Il cioccolato: falsi miti e verità sull’alimento del piacere

di Alessandra Genovese

Ma allora il cioccolato fa bene o male?

Rientrando pienamente nella categoria delle “schifezze”, il cioccolato è da sempre stato considerato come un alimento dannoso, non sano e da evitare. Grazie alle nuove scoperte scientifiche, però, sono caduti molti falsi miti che riguardano il rapporto tra salute e cioccolato. L’idea secondo cui ciò che è buono debba essere quasi per forza dannoso per l’organismo ha lasciato libero spazio ad interpretazioni nuove ma soprattutto veritiere riguardanti il binomio cioccolato-benessere.

Il primo mito da sfatare riguarda la presenza di caffeina all’interno del cioccolato. Non tutti sanno che la caffeina contenuta nel cioccolato è veramente in dosi minime: mezzo etto di cioccolata al latte contiene 8 milligrammi di caffeina, praticamente è presente nel cioccolato poco più di una tazzina di caffè decaffeinato!

Altro che eliminarlo dalle diete, il cioccolato riveste un ruolo importante anche sotto questo aspetto. Un etto di cioccolato fondente apporta circa 500 calorie. Basti pensare che un etto di pasta scondita contiene intorno alle 400 calorie. Sappiamo tutti, poi, che consumare il cioccolato provoca piacere e soddisfazione e le calorie che il nostro corpo assimila in quel momento sono tali da permettere alla persona di continuare serenamente la dieta, senza sensi di colpa, ancor di più se si pensa che il cioccolato potrebbe rappresentare un valido elemento utile al mantenimento del peso, grazie al fatto che anche una piccola quantità fornisce al nostro organismo energia. A questo si aggiunge la capacità, non meno importante, di migliorare l’umore e infondere sensazioni di calma e appagamento.

Il cioccolato da sempre, poi, viene associato all’acne come causa scatenante di quest’ultima, ma non è così. È stato dimostrato che non esiste nessun tipo di correlazione tra cioccolato e pelle impura. Vi sembra strano? La spiegazione però c’è, ed è anche più semplice di ciò che si pensa: l’acne nasce da una iperattività delle ghiandole sebacee della pelle durante la pubertà, per cui non dipende dall’ alimentazione, la quale può giocare un ruolo davvero minimo in questo caso. Più cioccolato quindi e meno sensi di colpa.

Basta dare al cioccolato colpe che non ha, amiamolo per ciò che è e soprattutto per ciò che non è!

 

 

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