sogno lucido il soggetto dormiente riesce ad entrare in uno stato di maggiore consapevolezza del proprio essere ricevendo, dai propri pensieri di quel momento, soluzioni ai propri problemi mai valutate prima o anche nuovi punti di vista illuminanti su determinati aspetti della sua vita. È per questo, infatti, che i sogni lucidi destano da sempre l’interesse degli studiosi in generale e, in particolar modo, degli psicologi, oltre che attrarre anche una vasta platea di curiosi, a partire da artisti che cercano ispirazione in fenomeni simili, fino alle persone legate alla sfera dell’occultismo.

Se eseguita con cognizione di causa, l’onironautica può essere senz’ombra di dubbio una pratica molto utile; permette di rendere produttiva anche la parte del giorno che dedichiamo al sonno, che di fatto è una fase di riposo da ogni tipo di attività fisica, ma non mentale.

Molte persone sperimentano naturalmente questo fenomeno, spesso non conoscendone le caratteristiche e considerandolo un’esperienza normalissima, che non abbia nulla di speciale rispetto ai classici sogni. Al di là delle predisposizioni soggettive, esistono alcune tecniche che, se adoperate con costanza, possono incrementare la probabilità di fare un sogno lucido.

Studio dei propri sogni
Prendere nota dei propri sogni al risveglio, quando sono più freschi di memoria, ci permette di analizzarli mettendo in luce gli elementi ricorrenti che talvolta trascuriamo. Potrebbe essere utile compilare un “registro dei sogni” al fine di memorizzare le immagini che solitamente ci compaiono in sogno, al fine di riconoscerne uno immediatamente quando dormiamo grazie a scene che si ripetono frequentemente.

Metodo del controllo sulla realtà (RCTReality Control Test)
I test di realtà sono delle verifiche da effettuare durante la veglia per un certo periodo di tempo, in modo da renderle un’abitudine che di conseguenza si manifesterà anche in sogno, dove tendiamo spontaneamente a comportarci come facciamo solitamente da svegli. L’esito di questi test ci permette di stabilire facilmente se ci troviamo in una visione onirica o meno. I più efficaci e di facile attuazione sono:

guardarsi allo specchio, perché nei sogni non riusciamo mai a scorgere il nostro perfetto riflesso nelle superfici riflettenti, la nostra immagine appare sempre sfocata o distorta;

controllare le proprie mani, spesso nei sogni esse appaiono diverse dal solito, con dita in più o in meno, oppure di grandezza diversa;

controllare l’orologio più volte, in quanto in sogno i numeri sono sempre sfalsati, l’orario cambia totalmente anche in pochi secondi di tempo, rendendo impossibile definire l’ora in cui stiano accadendo i fatti;

provare a volare, questo ovviamente sarà possibile solo in un sogno.

Queste verifiche rendono il dormiente immediatamente consapevole di trovarsi in un sogno; la sorpresa di tale scoperta può essere tale da svegliarlo, l’emozione di stupore può essere regolata solo facendo più esperienza.

Risveglio e riaddormentamento (WBTB, Wake Back To Bed) con induzione mnemonica del sogno lucido (MILD, Mmnemonic Induction of Lucid Dreams)

La tecnica del risveglio e riaddormentamento risulta molto efficace se combinata alla MILD, che non consiste in altro che andare a dormire con l’intenzione profonda di riconoscere nel sogno elementi inusuali impossibili da trovare nella realtà, in modo da indurre immediatamente la lucidità. La tecnica WBTB serve ad allungare le fasi REM dei nostri cicli di sonno, durante le quali si verifica l’attività onirica, svegliandoci più volte durante la notte, in quanto esse hanno una durata sempre minore con l’avanzare del nostro riposo. Avere un sonno REM più lungo aumenta la probabilità di svegliarsi negli attimi immediatamente successivi al sogno e di ricordarlo, di conseguenza.

 

Non vi resta altro che provare. Sogni d’oro!

Rebecca Grosso

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