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Il 6 febbraio 1778 nasceva Ugo Foscolo, maestro del Classicismo 

Ugo Foscolo è uno degli autori più rappresentativi della letteratura italiana. Nacque il 6 febbraio 1778 a Zacinto, un’isola greca.

Zante rappresenta una parte fondamentale della formazione poetica di Foscolo, tant’è che all’isola natale dedicò anche un’opera.

A Zacinto è una delle poesie più celebri di Ugo Foscolo, all’interno della quale è presente una nostalgia che non potrà essere appagata. Il poeta è pienamente consapevole di non poter tornare nell’isola greca dove secondo la leggenda è emersa dalle acque la dea Venere. Il testo enuncia il rimpianto della classicità perduta per via dei numerosi riferimenti classici, tra cui Venere stessa.

Foscolo è stato lo scrittore che maggiormente ha incarnato, nell’Italia tra fine Settecento e inizio Ottocento, i tratti propri di un’età di transizione, tra rivoluzione e Restaurazione, Classicismo e Romanticismo. Nelle sue opere questi elementi s’intrecciano in modo differente ed originale, catturando l’attenzione dei lettori ma anche dei critici del tempo. 

All’opera foscoliana non mancarono giudizi e reazioni contemporanee, come sin dalla prima apparizione del Foscolo a Venezia non mancarono neppure elogi poetici che testimoniarono la forte impressione suscitata dalla sua personalità. Ugo Foscolo insiste nel suo esortare e ammonire i politici non solo nei saggi, ma anche all’interno di opere letterarie, sia liriche come il carme Dei Sepolcri, sia in opere teatrali come nella tragedia Trieste del 1795.

Foscolo e il Classicismo

L’autore, nato il 6 febbraio 1778 è da sempre definito un “neoclassicista romantico”. Egli infatti, ricerca la bellezza per rifugiarcisi, per scappare dalla realtà che spesso paralizza e lascia senza fiato, in una continua corsa contro il tempo, dunque il bello inteso come concetto e non come “cosa” da ammirare. La sua poesia è solenne, alta e raffinata, caratterizzata da un uso sapiente di latinismi, sintassi complessa e una metrica rigorosa che mira alla perfezione formale, come nelle Odi e nei Sonetti.

Foscolo vive il conflitto romantico tra ragione e sentimento, eroismo e disperazione, rendendo la sua opera un ponte unico tra l’equilibrio antico e la sensibilità moderna.

Il richiamo ai miti della Grecia è in lui sempre intimamente legato al ricordo della terra natia e della madre greca. L’affinamento della capacità di scrivere in stile neoclassico è facilitato, nel Foscolo, dalla vicinanza col Monti, che egli, ventenne, frequenta personalmente a Milano.

Il classicismo del Foscolo, tuttavia si differenzia in modo significativo dalle influenze settecentesche, poiché non si tratta di un classicismo di tipo accademico.

La novità del Poeta consiste nel fatto che egli reinterpreta la cultura classica attraverso l’approccio storicistico di Gian Battista Vico, grazie al quale infatti sviluppa una nuova concezione della poesia lirica; il mondo greco con Foscolo, diventa un insieme di immagini tra loro contrapposte, mentre dal punto di vista prettamente linguistico e stilistico, è la latinità ad assumere un ruolo importantissimo.

Per Foscolo:

La verità oggettiva del classicismo, ossia il significato attuale della sua testimonianza è entrata in contraddizione con la sua verità soggettiva, cioè con l’idea che esso si fa della propria missione sia estetica sia etico-pedagogica”.

Ugo Foscolo, le opere principali

La vita di Foscolo, all’insegna dell’istinto e della vivacità morale ed artistica, è costellata da tantissimi e notevoli successi, ma anche da tante delusioni, politiche nello specifico. Si tratta questa molteplicità di eventi che rende le poesie di Foscolo vive ed intense.

Il suicidio del fratello Giovanni, nel 1801, fece in modo cheFoscolo sviluppasse una “precoce” maturità umana, poetica ed artistica. Nel 1802 venne pubblicata la prima edizione del romanzo epistolare (raccolta di lettere) Ultime lettere di Jacopo Ortis. Nel 1803 uscì la raccolta delle Poesie con cui, attraverso l’alternare dei componimenti autobiografici (come A Zacinto) ai componimenti di riflessione poetica ed esistenziale come Alla Musa e Alla sera, Foscolo offre un ritratto ideale di sé.

Nel 1806, a Parigi, conobbe il celebre Alessandro Manzoni e, rientrato dalla Francia, incontrò il poeta Ippolito Pindemonte, al quale, nel 1807, dedicò il carme Dei Sepolcri.

Ricordiamo che la figura di Foscolo ha influenzato tutto il Risorgimento italiano. Mazzini e molti patrioti vedevano in lui il modello dell’italiano che non scende a compromessi con l’invasore.

Nonostante la ricchissima produzione letteraria di Ugo Foscolo, l’autore morì in povertà, assistito solo dalla figlia, a Londra.

La fine di Foscolo è emblematica: è il primo grande intellettuale italiano che cerca di vivere unicamente del proprio lavoro, ma che si scontra con la dura realtà del mercato editoriale e con la propria incapacità di adattarsi a una vita modesta.

Gerardina Di Massa

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Gerardina Di Massa

Gerardina Di Massa, sono nata ad Ischia e studio lettere e filosofia. Sono da sempre appassionata alla scrittura e anche alla lettura. Giornalista pubblicista, appassionata di politica e letteratura, “divoratrice di libri”, amo leggerne sempre di nuovi, senza stancarmi mai. Mi piace la scrittura in tutti gli ambiti, che si tratti di cultura o di arte, di argomenti letterari o di storia. Ogni cosa, ogni argomento può e deve insegnare qualcosa.
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