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“Dio ama, l’uomo uccide”

di Maria Cristiana Grimaldi 

Dio ama, l’uomo uccide: una delle saghe più importanti e vaste dell’Universo Marvel che con le sue metafore e le sue allegorie diviene un valido strumento di analisi della realtà attraverso pagine e trasposizioni cinematografiche.
Uno dei problemi principali dell’umanità riguarda un atteggiamento, ignorante ed insensato, chiamato “paura del diverso”. Nell’ immensa varietà ed estensione dell’universo, certi esseri umani hanno sempre avuto la pretesa di essere superiori, rispetto ad altri, secondo alcuni standard.
Ma che succede quando questa diversità coincide con straordinarie abilità e potenzialità?
Fin dagli esordi, i nostri mutanti, chiamati poi X-men, hanno dovuto affrontare ripetutamente questo atteggiamento, spesso con esiti disastrosi.

Creati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1963, questi personaggi sono nati col gene X, ovvero un’alterazione genetica del DNA che ha concesso loro straordinari poteri e aspetti diversi.
La loro forza è stata percepita sempre come potenzialmente dannosa in quanto differente e superiore rispetto a quella degli esseri umani comuni.
La paura della gente e i pretesti del governo di spostare l’attenzione mediatica su di loro per sviare il paese dai veri problemi sono ingredienti che ricordano molto il mondo in cui viviamo, ripetutamente segnato da genocidi ed episodi di razzismo.

Lo stesso Magneto, uno dei personaggi più riusciti, risulta essere una sorta di estremista dalla parte dei
mutanti. Avendo vissuto sulla propria pelle gli orrori del nazismo e dei campi di concentramento, in cui ha perso entrambi i genitori, l’uomo che controlla i metalli, predica fin dagli esordi la rivoluzione dei mutanti contro l’inferiorità della razza umana.
In “Dio ama, l’uomo uccide”, scritto da Chris Claremont, la storia è proprio incentrata sulla fobia anti-mutanti. Per fermare gli assurdi seguaci di un predicatore che ordina omicidi efferati contro altri mutanti indifesi, addirittura bambini, gli X-men uniti a Magneto, devono fare i conti ancora una volta con l’intolleranza del mondo.

Quest’opera, particolarmente impegnata, fa riflettere su uno dei temi più importanti di oggi, attraverso gli orrori del razzismo e la difficoltà di riuscire a non odiare a propria volta. I nemici più difficili da affrontare per i nostri eroi risultano essere, spesso, proprio quelli che dovrebbero salvare.

La Redazione

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