Arte & CulturaCinema e StreamingPrimo Piano

Musica, serie TV, spot: la “newstalgia” è il sentimento del momento 

Il ritorno su Sky di “Beverly Hills 90210”, Megan Gale di nuovo testimonial di un’offerta telefonica, “Perdono” che passa alla radio: la nostalgia degli Anni Novanta e Duemila è pervasiva e i brand la sfruttano a proprio favore 

Gli esperti la chiamano “newstalgia”: quel particolare mix di felicità e nostalgia, appunto, che ci coglie quando ritroviamo al supermercato la nostra merendina preferita di quando eravamo piccoli o ci imbattiamo facendo zapping nel cartone animato che guardavamo la mattina prima di andare a scuola. 

Questa primavera la newstalgia ha preso la forma di un teen drama Anni Novanta da rivedere in versione integrale, una super testimonial che rispetto ad allora ha cambiato operatore telefonico ma non ruolo né allure, una hit Anni Duemila rivisitata in chiave rap. Le ragioni tra fronti di guerra, focolai epidemici e una sempre più forte incertezza socio-economica non sono difficili da comprendere. 

C’è qualcosa di rassicurante nel potersi (auto)convincere che per gli scarsi cinquanta minuti di durata degli episodi di “Beverly Hills 90210”, ora disponibili su Sky, gli unici problemi da affrontare siano quelli di cuore di Brenda, Brandon, Donna, David e gli altri protagonisti del dramma adolescenziale. Sì, anche se non è passato molto tempo da quando i fan della serie sono stati sconvolti dalla notizia della morte di Luke Perry e Shannen Doherty. 

Fonte: Wikimedia  

Megan Gale che torna a essere protagonista della campagna estiva di un operatore telefonico riporta chi è stato adolescente tra la fine degli Anni Novanta e i primi Anni Duemila a quando summer card e altre promozioni estive erano le uniche speranze per restare in contatto con i compagni di scuola anche durante le vacanze. Poco importa che ora tutti abbiano Giga illimitati e la possibilità di sentire chiunque in qualsiasi momento per quanto tempo vogliano. 

Fonte: Instagram/ @iliad 

Tornare a canticchiare sotto la doccia “Perdono” – o meglio “XXDONO”, come si intitola la nuova versione del successo di Tiziano Ferro con Lazza – è concedersi di struggersi per questioni che saranno, certo, meno urgenti del prezzo della benzina che aumenta ma, non per questo, meno reali.

Fonte: YouTube / Tiziano Ferro

La newstalgia insomma assicura attimi di consolante evasione a una generazione troppo spesso accusata di non voler crescere mai ma che, a voler guardare le cose da un’altra prospettiva, si è ritrovata a diventare adulta nell’epoca economicamente, politicamente, socialmente più difficile per farlo. 

Le aziende e i marketer lo sanno e per questo da qualche tempo ripropongono sorpresine delle merendine, gadget, fumetti, cartoni e serie TV con i rispettivi protagonisti, hit musicali, giochi ed esperienze molto amati da chi è stato bambino tra gli Anni Novanta e gli Anni Duemila

L’arco temporale non è casuale: il marketing della nostalgia funziona di più se il passato a cui guardare è un passato recente e facile da ricordare (quasi) per chiunque, quando si viveva oggettivamente meglio sotto diversi aspetti. Tra gli Anni Novanta e i primi Anni Duemila la tensione socio-politica che l’Italia aveva vissuto solo qualche decennio prima era ormai un ricordo sbiadito e la grande crisi del 2009 che avrebbe cambiato per sempre le economie internazionali non era ancora all’orizzonte per i più. C’era un clima di spensieratezza diffusa, ossia, che ha fatto di questi anni quelli che gli italiani ricordano con più piacere (sarebbe così per almeno un italiano su tre, secondo un sondaggio). 

La newstalgia sembra spiegarsi facilmente, ossia, per chi c’era, sa che difficilmente vivrà ancora anni felici come quelli passati e prova ad aggrapparsi con forza a ogni loro feticcio. 

Come spiegare, però, il successo di “Beverly Hills 90210”, il nuovo spot di Megan Gale per iliad, “XXDONO” e altre rivisitazioni simili di cult del passato presso generazioni più giovani, che non c’erano ancora, non possono conoscere e né tanto meno essere affezionate alle versioni originali? 

Le ragioni sembrano più culturali che di feeling. Non necessariamente, cioè, la Gen Z condivide emozioni e modi di sentire dei propri genitori Millennials (per quanto sia considerata dagli addetti ai lavori una generazione più riflessiva e consapevole delle passate, conscia che quelli che le aspettano da vivere saranno tempi duri). 

La Generazione Z è quella che più delle altre ha avuto accesso grazie a Internet a un corpus di tendenze, fenomeni, personaggi e prodotti dell’industria culturale del passato diventati iconici. Nel tempo si è abituata a remixarli, dando loro significati nuovi e in parte diversi dagli originali. 

Non deve sorprendere così che sentendo in radio la nuova versione di “Perdono”, mentre chi è stato adolescente negli Anni Novanta non riesce a trattenere la lacrima sugli acuti di Tiziano Ferro, l’adolescente di oggi non riesce a togliersi dalla testa le barre di Lazza. 

Più che suscitando la nostalgia di un passato che non può tornare, infatti, nei più anagraficamente giovani la newstalgia sembra stimolare la nostalgia di un futuro tutto da (ri)scrivere alle proprie regole. 

Virginia Dara

Leggi anche: Anni ’90, che nostalgia: cosa dice del mondo di oggi

Credits immagine di copertina: Alberto Contreras/Unsplash

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
Pulsante per tornare all'inizio
Panoramica privacy

Questa Applicazione utilizza Strumenti di Tracciamento per consentire semplici interazioni e attivare funzionalità che permettono agli Utenti di accedere a determinate risorse del Servizio e semplificano la comunicazione con il Titolare del sito Web.