Dalla terra al cuore: IPark tra i banchi

di Ilaria Aversa

“Se non ne conosciamo il pregio, non possiamo di conseguenza valorizzarlo.”
(Maria Rosaria Donnarumma, socio Slow Food, responsabile orto sociale)

“Non hai mai conosciuto il vero sapore della frutta e della verdura” mi diceva sempre mio padre. Non era un rimprovero, semplicemente una triste considerazione, e mi sorprendeva dovergli riconoscere che in effetti aveva ragione. Se ripenso a tutte le volte che ho dato un morso ad una mela e l’ho sentita insipida, con una leggera sensazione che potesse ricordare vagamente quella di un frutto, mi sale un po’ di sconforto.
Per questo motivo è importante recuperare la conoscenza del nostro territorio e di quello che può produrre, scoprire il vero gusto degli alimenti, e bisogna farlo partendo dalle fondamenta: dai bambini.

È il 19 dicembre e all’Istituto Comprensivo Giordano di Cercola viene presentato un evento di restituzione delle attività di una delle azioni del progetto di riqualificazione ambientale IPark – Presidio e Cittadinanza, in collaborazione con il Consorzio Proodos, ente capofila del progettopromosso da Slow Food Vesuvio. Attraverso laboratori e giochi interattivi, si punta a far conoscere agli studenti le potenzialità del Parco Nazionale del Vesuvio, “a farlo amare, vivere e quindi rispettarlo poi in futuro”, come ha spiegato Anna Ammendola, responsabile di formazione presso Slow Food con cui ho avuto il piacere di scambiare una breve ma interessantissima conversazione.

“Una seconda parte del progetto”, continua, “si svolge al di fuori della scuola e coinvolge la valorizzazione dei prodotti tipici vesuviani”. Il pisello centogiorni o l’albicocca pellecchiella sono diventati presidio Slow Food grazie a questa iniziativa, essendo addirittura considerati a rischio di estinzione, come il kaki vaniglia di cui il presidio è ancora in cantiere.
Anna parla di biodiversità, soffermandosi sull’intento del progetto di farla entrare nel quotidiano, “osservandola, toccandola e gustandola”.

“Assaggiando alcuni di questi prodotti ho ricordato quelli che erano i sapori che sentivo da piccola”, afferma. “I più giovani devono capire che queste realtà non sono così lontane da loro, che è importante conoscerle”. Grazie a questo, si può realmente fare qualcosa per il nostro territorio.

Giro fra i banchi adibiti a stand di degustazione, lo sguardo sorridente di quei bambini che addentano alcuni dei prodotti presentati mi spinge a provarli.
Do un morso ad una fetta di pane con confettura di albicocche pellecchiella accompagnata da un succo concentrato dello stesso frutto.
Ripenso a mio padre.
“Non hai mai conosciuto il vero sapore di frutta e verdura”. Era vero.
Beh, almeno fino a quel momento.

Foto di Valeria Gentile

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