Ama il Giappone come te stesso

di Olimpia Branno

Se dovessi immaginare un mondo più empatico senz’altro, per me, avrebbe un’anima Nipponica. La cultura del sol levante è una scuola antica chiusa in se stessa, ovattata dal resto del mondo. Si identifica con le dinastie imperiali successe nei secoli fino ad oggi.

L’apertura all’occidente risale al secondo dopoguerra quando, vinti dagli americani, furono costretti a tale frattura che si rivelerà poi non un’imposizione, ma ‘’la cosa giusta da fare’’. Cercare di spiegare l’entità e l’essenza di questo popolo sarebbe un po’ riduttivo e superficiale, ma potremmo cominciare con il coglierne qualche aspetto peculiare. Essi si focalizzano sulla meditazione, la conoscenza di se stessi e l’empatia. La chiusura per secoli ci spiega il perché le differenze siano così nette e distanti, quasi incomprensibili o spesso divergenti dalle nostre priorità. Oltre all’empatia, cercano molto il contatto con la loro terra, che rispettano e celebrano con molte festività e ricorrenze. Indispensabile è il contatto con la natura, che è considerata maestra di vita, cercando di coglierne lezioni sulla pazienza e grandezza. Scendendo più nel profondo e conoscendo meglio questo popolo si può comprendere a 360° il significato dell’espressione “ama il prossimo tuo come te stesso’’.

Sì, per i giapponesi la collettività ed il prossimo hanno un valore maggiore di sé stessi, inteso come singoli; ed è in questa, tra le altre, la diversità sostanziale di questo popolo con il resto del mondo. È palpabile e percettibile in cose grandi ma anche e soprattutto in cose più piccole, quasi ineccepibili agli occhi di noi occidentali. Tale differenza potremmo riscontrala, ad esempio, nel fare la fila senza farsi furbi e scavalcare gli altri. Oppure, è consuetudine dei Nipponici equipaggiare le stazioni o altri luoghi pubblici di ombrelli, che sono ad uso libero e gratuito per i viaggiatori sorpresi dalle piogge, ed essere certi che dopo averli usati vengano rimessi a posto, perché qualcun altro, l’indomani, potrebbe aver bisogno proprio di quell’ombrello. Anche il pasto quotidiano è un rito di tutto rispetto nel paese del Sol levante, o essere disposti ad aiutare qualcuno in difficoltà e farlo con impegno e dedizione. È proprio in questo che sta la bellezza di tutto, nell’essere consapevoli e sicuri che quella persona, estranea, non cercherà di prevalere su di te ma che, invece, ti rispetta come essere umano, come entità.

Ama il prossimo come te stesso.

Non potrei dare spiegazione migliore se non quest’esempio lampante di educazione e rispetto alla vita, alla bellezza dell’esistenza. Questa è la ragione per cui vorrei che l’umanità avesse un animo nipponico, che rispettasse la natura preservandola ed inquinando di meno e non risolvesse i danni causati cercando un altro pianeta su cui andare; che sapesse calibrare ciò che è necessario e ciò che è superfluo senza incappare in errori di ingordigia e prepotenza; che sapesse accettare chi è diverso, chi è più debole, i meno fortunati amandone le diversità ed accogliendole come un plus e non come un handicap; che sapesse percepire gli altri come fratelli. È per questo che vorrei un mondo con un animo empatico, capace di sentirsi in connessione con il prossimo e cogliere la bellezza dell’autunno imminente o la gioia di una nascita.

Vi invito a meditare di più sui nostri atteggiamenti e correggerne anche i più piccoli, perché si parte sempre dalle piccole cose: ‘’Senri no michi mo ippo kara’’ – anche un viaggio lungo mille miglia comincia con un passo. Proverbio giapponese.

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