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Smartphone scuola: vietare o educare?

Negli ultimi tempi il Ministero dell’Istruzione e del Merito è sempre più rigido riguardo l’utilizzo di dispositivi elettronici in aula, da parte di studenti e docenti.

Un anno fa è stata emanata l’ultima circolare che ha esteso il divieto nelle scuole secondarie di II grado, per migliorare l’attenzione e la concentrazione ed evitare distrazioni.

Ma serve davvero vietare l’utilizzo dei telefoni?

Lo smartphone è quasi un’estensione del nostro corpo. Primo oggetto che prendiamo la mattina e ultimo che lasciamo prima di dormire. Ormai, viene utilizzato per ogni azione della vita quotidiana, dalla programmazione della giornata allo svago, dalla comunicazione al lavoro.

Insomma, una vita senza smartphone sembra impossibile.

I giovani, in particolare, tendono ad utilizzarlo sempre di più, anche per colmare i vuoti giornalieri. Negli ultimi anni, infatti, sono state molte le scuole che hanno deciso di ritirarli durante le lezioni, puntando a generare maggiore concentrazione e interazione tra gli studenti.

Inoltre, lo smartphone crea anche situazioni spiacevoli di cyberbullismo, soprattutto in aula, e dipendenza totale al digitale, generando isolamento e perdita del pensiero critico, ancor di più con l’ingresso dell’intelligenza artificiale.

Tuttavia, sappiamo bene che vietare qualcosa non è la soluzione. Se pensiamo all’uso di droghe leggere, sebbene ci sia un divieto, non sempre viene rispettato.

Quindi, come fare?

Molti studenti affermano che il problema non sia lo smartphone, ma il suo utilizzo. Questo, infatti, può essere uno strumento molto utile per informarsi, studiare e modificare le metodologie didattiche. Vietare i telefoni significherebbe, quindi, ignorare la realtà digitale nella quale siamo tutti immersi.

Diventa fondamentale la navigazione consapevole e l’alfabetizzazione digitale, soprattutto per le nuove generazioni. La scuola, come ente fruitore di conoscenze e competenze, deve insegnare ad usare gli smartphone consapevolmente, non eliminando il problema.

Con l’idea che gli insegnanti siano facilitatori e mediatori dell’apprendimento, il telefono deve diventare uno strumento di lavoro, per sperimentare modalità e metodologie più flessibili a scuola.

Secondo alcuni dati, l’eliminazione totale degli smartphone a scuola ha portato risultati contrastanti. In alcuni istituti si registrano sicuramente meno interruzioni e più relazione in aula, in altri c’è sempre maggiore tensione e difficoltà da parte dei docenti a far rispettare il divieto.

In un’era in cui la tecnologia è padrona e i docenti sono invitati più volte a seguire corsi di formazione sull’uso del digitale e delle nuove piattaforme, è necessario educare all’utilizzo responsabile degli smartphone, creando anche un clima di fiducia tra insegnanti e alunni.

Ignorare o eliminare il problema sicuramente non lo risolve, anzi in alcuni casi lo accentua. Responsabilizzazione e autonomia sono i principali obiettivi educativi, anche se spesso questo viene dimenticato da chi governa.

Martina Maiorano

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Martina Maiorano

Ciao! Sono Martina Maiorano, classe 1996. Fin da piccola ho avuto due grandi passioni: i libri e il beauty. Frequento Lettere Moderne all’Universitá Federico II e da poco sono entrata nel team de La Testata, pronta ad accettare nuove sfide!
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