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5 proverbi per 5 occasioni

Qualunque sia la tua età, il tuo titolo di studio o la tua padronanza dell’italiano, c’è un dettaglio che non può essere trascurato: nulla in certe occasioni rende bene come il dialetto.

Il dialetto si sa, rafforza il concetto.

Proprio per questo ho selezionato questi cinque proverbi, o modi di dire, napoletani che rappresentano in modo emblematico alcune situazioni che tutti hanno vissuto o vivranno nella propria vita.

  • Chi se mette appaura nun se cocca cu ‘e femmene belle.

Letteralmente: “Chi ha paura non si corica con le belle donne”.
Questo proverbio insegna che la regola è una: l’audacia prima di tutto.

Osare è la chiave del mondo, tentare, aspirare, ardire. Solo chi rischia può raggiungere e ottenere ciò che tanto brama, proprio come capita agli uomini. Solo chi ha la tenacia e l’audacia di provarci con una bella donna potrà poi “addormentarsi” con lei.
Eppure c’è un ma.

L’audacia non sta solo nella conquista ma anche nel mantenere e tenere ciò che si è conquistato. I tentatori sono sempre alle porte, bisogna proteggere ciò che si è ottenuto combattendo.

  • Chella cammisa can nun vo’ sta cu’ te’, pigliala e stracciala!

Letteralmente: “Quella camicia che non vuole stare con te, prendila e stracciala!”
Nell’abbigliamento così come nella vita amorosa, gli indumenti – e i sentimenti – che non calzano a pennello, non stanno bene. Eh sì, se quella persona per cui provi tanta simpatia, quasi un affetto, ti fa penare, ti fa pensare e in una relazione con te non riesce a stare, la risposta è facile: pigliala e stracciala! Come la camicia che veste male.

La campana per gli abiti smessi si trova per strada, bisognerebbe lasciare lì abiti e sentimenti che non calzano più bene per poter fare nuovi acquisti, sperando siano più soddisfacenti.

  • Quann’ ‘o diavulo t’accarezza ll’anema va truvanno.

Letteralmente: “Quando il diavolo ti accarezza, cerca di prendere la tua anima”
Simpatici a tutti non si può essere. A volte capita però che alcune persone ostili si mostrino improvvisamente gentili. Che si siano redente? A pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia quasi mai!

Proprio così, questo detto riassume emblematicamente la situazione in cui una persona di solito maldisposta inizia a mostrarsi improvvisamente gentile e interessata, perché mossa intimamente da un proprio tornaconto. E se il diavolo ti accarezza…scappa!

  • Cu ‘nu sì te ’mpicce e cu ‘nu no te spicce.

Letteralmente: “Con un sì ti impicci e con un no ti sbrighi”
È vero, è vero, l’omertà non dovrebbe mai essere la risposta, ma quante volte per aver risposto con un semplice  “sì” a una domanda si è stati bombardati di quesiti per avere ulteriori spiegazioni? A volte per il vivere sereno un “no” può risparmiare tanti problemi…

  • ’O purpo se coce ‘int all’acqua soja.

Letteralmente: “Il polpo si cuoce nella sua acqua”
Ci sono alcuni caratteri con cui è difficile avere a che fare: alcune persone quando si arrabbiano sono ingestibili, non c’è modo di farle calmare. L’unica soluzione è lasciare che “cuociano nella propria acqua” che il nervosismo così come è arrivato, vada via da solo.

L’espressione, però, racchiude più significati di quanto sembri. Può anche essere utilizzata con tono rassegnato, per sottolineare una situazione in cui una persona a cui si è dato un consiglio continui a ostinarsi a fare a modo suo e, di fronte all’ennesima disfatta, c’è un solo commento da fare: “’o purpo se coce ‘int all’acqua soja”!

Francesca Caianiello

Continua con 5 proverbi per 5 occasioni (pt. 2).

Francesca Caianiello

Francesca Caianiello nasce a Napoli nel 1995. Perennemente alla ricerca di un antidoto al suo male di vivere, cerca di sopravvivere dedicandosi alle cose belle: la letteratura e il vino. Filologa e docente d'italiano, per La Testata è giornalista nonché mente e volto di video di approfondimento su curiosità letterarie.
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