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Apogeo Records: nuova, giovane e indipendente

di Luisa Ruggiero

Alla kermesse musicale dei DiscoDays 2018 abbiamo incontrato ed intervistato Andrea De Rosa, tra gli ideatori del progetto Apogeo Records, con il quale abbiamo parlato del mercato musicale, del processo creativo che c’è dietro un disco e dell’importanza della comunicazione.

Come è nata l’etichetta discografica?

Apogeo Records è nata nel 2013 nel Rione Sanità. È un progetto che ho creato collaborando con L’altra Napoli Onlus, finanziato da Fondazione Telecom e IBM. Nasce inizialmente come studio di registrazione, il Sanità Music Studio nel 2009, nel 2010 è stato inaugurato lo studio e tra il 2012 e il 2013 abbiamo pensato e poi fatto nascere l’etichetta, in modo da fornire, non solo il servizio di sala di registrazione ma l’ampia gamma di servizi che offre un’etichetta discografica. Ad oggi abbiamo prodotto una quindicina di dischi.»”

È difficile portare avanti un progetto del genere nell’ambiente napoletano?

“Credo che questa domanda sia estendibile un po’ a tutto il mondo dell’arte. Sicuramente sarebbe stato più facile creare un’etichetta negli anni ’90 (ride). Quando la creammo qualcuno ci disse: Siete pazzi, non si vendono i dischi. Ovviamente è vero che c’è una ritrazione molto forte sul supporto musicale. Nella realtà, se si approfondisce la questione, è più una crisi, appunto, del supporto che della musica in generale. L’etichetta discografica si sostenta, però anche proprio del supporto, questo è vero. Nel nostro caso, avendo uno studio di registrazione, facendo produzione audiovisiva e lavorando anche ad altri progetti riusciamo a sopravvivere con dignità. Abbiamo, ad esempio, prodotto gli Ars Nova che hanno venduto tremila copie, che è un gran risultato per etichette del nostro genere.”

Come accompagnate l’artista durante il processo creativo della creazione di un disco?

“La creazione di un disco è sicuramente un processo molto lungo specialmente quando ti occupi di curarne tutti gli aspetti. Ad oggi ci sono etichette che appongono solo il marchio, poi il tutto è spostato sulla parte successiva alla produzione. Diventa necessario il marketing sull’artista, l’investimento economico nella scelta della società piuttosto che del regista che deve fare il video per il ritorno economico. La nostra idea è un po’ old style, come vuole ricordare anche il logo che ho pensato e realizzato io un po’ di anni fa, ed è quella di curare un po’ tutte le fasi della realizzazione del disco, dalla registrazione, agli arrangiamenti, dal missaggio al mastering. Da poco è nata un Srl che ha acquisito il marchio d’etichetta che cura la trasmissione audiovisiva e quindi ci occupiamo anche della realizzazione dei videoclip delle band. Insomma ci occupiamo di tutto quello che serve. Chiaramente è anche compito dell’artista, dipende anche molto dall’interazione che si crea tra l’artista e la produzione.”

Che requisiti devono avere i musicisti che producete?

“A prescindere dal dato tecnico credo che l’originalità sia una cosa fondamentale, associata al contenuto. L’artista deve avere qualcosa da comunicare. Non abbiamo un genere in particolare, l’importante è che siano progetti validi. Oggi che i canali di comunicazione si sono ampliati, è diventato tutto molto dispersivo. Quello a cui miriamo è proporre cose che non occupano un canale di comunicazione senza però di fatto dir nulla.”

Con i tuoi prodotti contribuisci al panorama musicale…

“Essendo un’etichetta indipendente e di nicchia i numeri sono comunque molto limitati. La mia idea è che a prescindere dal genere o dalla tipologia di artista che vai a proporre, se punti su persone che hanno la propria dignità artistica ed hanno qualcosa da dire, il risultato sicuramente non può essere negativo.”

Come hai vissuto l’esperienza dei Disco Days e cosa ne hai tratto?

“Per me è stata una prima esperienza qui ai Disco Days e devo dire che è una bella manifestazione, un evento molto ben organizzato. Manifestazioni del genere fanno bene alla musica, poiché attraggono tutto un bacino di appassionati, in questo caso del vinile ma si presuppone anche della musica in generale ed è molto bello ed importante poter associare il vinile, collegato a produzioni un po’ più vecchie alla parte più nuova, delle etichette musicali, degli organizzatori di festival e delle testate giornalistiche come nel vostro caso. L’attenzione ai live, inoltre, penso arricchisca l’evento in maniera decisiva.”

 

 

 

 

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
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